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S.U.L.P.M. Emilia Romagna Provincia di Modena

                             

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In questa pagina presentiamo alcuni degli articoli più significativi riguardanti l' attività della Polizia Municipale, pubblicati sulla stampa nazionale e locale.

sommario articoli

 

Pavullo - stangata sui botti illegali

Formigine - la P.M. controlla le rivendite di botti e petardi

Rubrica Sulpm sulla "Gazzetta di Modena"

Maranello - repressione lavoro irregolare

Modena - in manette due spacciatori

Sassuolo - nuovo blitz in via Adda

Modena - agenti disarmano pluripregiudicato

Modena - caccia ai subaffitti - identificate 63 persone

Mirandola - scoperto laboratorio di cinesi

Vignola - picchia gli agenti

La giornata della memoria

S.Prospero - la P.M. ha un solo agente

Sassuolo - truffatori fermati dalla P.m.

Sassuolo - minacciata la Polizia Municipale

Mirandola - investiti da un tir

Modena - aggressione

Modena - armi: da ieri in distribuzione i tesserini

Modena - il Codacons s'appella ai giudici

Modena - sulla strada minorenni e donna incinta

Modena - decreti arma e tesserini scaduti

Modena - polizia provinciale - il rapporto dell'attività

Modena - polizia provinciale - in dotazione un palmare gps

Modena - Nell'ex cimitero tendopoli per rumeni

Mirandola - intensa attività di controllo della P.M.

Modena - Quarto turno per la P.M.?

Sassuolo - La P.M. rilevrà le impronte

Formigine - Presi dalla polizia municipale

Modena - prostitute soggiogate con il voodoo,10 arresti

Modena - La P.M. ritrova la targa del bomber Bucchi

Modena - La P.M. arresta 4 spacciatori e sequestra il bar Harmony

Modena - L'ass. Monticelli ha illustrato l'attività del corpo nel 2005

Modena - via Paolucci, ex fabbrica trasformata in dormitorio

Modena - Agente smaschera documenti falsi

Castelfranco - Consulta lancia allarme sicurezza

Modena - Polizia Municipale, l'anno della riorganizzazione

Modena - via Paolucci, venti persone fermate in un capannone

Formigine - agente di P.M. cattura bandito

Castelvetro - polemiche per il nuovo Comandante


 E' avvenuto nei giorni precedenti il Capodanno durante i controlli richiesti dalla Questura di Modena riguardanti la detenzione e la vendita di fuochi d'artificio illegali o quanto meno non in regola con le nuove normative. I vigili di Pavullo hanno controllato più di quindici fra commercianti e tabaccherie e hanno trovato materiale non conforme, perché senza etichetta e quindi non classificabile. Informato il magistrato, il materiale non in regola è stato sequestrato e i detentori sono stati denunciati. E il Sulpm (Sindacato Lavoratori Polizia Municipale) di Pavullo interviene sull'incontro avuto con il sindaco Romano Canovi in fatto di sicurezza. Il rappresentante sindacale dice che «sa di minestra riscaldata, e per giunta male, quanto esposto dal sindaco Canovi nella riunione richiesta da tutto il personale di polizia municipale e concessa il 28 dicembre scorso a oltre sei mesi dal proprio insediamento e riguardante i problemi di fondo che persistono nella conduzione e nell'impiego del corpo di polizia municipale». Il Sulpm aggiunge inoltre che gli operatori di polizia municipale «altro non chiedono che di poter lavorare, di poter svolgere i propri compiti e le proprie mansioni nel modo migliore e soprattutto in sicurezza, sicurezza che sembra non essere tenuta nella dovuta considerazione quando si asserisce che “i vigili sapevano prima di intraprendere quel tipo di lavoro a cosa potevano andare incontro” e aggiungendo che "hanno già la pistola per propria difesa e quindi a che servono spray e manganello”. Nonostante ciò, con senso del dovere, la Polizia municipale di Pavullo continua a presidiare il territorio comunale con diligenza».
Il Sulpm, nei mesi scorsi, aveva infatti chiesto all'amministrazione comunale di dotare il personale di polizia municipale di Pavullo del bastone estensibile e dello spray antiaggressione, definendoli «strumenti necessari per garantire la sicurezza e di auto-tutela presenti nella proposta di regolamento base per i corpi di polizia locale elaborato dalla Regione Emilia Romagna».

