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il comunicato stampa di Paolo Sarasini - segretario regionale Vicario il comunicato stampa di Elisa Fancinelli - segretario provinciale la Cassazione riabilita il vecchio autovelox Autovelox senza agenti : la multa vale Segreteria Regionale sede di Piacenza Via Vicentini 6/c 29100 Piacenza Tel./fax 0523591879 Tel. cell. 3357742997 e mail: emilia@sulpm.net
Egr. Direttore Il Resto del Carlino Piacenza, 22.05.05 COMUNICATO STAMPA
Oggetto: Articolo “Autovelox trappola…” pubblicato il 21 maggio 2005, diritto di replica.
Egr. Sig. Direttore, dopo aver letto l’articolo in oggetto pubblicato sul Suo giornale, mi corre l’obbligo di esprimere alcune contraddizioni che sono state evidenziate dallo stesso giornalista sig. Stefano Marchetti, che ha svolto l’argomento in modo, a mio avviso, scevro da polemiche e quindi correttamente. Ciò che mi ha lasciato perplesso è che i politici, ovviamente quanto non sono loro ad amministrare, prendono le difese dei poveri cittadini tartassati dalle Pubbliche Amministrazioni senza però proporre mai soluzioni alternative. Quegli stessi politici che citano come esempio di civiltà “evoluta” i paesi anglosassoni, che di fronte alle c.d. “stragi del sabato sera” si indignano, che preoccupati di una spesa sanitaria enorme dovuta ad invalidità provocate da incidenti stradali vorrebbero norme più restrittive, sono pronti a scatenare una polemica solo perché la Pubblica Amministrazione, per cercare di invertire queste tendenze, con i pochi mezzi a loro disposizione provano ad effettuare controlli mirati. Mi sento di poter affermare che questi Signori non sono mai stati nei Paesi da loro citati ad esempio, perché altrimenti avrebbero visto, anzi non avrebbero visto a meno che non avessero commesso infrazioni, “auto civetta” a iosa, telecamere in tutte le intersezioni stradali semaforizzate, e autovelox “mascherati ” a profusione; eppure la Gran Bretagna è il paese in cui è nata la c.d. “privacy”, patria della trasparenza e della correttezza. Evidentemente Là hanno effettuato una scelta chiara, mettendo a confronto il valore di una Vita salvata con il volere a tutti i costi la difesa di un presunto diritto alla trasparenza. Questa scelta ha portato ad un risultato qualitativo e quantitativo incredibile: nel lasso di tempo di pochi anni l’incidentalità stradale è stata ridotta di quasi il 50%, la mortalità di oltre il 35%, allora ben vengano quei mezzi, che politici forse poco informati, definiscono “trucchetti”, ma, se avessero una soluzione alternativa .. ben venga anche quella, che sia però concreta, reale, attuabile! Uno studio dell’università di Stanford, ha evidenziato che “l”analisi del comportamento dei guidatori dopo aver ricevuto una multa è giunta alla conclusione che il rischio di un incidente fatale diminuisce del 35 per cento nel mese dopo la multa. L'effetto “protettivo” della multa durava circa due mesi, ed era percepibile anche dopo quattro mesi. I benefici più grandi ci sono stati per i guidatori multati di almeno 100 dollari e con una penalità di tre punti sulla patente. Una delle conseguenze dello studio è che i controlli stradali illogici e contraddittori potrebbero causare migliaia di morti l'anno.” (fonte Focus) Sono ormai vent’anni che lavoro in Polizia Municipale e non ho mai pensato di essere il “tartassatore” dei cittadini, sarebbe “”tafaziano” in quanto anch’io sono cittadino e automobilista; al contrario ho sempre pensato che ciò che svolgo sia assolutamente utile alla comunità di cui faccio parte, e credetemi le soluzioni alternative, viste le miserrime risorse a disposizione sono inattuabili. Certo in un mondo ideale la prevenzione dovrebbe essere attuata con la presenza costante degli Agenti, ma si sono mai chiesti i detrattori dei sistemi di controllo quante risorse umane si renderebbero necessarie per l’attuazione di ciò (una pattuglia ad intersezione per quante migliaia di intersezioni? .. una pattuglia ogni due o tre chilometri di strade comunali, provinciali, o statali per quante migliaia di chilometri?); è ben vero che la visibilità è prevenzione ma è altrettanto vero (chi è senza peccato scagli la prima pietra!) che una volta passato il “pericolo”, l’automobilista tende alla dimenticanza, alla distrazione, e qualcuno alla “furbizia”. Quante volte mi è capitato di vedere