NOI VIGILI, DI PATTUGLIA COME A FORTE APACHE SPESSO
ABBIAMO PAURA
“Prendi il giovedì e il venerdì sera…Abbiamo paura,
possiamo dirlo. Noi vigili non ci fidiamo a passare da certe zone con le
nostre macchine, le scritte visibili, i lampeggianti…perché certe zone di
Bologna sono come forte Apache. Se andiamo lì, sappiamo di perdere. Quelle
strade, in certi orari, sono sottratte al controllo dello Stato e del
Comune”. Stefano Mingoia del SULPM, il sindacato autonomo della polizia
municipale, parla nella sala del Baraccano a un gruppo di colleghi, qualche
comitato del centro storico – Stop al degrado, Scipio Slataper – e ben
pochi cittadini. Tutti a interrogarsi su “Sicurezza/degrado: quale ruolo per
la Polizia municipale” Naturalmente il SULPM – che aveva invitato anche
sindaco e comandante – ha una risposta chiarissima a questa domanda. E la
ripetono tutti: il collega di Piacenza e il segretario generale Mario
Assirelli. E’ il modello del reparto sicurezza. Tutta la serata è una difesa
convinta del gruppo assottigliato dal sindaco Sergio Cofferati che ha anche
cambiato nome alla squadra, definendola “antidegrado”. Si ricordano i 45mila
oggetti sequestrati in cinque anni e i 70 arresti del 2003 “ mentre nei
primi cinque mesi di quest’ anno sono stati solo quattro. Perché l’ ex
comandante aveva diramato una certa circolare…” Però Milena Naldi,
consigliera diesse “sono qui per imparare e aprire un dialogo” Cita il
periodo come forte modello di repressione , troppo squilibrato. Se la prende
Loris Folegatti di “stop al degrado” il comitato della protesta in
consiglio “Quando ci vuole, ci vuole”. Qualche vigile del reparto sicurezza
– sono tanti in sala, la maggioranza – mormora o preferisce uscire in
giardino a fumare. Mingoia prende il microfono, invita Folegatti ad
intervenire dopo, loda il coraggio della diessina che si è spinta fin qui,
in zona da esplorare. Anche se l’ invito finale che le riserva “Salga in
auto con noi, così vede come lavoriamo” suona come un: abbia meno pregiudizi
. La Naldi – presidente dell’ associazione “giardini del guasto” – tifa per
il modello modenese appena spiegato dal commissario Carlo Romandini. Lo vede
come un equilibrio di repressione e prevenzione. Un vigile della sicurezza
tra il pubblico bofonchia: “ Che vuol dire che noi meniamo ?” La consigliera
di maggioranza ammette che “manca il controllo della città, soprattutto
nelle ore notturne”. Quasi sbilanciata dalla parte dei comitati. Tipo quelli
che telefonano alla sala operativa dei vigili quando sono le tre del
mattino. Racconta Mingoia : “ Ti chiedono di fare qualcosa, domandono:
sente, il caos ? E allora quando ascolto esimi studiosi che dopo aver preso
un bel po’ di soldi dicono : in centro, un tasso di confusione è fisiologica
… dico, si, ma non è sotto le sue finestre”. Il collega piacentino esagera :
“Come sindacato facciamo una controproposta provocatoria. Vogliamo 580
agenti nel reparto sicurezza. Ma ci devono aiutare anche i comitati”.
Mingoia attacca “sarebbe un errore madornale sciogliere o annacquare il
gruppo. Quando ho un arrestato e non so dove portarlo, che atti fare, dove
tenerlo… Ho una struttura che mi dice : ci penso io. E so di affidarlo a
persone addestrate. Volontari, sono volontari”. Fa una pausa. Sorride “
credo sia la prima volta che un sindacato si batte perché si lavori di più.
Pazzesco”. Stoccata finale. In Comune si lamentano , dicono che non ci sono
soldi. Però “li utilizzano per il comandante che non sa fare il comandante.
Non lo dico io , lo dicono loro. Hanno speso 16mila euro per un corso di
formazione. Se fossi stato in lui me la sarei presa. Ma come: prima lo
promuovono e poi lo mandano a lezione?” E di sostanziosi investimenti
avrebbero bisogno i vigili del quartiere Saragozza. Quelli che “hanno dei
garages, non sanno neanche dove cambiarsi”.
Rita Bartolomei - Il Resto del Carlino
- edizione Bologna 12.05.05 |