Il Resto del Carlino - 2 gennaio 2007

Com'è ormai tradizione da molti anni, nell'imminenza delle festività gli agenti della Polizia Municipale di Formigine sono impegnati in un'operazione di controllo del territorio, per impedire la vendita di botti pericolosi ed illegali, ovvero privi delle prescritte indicazioni sulla confezione. Altri botti, quelli di quarta e quinta categoria, possono essere venduti, solo se si è in possesso di un'apposita licenza prefettizia. La materia, che è disciplinata dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, comporta, in caso di violazione della normativa vigente, sanzioni di carattere penale (anche l'arresto fino a diciotto mesi). E' inoltre vietato utilizzare (come previsto dall'articolo 8 del Regolamento comunale di Polizia Urbana) il materiale esplodente, anche se legale, nei centri abitati, perché in grado di disturbare la quiete pubblica. Gli agenti del comando di Polizia Municipale di Formigine continueranno a controllare le rivendite del centro e anche quelle delle frazioni, soprattutto a ridosso degli ultimi giorni dell'anno, quando si concentreranno senza dubbio le richieste più massicce in vista del veglione di Capodanno.

Gazzetta di Modena - 29 dicembre 2006

Da oggi 1 novembre, sulla Gazzetta di Modena, verrà pubblicata periodicamente una rubrica curata dal Sulpm contenente consigli e utili informazioni per i lettori, riguardanti il codice della strada, il commercio, l’edilizia e le altre ma­teria di nostra competenza che possano interessare la cittadinanza. E’ una nuova iniziativa della segreteria provinciale resa possibile grazie anche ai rapporti di fattiva colla­borazione instaurati con la stampa locale. La rubrica "insieme sulla strada" pubblicata

  •  Motor Show - l'associazione vittime della strada alla manifestazione

Per la prima volta presente al Motor Show 2006 uno stand dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della strada onlus, affinché la fiera dell’automobile sia finalmente completa nel mostrare tutti i prodotti del settore, inclusi i morti, i feriti e i parenti delle vittime. Il dolore, le vite lacerate, la mancanza di giustizia, l’inciviltà prodotte dal sistema di trasporto attuale.In Italia, ogni anno, oltre 8.000 morti, oltre 20.000 invalidi gravi permanenti, più di 300.000 i feriti: vittime non di un attimo di distrazione, ma di anni di colpevole indifferenza, di favoreggiamento di interessi assassini, di falsi miti. Il comunicato >>

La settimana scorsa carabinieri e polizia Municipale di Maranello hanno effettuato una serie di controlli nell'ambito delle
attività finalizzate alla prevenzione e repressione del lavoro irregolare ed a garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro. Sono state controllate 3 aziende che operano nel settore della ceramica e sono state monitorate le posizioni di 51 lavoratori. Le prime due aziende visitate dalle forze dell'ordine sono risultate in regola ed all'interno delle stesse è stata constatata la regolarità di assunzione di tutta la manodopera impiegata. Al vaglio degli operanti rimane la posizione di una terza azienda, all'interno della quale operavano anche lavoratori dipendenti di ditte appaltatrici, ditte del settore manutenzione. In questo caso le irregolarità riscontrate sono risultate numerose. Infatti, è emerso che due delle cooperative alle quali erano stati appaltati lavori all'interno dell'azienda impiegavano lavoratori clandestini e mal pagati (5/6 euro per ora lavorata). Gli stessi lavoratori risultavano, ovviamente, anche privi di tutela sanitaria e previdenziale. Le irregolarità accertate riguardavano 7 persone, tutte extracomunitarie, provenienti dal Nord Africa ed un iracheno. I legali rappresentanti delle due cooperative sono stati deferiti all'autorità giudiziaria per aver impiegato manodopera clandestina. La posizione delle due cooperative passerà ora al vaglio dell'ispettorato del lavoro al quale carabinieri e vigili hanno trasmesso la corposa documentazione acquisita nel corso del controllo. Il lavoratore iracheno, presente in Italia da pochi mesi, ha approfittato del contatto con le forze dell'ordine per avanzare richiesta di asilo politico. La sua posizione verrà ora vagliata da una apposita commissione.