veicoli passare davanti al posto di controllo con le auto d’istituto (con le insegne della Polizia o Municipale o Stradale) a velocità “gasteropoidea”, quasi intralciando la circolazione, e dopo poche decine di metri, a targhe fuori dal campo visivo, effettuare accelerazioni da distacco dal campo gravitazionale. Mi viene un dubbio (uso un eufemismo perché dubbio non è), questi politici chi voglio difendere? Tutti i cittadini? Solo i c.d. furbi? Se fossi un politico mi preoccuperei di difendere le persone corrette, dove per persone corrette intendo, in questo caso ovvero sulla strada, coloro che pensano che il Codice della Strada sia uno strumento a salvaguardia delle loro Vite! Ciò premesso allora non è forse meglio che chi va in auto sia costretto a prestare più attenzione fors’anche in virtù del timore di non sapere dove siano posizionati gli strumenti? All’automobilista in regola nulla può succedere, il frettoloso, il distratto, quello che pensa che le regole valgano solo per gli altri non resterà impunito. Penso che il caso in esame sia pura polemica politica che, a mio avviso non giovi allo scopo primario che è quello di difendere il diritto ad arrivare sani al proprio luogo di lavoro di vacanza, alla propria dimora. Con preghiera di pubblicazione. Ringraziando per l’attenzione, si porgono distinti saluti
Il Segretario regionale Vicario (Paolo Sarasini) Spett.le Redazione Il Resto del Carlino Att.ne Direttore Modena, 23.05.05
COMUNICATO STAMPA
Con preghiera di pubblicazione: In relazione agli articoli apparsi sul vs. quotidiano in merito all’utilizzo più o meno legittimo/opportuno dell’autovelox da parte degli agenti di polizia stradale, il Sulpm (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Municipale), maggiormente rappresentativo della categoria, vuole precisare quanto segue: si ritiene superfluo soffermarsi sulla legittimità dell’utilizzo degli strumenti di rilevazione della velocità sui “veicoli civili”, perché la loro regolarità è nota a tutti…si vuole rammentare, tuttavia, che gli operatori di PM non fanno altro che eseguire le direttive degli organi politici (Giunta e Sindaco) e che, la prassi consolidata da anni, di utilizzare le “auto civetta” tanto criticata negli articoli pubblicati non ha colore politico. Forse, le “opposizioni di turno” in clima pre-elettorale, il alcune occasioni, ne hanno criticato – anche aspramente – l’utilizzo, salvo poi, cambiare idea subito dopo, se eletti; si ribadisce che – a ns. avviso - la “sicurezza stradale” non ha colore politico…. Il Sulpm ritiene che sarebbe auspicabile – al fine di contribuire maggiormente ad aumentare la sicurezza stradale (si rammenta che i sinistri stradali che avvengono ogni anno nella ns. provincia sono migliaia e dall’inizio dell’anno hanno già provocato 42 vittime….e che, questo dato deve diminuire del 40% in base alle direttive della CEE) che la contestazione delle violazioni ai trasgressori avvenisse sempre nell’immediatezza, ma la significativa carenza di organici (solamente due delle quarantotto Amministrazioni della provincia di Modena, rispettano gli standard di personale di PM obbligatorio stabilito dalla Regione nel 2003..) difficilmente consentirebbe di realizzare quanto auspicato, senza pregiudicare il regolare presidio del territorio e l’evasione delle sempre più pressanti richieste, alle quali, quotidianamente la Polizia Locale deve fare fronte. Molto spesso, l’operato della PM evidenziato dai mass-media è riferito a “multe ingiuste” – “autovelox-trappola” – “vigili maleducati” ( non che quanto lamentato non possa corrispondere al vero, ma perché generalizzare sempre….) non riservando il giusto risalto alle numerose attività in cui la Polizia Locale è quotidianamente impegnata. Nella provincia di Modena, così come nel resto della regione, vengono periodicamente effettuati controlli nei cantieri edili, rilevati centinaia di abusi edilizi, effettuati sequestri di merce, ispezionati pubblici esercizi, centinaia di scuole di ogni ordine e grado utilizzano le competenze del personale di vigilanza per affrontare l’educazione stradale degli studenti. L’attività spazia, inoltre, dal “vigile di quartiere”, alla polizia ambientale, al disbrigo di migliaia di pratiche (accertamenti, rilascio autorizzazioni e concessioni di vario genere e natura), migliaia sono le denuncie “a piede