SULPM
SULPM ROMA
 

 

 

RENZAGLIA.

CHI ERA COSTUI?

 

Caro Sindaco, dopo esserti dimenticato di festeggiare l’anniversario del Corpo non potevamo aspettarci null’altro. 

Dimenticare un collega che il 14 Maggio 1977, durante un controllo stradale, fu bersaglio di numerosi colpi d’arma da fuoco da un esponente dei N.A.P. e fu lasciato esanime in terra. 

E’ stato dimenticato perché nel 2005 Carlo Renzaglia, seppure sia medaglia di bronzo al valor civile, è andato in pensione e neanche una parola è stata spesa da questa Amministrazione per ringraziarlo a nome dei cittadini romani per il suo sacrificio e non è stato neanche ricordato il 10 marzo, nella giornata europea delle vittime del terrorismo.

NOI NON LO DIMENTICHIAMO!!!

 

 
ADNK (CRO) - 10/03/2007 - 15.03.00
ROMA: SULPM, COMUNE NON RICORDA VIGILI VITTIME TERRORISMO

ROMA: SULPM, COMUNE NON RICORDA VIGILI VITTIME TERRORISMO = CARLO RENZAGLIA FU FERITO GRAVEMENTE NEL 1977 DAI BRIGATISTI Roma, 10 mar. - (Adnkronos) - "Solidarieta' a tutte le vittime del terrorismo che devono restare nella memoria degli italiani e che anche con il loro sacrificio hanno impedito venissero sovvertite le istituzioni democratiche italiane, ma non e' accettabile che il Comune di Roma abbia dimenticato di ricordare i propri vigili urbani vittime del terrorismo". Lo ha dichiarato Alessandro Marchetti, segretario romano del Sulpm. "Il 14 maggio 1977 alle ore 14 in via Portuense - racconta Marchetti - altezza via Belluzzo un vigile urbano di Roma, Carlo Renzaglia, dalla sua auto mentre si recava in servizio, gia' in uniforme, vedeva un furgone Fiat sospetto che era passato con il rosso e gli intimava di fermarsi chiedendogli i documenti, ma il conducente gli sparava numerosi colpi di arma da fuoco con una pistola calibro 765 parabellum ferendolo in maniera grave a braccia, gambe, arteria femorale e petto".
"L'autista era Raffaele Piccinino dei Nap (Nuclei armati proletari, Piccinino gia' autore anche dell'attentato al questore Noce dove mori' un poliziotto della scorta, condannato all'ergastolo e a 22 anni di carcere) - prosegue il segretario - e a bordo del veicolo c'era un'altra donna, altra nota esponente dei Nap. Dopo che il vigile era esamine a terra il brigatista che era gia' sceso dal furgone si diede alla fuga a piedi insieme alla passeggera, in direzioni opposte". Marchetti ricorda che "vedendolo con la pistola in mano mentre correva sulla rampa di accesso a via Quirino Maiorana due sottufficiali della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza che uscivano da un vicino garage di auto ministeriali, lo traevano in arresto trovandogli anche una bomba a mano in tasca. Il vigile riusci' a salvarsi rimanendo invalido al 45%, ma continuando a fare servizio in strada fino al pensionamento che e' avvenuto nel 2005". "Abbiamo consegnato noi, in questi giorni, a Renzaglia una medaglia ricordo a nome dei colleghi di Roma - ha concluso Marchetti - e si e' detto molto amareggiato quando nel giorno del suo pensionamento nessuno si e' ricordato del suo sacrificio, trattato come chiunque altro. L'unica consolazione, se vogliamo, e' la medaglia di bronzo al valor civile che lo Stato gli riconobbe nel 1979. Invitiamo pertanto il sindaco di Roma, Walter Veltroni, seppure in ritardo e vogliamo credere si sia trattata di una mera dimenticanza, a riconoscere a questo uomo delle istituzioni almeno due parole di stima e ringraziamento a nome della cittadinanza capitolina". (Laf/Col/Adnkronos) 10-MAR-07 15:59 NNNN