La Gazzetta di Modena - 31 ottobre 2006

Due spacciatori extracomunitari clandestini sono finiti in manette nello spazio di 24 ore grazie ai controlli effettuati dagli agenti della Polizia Municipale nella zona di via Attiraglio, Canaletto e Gramsci. Il primo a finire in una cella di Modena - la zona di via Attiraglio, Gramsci, Canaletto con sullo sfondo il  palazzo Sant'Anna è stato S.I. 38enne algerino. Il pluripregiudicato è stato pizzicato in flagranza di spaccio mentre stava consegnando una dose di eroina ad un tossicodipendente italiano. L'uomo ha cercato di darsi alla fuga ma è stato placcato dopo un breve inseguimento. La presenza di Z.B 20enne palestinese, invece, era stata notata già dalla mattina di venerdì dagli agenti motociclisti durante i controlli nella zona di via Attiraglio in supporto agli operatori dell'ufficio mobile entrato in servizio nei giorni scorsi. Grazie alle segnalazioni di alcuni cittadini il palestinese è stato ben presto individuato e colto sul fatto nel momento di uno cambio droga danaro. Anche Z.B. è una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine: sulla sua testa pendeva già un mandato di cattura sempre per il reato di spaccio emesso quando era ancora minorenne. Nel corso delle due operazioni le perquisizioni degli spacciatori hanno portato al sequestro di circa mille 500 euro.

Monet - 21 ottobre 2006

 Un’altra mattinata di controlli, quella di oggi, presso il condominio di via Adda ,77 a Sassuolo. Alle ore 7 di questa mattina Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Municipale e Guardia di Finanza sono entrati in azione presso il tristemente noto stabile di via Adda, 77 allo scopo di verificare la presenza di clandestini e altre persone dedite ad attività illecite. Una trentina di persone sono state controllate, e dodici di queste fermate per ulteriori accertamenti. Tre persone, in Sassuolo - operazione congiunta - dalla rete regola con il permesso di soggiorno, sono state accompagnate presso il Commissariato di Sassuolo, delle quali una è stata denunciata perché trovata in possesso di Hascisc . Le altre nove persone sono state accompagnate presso il Comando della Polizia Municipale di Sassuolo per essere sottoposte alle procedure di fotosegnalamento, in quanto risultate clandestine. Gli agenti stanno cercando di controllare, attraverso l’analisi delle impronte digitali, i precedenti di tutti i fermati. La procedura risulta, particolarmente complicata per cui sarà necessario attendere alcune ore prima di conoscere i provvedimenti adottati. L’attenzione delle Forze dell’Ordine si è concentrata, in particolare, su 4 quattro appartamenti all’interno dei quali sono state rinvenute le persone fermate. Due appartamenti, che risultavano dal punto di vista igienico-sanitario non in regola, sono stati sgomberati e sigillati in maniera tale da impedirne l’utilizzo in attesa che vengano ripristinate le condizioni igieniche e di sicurezza. Per gli stessi il Sindaco di Sassuolo ha emanato apposita ordinanza di sgombero. Un terzo appartamento, occupato abusivamente, dopo il blitz è stato riconsegnato al legittimo proprietario. Nel corso del servizio sono stati controllati anche i veicoli in sosta nell’area cortiliva e cinque ciclomotori non in regola sono stati rimossi. “Un’azione – commenta il Sindaco di Sassuolo Graziano Pattuzzi – indispensabile per mantenere l’ordine e contrastare i fenomeni di microcriminalità, ma al tempo stesso un chiaro segnale verso chi pensa di poter agire indisturbato in alcune aree della città: la guardia rimane alta e siamo fermamente intenzionati a ripristinare l’ordine in tutto il quartiere. Al tempo stesso – conclude il Sindaco di Sassuolo Graziano Pattuzzi – l’azione di oggi testimonia ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, lo spirito collaborativo che regna tra le forze dell’ordine a Sassuolo: Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Municipale, attiva anche con il nuovo macchinario per il fotosegnalamento, ma anche Prefetto e Questore: a tutti loro va il ringraziamento da parte dell’Amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza”.