libero” inoltrate all’Autorità Giudiziaria, i veicoli oggetto di furto riconsegnati ai legittimi proprietari, decine e decine gli arresti, ecc Anche l’attività della PM di Finale Emilia ad esempio – considerando il clamore che l’ha recentemente portata alla “ribalta” – per aver espletato un’attività di accertamento che la accomuna alle altre migliaia di comuni d’Italia – spazia dalla polizia stradale alla polizia giudiziaria, non dimenticando mai l’attività di prevenzione; i colleghi finalesi non passano le loro giornate “nascosti” in anonimi veicoli dell’Amministrazione, ma dall’inizio dell’anno, hanno inoltrato, ad esempio, 18 informative di reato, effettuato sequestri penali e perquisizioni, decine e decine i documenti di circolazioni ritirati, gli incidenti rilevati, continuando a garantire il presidio del territorio a tutto campo, assicurando, inoltre, la loro presenza nelle scuole del paese e organizzare corsi finalizzati al conseguimento del patentino per la conduzione del ciclomotore. Come rappresentante della categoria, ma anche in qualità di operatore di PM e cittadino, mi pare strano che nessuno dei numerosi utenti che rispetta le regole del CDS, che perde qualche “prezioso secondo della frenetica giornata” per parcheggiare correttamente, indossare le cinture e soprattutto rispetti le esigenze/diritti degli altri, non sia intervenuto per rilevare che quando di rispettano le regole (del Codice in questo caso) non si ha nulla da temere da velox “piu’ o meno nascosti”, dimenticandosi, forse, che almeno una volta, vedendo un’automobilista che, ad esempio, con il cellulare in mano “sfrecciava” a velocità sostenuta, non abbia auspicato la presenza di un “vigile” – che, ovviamente, pare, quando serve non c’è mai………. Non credo, in genere, che il personale di PM debba vergognarsi per episodi come quello accaduto a Finale, sicuramente l’intervento della Polizia Locale è molto più gradito quando si riesce a derimere un diverbio tra vicini, si riconsegna il cane smarrito, si recupera un veicolo rubato o si “smaschera" chi usufruisce impropriamente di un pass invalido…ma siamo tutti consapevoli che, sicuramente, quello degli agenti di Polizia Locale non è certo tra le professioni più amate, anzi…….. Per concludere, si rinnova l’invito a dedicare maggiore spazio a tutte le attività istituzionali svolte dalla PM, e si propone, eventualmente, di utilizzare lo spazio del “forum” – oltre che per raccogliere il parere dei lettori sull’autovelox (forse un po’ scontato) per rispondere con professionalità ai quesiti dei lettori, approfondendo eventuali dubbi sulle materie di competenza della PL, a cui questa OS – con lo spirito propositivo che la contraddistingue – si rende disponibile tramite i propri associati/docenti a fornire utile contributo.
Si ringrazia per l’attenzione e si rimane a disposizione per ogni eventuale chiarimento.
Distinti saluti.
Il Segretario Provinciale Sulpm/Diccap Elisa Fancinelli
Segreteria provinciale via morane 215 – modena tel/fax 059/395097 modena@sulpm.net 3357742996 Non è necessaria la contestazione immediata, così le multe sono valide Roma: Tempi duri per gli automobilisti. La Cassazione ha stabilito che non è necessario contestare immediatamente le infrazioni rilevate mediante autovelox. Secondo la Corte in base all'art. 884 del codice della strada, <deve considerarsi impossibile la rilevazione immediata nei casi in cui l'apparecchiatura consenta la determinazione dell'illecito in tempo successivo, ovvero dopo che il veicolo oggetto del rilievo sia già a distanza dal posto di accertamento>. Ne deriverebbe <che, ove l'apparecchiatura non consenta la determinazione dell'illecito se non dopo il transito del veicolo, è sempre consentita la contestazione successiva, mentre solo ove l'apparecchiatura permetta l'accertamento dell'illecito prima del transito del veicolo la contestazione deve essere immediata, ma sempre che – prosegue la sentenza - dal fermo del veicolo non derivino situazioni di pericolo e che il servizio sia organizzato in modo da consentirla>. La decisione dei giudici ha accolto cosi il ricorso presentato dalla polizia municipale dell'unione dei Comuni della Marrucina contro una sentenza del giudice di pace che, su ricorso di un cittadino, aveva annullato il verbale di accertamento con il quale, nel 2001, era stata contestata una infrazione