PROGETTI OBIETTIVI FINALIZZATI O PIANI DI LAVORO PER LA POLIZIA LOCALE REMUNERATI E INCENTIVATI CON I FONDI DELL’ART. 208 DEL C.D.S..

Molta confusione e incertezza esiste relativamente a questo argomento, sia da parte delle Amministrazioni Comunali e Provinciali, sia in generale dai Comandanti, Segretari Comunali o Dirigenti, nonché dalle R.S.U..

Si cercherà in modo chiaro ed inconfutabile di dare una linea di indirizzo rivolta a tutti in modo che non esistano fraintendimenti che altro non fanno che danneggiare la cittadinanza tutta, privandola spesso di indispensabili servizi volti a fronteggiare situazioni contingibili e spesso urgenti, dove la presenza degli Agenti è indispensabile, senza strutture operative motivate e consapevoli di non essere sottoconsiderate per cattive e scorrette interpretazioni contrattuali.

            L’art. 208 del Decreto Legislativo 30 Aprile 1992 n. 285 (Nuovo Codice della Strada), comma 2, lettera a) e comma 4 e successive modificazioni e integrazioni, stabiliva che i proventi contravvenzionali derivanti da tale normativa non potevano far parte del bilancio dell’ENTE di appartenenza individuando che i relativi fondi dovevano andare spesi per una serie di motivazioni quali:

-          Acquisto di segnaletica per il miglioramento della circolazione stradale;

-          Una quota per il finanziamento degli Uffici di P.M.;

-          Una quota per la formazione del personale;

-          Una quota per remunerare speciali interventi straordinari per l’intensificazione dei servizi di vigilanza stradale.

Nel frattempo varie circolari interpretative del Ministero dell’Interno indicavano la possibilità di accedere ad una parte dei fondi dell’art. 208 del C.d.S. per intensificare il servizio di vigilanza stradale (vedasi Circolare del 30 luglio 1996 - Prot. 09604068/15100/761, a firma “GELATI”; Circolare del 27 ottobre 1997 n. M/2413, a firma “BALSAMO”, nonché le varie Prefetture di Milano, Como, ecc…)

In seguito troviamo la Sentenza n. 426 del 17 ottobre 2000 che prende in esame i dubbi di legittimità costituzionale dell’art. 208 C.d.S. e ritiene gli stessi privi di fondamento. La citata Sentenza non solo supera la questione di legittimità o meno dell’attivazione di forme previdenziali per gli operatori di Polizia Municipale con i proventi dell’art. 208 del C.d.S., ma offre una chiave di lettura complessiva del dettato dell’articolo che autorizza un’interpretazione estensiva del medesimo.

La stessa Sentenza esplica che i proventi contravvenzionali dell’art. 208 del C.d.S., una volta introitati dall’ENTE sono “Fondi” equiparabili a quelli delle altre “Tasse Comunali” quali la Cosap, l’I.C.I., la Bucalossi, ecc…, pertanto in piena disponibilità e discrezionalità dell’ENTE e a maggior ragione promuovendo un “buon funzionamento della circolazione stradale” secondo gli obiettivi comunitari in materia, vale a dire la diminuzione dei sinistri stradali del 40% entro il 2010 con piani di lavoro e Progetti obiettivo all’uopo finalizzati.

      Le Amministrazioni Comunali da alcuni anni si trovano di fronte al divieto impartito dalle Leggi Finanziarie di assunzione di personale, compreso quello relativo alla Polizia Municipale, impedendo in pratica lo svolgimento di “particolari” servizi che ricadono fuori dal normale orario di lavoro quotidiano, penalizzando la cittadinanza che nei momenti di maggior bisogno della presenza in servizio degli agenti,  gli stessi, inseriti in organici sempre ridotti, dopo l’orario contrattuale, non possono accedere allo “straordinario” in quanto si tratterebbe di straordinario programmato, vietato dal C.C.N.L..

Continuando, dopo le giornate di studio effettuate a Napoli il 28-29-30 gennaio 2000 con la partecipazione di diversi parlamentari, dove è stata richiesta la modifica del 4° comma dell’art. 208 del C.d.S., la Finanziaria 2001 n. 388 del 23/12/2000 all’art. 53 comma 20, ha sostituito il comma 4 dell’art. 208 del C.d.S. come segue:

Una quota pari al 50% dei proventi spettanti agli altri enti indicati al comma 1 è devoluta alle finalità del comma 2, nonché al miglioramento della circolazione stradale, al potenziamento ed al miglioramento della segnaletica stradale e alla redazione dei piani di cui all’art. 36, alla fornitura di mezzi tecnici necessari per i servizi di polizia stradale di loro competenza e alla realizzazione di interventi a favore della mobilità ciclistica nonché, in misura non inferiore al 10% della predetta quota, a interventi per la sicurezza stradale in particolare a tutela degli utenti deboli: bambini, anziani, disabili, pedoni e ciclisti”.

Alla luce di quanto esposto, e considerato che ogni amministrazione agisce come meglio crede, in sfregio alle disposizioni Legislative che regolano la materia, e vista la circolare ARAN dell’11.08.2003 nella quale viene giustamente puntualizzato come non sia possibile destinare parte del fondo produttività per speciali P.O.F. della Polizia Municipale o per “Piani di Lavoro” in quanto il Fondo si rivolge alla totalità dei dipendenti, e non ad una parte di essi, si fa notare come dalla medesima circolare non derivi l’impossibilità di realizzare specifici progetti finalizzati per la Polizia Municipale (e relative casistiche); essi sono pienamente attuabili a condizione che siano rispettate le previsioni dell’art. 17 del C.C.N.L. 01/04/1999.

Siamo perfettamente d’accordo con quanto dichiarato dall’ARAN, in quanto non chiediamo oneri provenienti dal Fondo Produttività, ma chiediamo che venga applicato quanto previsto ed attuato in altre realtà territoriali che hanno visto un incremento delle esigenze a fronte di una riduzione degli organici.

Il C.C.N.L. non rappresenta uno “strumento operativo” da utilizzare in maniera unidirezionale, ma anzi una fonte normativa ad ampio spettro sul rapporto di lavoro. Con queste risorse aggiuntive derivanti dall’ex art. 208 del C.d.S. (ex in quanto una volta incamerati dall’ENTE sono a tutti gli effetti risorse in disponibilità dell’Ente stesso, come sancito dalla Corte Costituzionale con Sentenza n. 426 del 17 ottobre 2000) non si vogliono retribuire ore straordinarie o stipendi, ma finanziare l’ipotesi di allargamento della fascia oraria di servizio a favore delle persone più deboli e indifese mediante l’istituzione di appositi piani di lavoro o P.O.F. come esplicitato dalla succitata Legge Finanziaria n. 388 relativa all’anno 2001 senza ciò intaccare la parte del Fondo che ha scopi e destinazioni diverse.

                                                         IL SEGRETARIO GENERALE AGG.TO
                                                                                   (Cav. Franco Fadini)