Emilianet - 13 ottobre 2006

Ha prima minacciato il titolare di una ditta di soccorso stradale, poi ha malmenato la moglie che era intervenuta per cercare di calmare il congiunto, quindi ha cercato di estrarre una pistola a tamburo che teneva infilata nella cintura dei pantaloni. Ma, per fortuna, A.C., 41 anni, pluripregiudicato originario della provincia di Napoli, residente a Modena, è stato disarmato e ammanettato da due agenti della Polizia municipale al termine di una violenta colluttazione.
L'uomo, in evidente stato di ebbrezza (il test alcolometrico ha consentito di stabilire che aveva 2,34 grammi/litro di alcol nel sangue quando il limite è di 0,5), è stato accompagnato al Pronto soccorso, dove i sanitari hanno emesso una diagnosi di sette giorni. Cinque giorni, invece, è il referto per i due agenti.
Il fatto è avvenuto venerdì scorso verso le 18 nella sede di un autosoccorso in via Paolucci. A.C., in evidente stato di ubriachezza, è arrivato in sella ad un ciclomotore reclamando la restituzione della propria auto, una Peugeot rimasta coinvolta verso le 13 dello stesso giorno in un incidente stradale. A.C., che nella circostanza era al volante e si era allontanato dal luogo del sinistro senza fornire le generalità, aveva poi abbandonato l'auto su un marciapiede in via della Scienza e per questo il mezzo era stato rimosso con il carro attrezzi. Mentre l'uomo minacciava il titolare dell'autosoccorso, sul posto è giunta la moglie di A.C., che ha cercato di placare il marito, che per tutta risposta le si è scagliato contro. Due agenti motociclisti del comando di viale Amendola, richiamati sul posto, hanno cercato di intervenire, ma a quel punto A.C. ha impugnato una pistola a tamburo, risultata poi una scacciacani modificata, con la canna aperta e senza il tappo rosso: nel tamburo sei colpi di cui uno già esploso. L'uomo è stato denunciato per minacce, resistenza, violenza, lesioni, guida in stato di ebbrezza e detenzione d'arma. Il giudice ha convalidato l'arresto e il sequestro dell'arma.

Emilianet - 9 ottobre 2006

Dieci appartamenti controllati e 63 persone identificate, 8 delle quali accompagnate negli uffici della Polizia municipale Modena, il palazzo di via Attiragliodi Modena perché prive di documenti. Dopo gli accertamenti di rito, tre uomini sono stati arrestati perché inottemperanti al decreto di espulsione emesso dal Questore.
Sono i dati del blitz portato a termine venerdì mattina dagli agenti della Polizia municipale in un condominio di via Attiraglio. L'intervento del Nucleo di Sicurezza urbana si è reso necessario per rispondere alle numerose telefonate giunte al comando di viale Amendola per segnalare disagi causati dagli occupanti di appartamenti sovraffollati.
"Siamo intervenuti in forze in questo complesso residenziale per reprimere l'attività di affittacamere abusivo", afferma il comandante della Polizia Municipale Fabio Leonelli.
"Il sub affitto veniva svolto da cittadini stranieri in regola con i permessi di soggiorno a favore di loro connazionali in Italia illegalmente". Nelle prossime ore gli investigatori della Polizia municipale proseguiranno negli accertamenti sulla regolarità dei contratti di affitto.