per il superamento del limite di velocità nel centro abitato di Orsogna in provincia di Chieti. Immediate le reazioni delle associazioni di consumatori. Per il Codacons, <la conferma della Cassazione della validità delle multe con l'autovelox deve trasformarsi in una forma di "spremitura" degli automobilisti per consentire ai Comuni di fare cassa. I Vigili - precisa il Codacons - nel verbale della contravvenzione, devono fornire tutti gli elementi utili per giustificare la non contestazione immediata>. Per Telefono Blu Sos Consumatori <la sentenza non può essere considerata legge> e si dice <non convinta che riabiliti di fatto l'autovelox non dotato degli standard previsti dalle norme (puntatore laser tarato)> e quindi non dovrebbe inficiare i ricorsi su autovelox non dotati dei riconoscimenti dovuti per cui in questi mesi i Giudici di pace sono stati riempiti di ricorsi da noi avviati (sono decine di migliaia in tutta Italia). <La sentenza costituisce un importante precedente, in contrasto fra l'altro con la giurisprudenza sempre più diffusa dei giudici di pace che sposa la nostra tesi. Ma a dire la verità è dal 2001 che non si contestano subito le rilevazioni effettuate attraverso l'autovelox. In particolare con la sentenza 2494 del febbraio 2001 la Cassazione stabili cinque circostanze nelle quali le multe, per infrazione al Codice della strada, devono essere pagate anche se l'automobilista non è stato fermato. L'immediatezza della contestazione infatti non è richiesta quando: si passa il con il rosso; si sorpassa in curva; se la multa viene fatta da un agente a bordo di un mezzo pubblico; se la violazione viene accertata in assenza del trasgressore; se la contravvenzione è elevata con i modelli di autovelox che rilevano la velocità solo dopo il passaggio del veicolo. Carlo Pecoraro - Gazzetta di Modena 15 giugno 2005 Contrordine sugli autovelox automatici. La Corte di Cassazione ha accolto ieri il ricorso del Comune di Borgo San Lorenzo (Firenze) contro un giudice di pace che aveva annullato le contravvenzioni inflitte dalla micidiale macchinetta, incubo di tutti gli automobilisti. La Suprema Corte ha stabilito la piena legittimità dell'uso degli autovelox automatici, quelli cioè che non prevedono la presenza fisica degli agenti di polizia. Sono quindi valide le multe elevate prima del 2002 col vecchio Codice della strada, e anche quelle inflitte con questa modalità di rilevazione dopo il 2002, con la riforma del Codice. La sentenza numero 15348 riguarda il caso di un automobilista fotografato dall'autovelox automatico tre anni fa, mentre commetteva un'infrazione. La Cassazione dando ragione al ricorso del Comune di Borgo San Lorenzo contro l'annullamento pronunciato nel marzo 2002 dal giudice di pace spiana ora la strada alla contravvenzione impersonale.Il provvedimento e stato reso noto dallo stesso Comune di Borgo San Lorenzo, che precisa come la Suprema Corte abbia stabilito che esiste una condizione necessaria per la validità delle multe: i misuratori di velocità automatici devono essere omologati. Secondo la Cassazione, «gestione diretta e disponibilità degli organi di polizia non significano affatto presenza degli stessi organi di polizia stradale, ma soltanto, rispettivamente, che siano essi a decidere dove collocare gli apparecchi e quando farli funzionare, nonché a prelevare e leggere i dati e che siano solo essi a poter accedere agli apparati e ai dati». Con questo verdetto, Piazza Cavour mette fine alle speranze degli automobilisti colti in flagranza di infrazione. Erano numerosi quanti pensavano che le multe prese in vigenza del vecchio codice stradale potessero essere stracciate, nel caso in cui fossero state comminate in assenza delle pattuglie preposte a tale compito. In proposito, gli «ermellini» (come vengono soprannominati i giudici della Suprema Corte) rilevano che nessuna norma del codice vieta attualmente, né vietava prima del 2002, gli autovelox senza la presenza fisica degli agenti. Adesso, il giudice di pace di Borgo San Lorenzo - su rinvio della stessa Cassazione - dovrà rivedere il suo verdetto assolutorio. All'automobilista non resta che prestare massima attenzione alle macchinette nascoste dietro le aiole, oppure rassegnarsi a rispettare i limiti di velocità. La Stampa - 13 agosto 2005 |
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