Emilianet - 7 ottobre 2006

Proseguono senza sosta i controlli della Polizia Municipale di Mirandola ai laboratori gestititi da cittadini cinesi. Lo scorso 26 settembre, nel corso di uno dei controlli notturni che i vigili effettuano regolarmente e che nelle ultime settimane sono stati intensificati grazie all'arrivo di tre nuovi agenti, è stato scovato l'ennesimo laboratorio irregolare.
La Polizia Municipale ha accertato l'esistenza, in particolare, di due abusi edilizi: uno di natura penale ed uno amministrativo. Nel primo caso la superficie di lavoro era stata raddoppiata rispetto ai 30 metri quadrati consentiti dalla legge. Questa circostanza permetteva di passare da un'attività a conduzione prettamente familiare ad una di possibile sfruttamento della manodopera, anche clandestina. L'abuso amministrativo riguardava invece il cambio d'uso di un locale. In pratica, come spesso accade, i titolari si erano attrezzati, in barba alle leggi, per riuscire a dare ospitalità (precaria) ai connazionali che lavoravano. La soffitta dell'edificio era stata quindi trasformata in una camerata con diversi letti. Casa e lavoro, in questa circostanza, coincidevano, ottimizzando quindi la produzione ma peggiorando la qualità della vita dei lavoratori.
Nel corso del controllo notturno sono stati verificati complessivamente quattro laboratori: tre nell'immediata periferia est di Mirandola ed uno a Quarantoli.Nove sono stati i cittadini cinesi identificati. Non è stato trovato nessun clandestino, ma sono state accertate tre violazioni amministrative per mancata comunicazione di ospitalità all'autorità di Ps. Nel solo 2006 gli agenti della Pm di Mirandola hanno controllato una trentina di laboratori, scoprendo quattro clandestini e accertando l'identità di 137 extracomunitari. Nel corso delle verifiche sono stati inoltre riscontrati otto abusi edilizi e 24 violazioni amministrative per omessa denuncia di ospitalità. Quattro individui sono stati infine denunciati per favoreggiamento e/o sfruttamento dell'immigrazione
 

Anche a Vignola spunta la richiesta di manganello e spray in dotazione alla polizia municipale. La cosiddetta "goccia che ha fatto traboccare il vaso" risale all'altro ieri, quando due agenti sono stati aggrediti durante la rilevazione di un incidente stradale e sono dovuti ricorrere a medicazioni in ospedale, con sette giorni di prognosi.
La cronaca è questa: lunedì scorso, verso le 16, un vignolese di 39 anni (L.F. le sue iniziali) a bordo di un ciclomotore si scontra in via Matteotti con un uomo di 62 anni residente a Mestre (D.A. le sue iniziali), che era a bordo di una bicicletta. A riportare la peggio è il ciclista, che riporta la frattura del setto nasale e varie escoriazioni (per lui saranno poi valutati dieci giorni di prognosi). Viene quindi dato l'allarme, e sul posto intervengono un'ambulanza e una pattuglia della polizia municipale di Vignola. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, all'arrivo dell'autoambulanza il conducente del ciclomotore avrebbe inveito contro il ciclista, sostenendo che questi non avrebbe avuto bisogno dell'intervento dell'ambulanza. Inoltre, lo stesso 39enne vignolese (che pure ha riportato lievi ferite giudicate guaribili in cinque giorni) tenta di andarsene a bordo del suo ciclomotore. Intervengono quindi i vigili, nel tentativo di riportarlo alla calma. L.F., però, risponde con determinazione a calci e pugni contro gli agenti, che a fatica riescono a bloccarlo, riportando comunque contusioni giudicate guaribili in sette giorni. Per il vignolese 39enne, è scattata quindi la denuncia per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.
Ma non è finita. Questo episodio ha riproposto infatti con forza il tema dell'"armamento" in dotazione alla polizia municipale, facendo richiedere - per ora solo verbalmente - la dotazione di manganello e spray al peperoncino anche per i vigili di Vignola. A confermare che è in corso la discussione di tale iniziativa è stato lo stesso comandante della polizia municipale, Ulisse Ruggeri, che ha dichiarato: «L'amministrazione comunale sta valutando questa eventualità. Essa si è infatti sempre dimostrata attenta alla sicurezza dei propri agenti di polizia municipale, tanto che ci ha già dotato dei giubbotti anti-proiettile. Ora si sta discutendo quest'altra dotazione, per la sicurezza degli agenti e degli stessi cittadini». Del resto, non è la prima volta che accadono episodi in cui agenti di polizia municipale di Vignola vengono aggrediti durante i loro interventi.
Quello di lunedì scorso, è stato solo l'ultimo in ordine cronologico, (m.ped.)

La Gazzetta di Modena - 13 settembre 2006

Il Presidente Della Repubblica, con il telegramma inviato al segretario generale, ha Barletta - prima della strage - dalla rete concesso alla manifestazione di Barletta per ricordare i martiri della polizia locale durante la seconda guerra mondiale, il proprio alto patronato;
Il Presidente Del Senato Marini ha inoltre inviato proprio telegramma nel quale, augurando una buona riuscita della manifestazione, riconosce il lavoro che "quotidianamente i vigili urbani svolgono con spirito di sacrificio a garanzia della sicurezza dei cittadini";
Il Presidente Della Regione Emilia - Romagna, ha infine concesso a questa segreteria regionale, l'utilizzo lungo il corteo per la deposizione della corona a Barletta, di una bandiera ufficiale con l'insegna della nostra regione.
dopo la nostra prova di forza altre regioni si sono aggiunte e sfileranno insieme all'Emilia - Romagna visibilmente a Barletta ! ( Mario Assirelli ). Tutto sulla manifestazione >>

San Prospero - Se a Mirandola i problemi di organico della Polizia municipale sono stati al centro della preoccupante "azione dimostrativa" di tre immigrati (ubriachi...) che hanno pensato bene di protestare sfondando il portone del Commissariato, a San Prospero le cose non vanno meglio. Per fortuna non si registrano gesti eclatanti da parte di cittadini su di giri, ma di certo i problemi ci sono: dei quattro agenti che sino a qualche mese fa pattugliavano il paese e le frazioni, oggi ne è rimasto: solo uno. Il comandante Giancarlo Reggiani è stato infatti spostato in un altro ufficio comunale per motivi di salute, l'agente Enrica Accorsi ha ottenuto un trasferimento nella sede di Cavezzo e un'altra agente è in maternità. Rimane solo l'agente Barbieri, che nonostante l'impegno è assolutamente impossibilitato a occuparsi di tutto quello che accade in un paese (oltretutto in forte espansione) come San Prospero, non solo la sicurezza sulle strade, per il prode Barbieri c'è anche il controllo delle frazioni e la gestione del fotored col conseguente strascico di foto, individuazione dei colpevoli, sanzioni, punti da togliere e inevitabili ricorsi de! giudice di pace da ricevere: Il Comune naturalmente non sta a guardare ed è corso immediatamente ai ripari avvalendosi della collaborazione - per ora a tempo determinato - dì un esperto ispettore di Concordia, che sta dando una grossa mano all'agente solitario nel rendere più sicura San Prospero; indispensabile anche l'aiuto di un amministrativo comunale che sta svolgendo le pratiche burocratiche che l'infaticabile Barbieri proprio non poteva trattare.
Tra pochi giorni l'ispettore dovrà scegliere se accettare l'incarico a tempo indeterminato o fare ritorno nella sua vecchia sede lavorativa. Visto il buon lavoro fatto, l'augurio è quello di rimanere, ma anche se dovesse lasciare il paese, il Comune è già pronto, in collaborazione con l'Unione dei Comuni, a coprire il buco.
Non è molto diversa la situazione a Mirandola. Nonostante il prezioso contributo di due operatori con conoscenza delle lingue straniere e competenza nell'ambito della mediazione "prestati" dal Comune al Commissariato per affrontare " l'emergenza pratiche”, ì problemi di organico all'interno della Polizia municipale mirandolese rimangono. Ultimamente c'è chi racconta di un imprenditore della zona che, rivoltosi agli agenti per un furto di 50 mila euro, si sia sentito rispondere laconicamente che non era possibile indagare... per problemi di tempo. Leggenda metropolitana o meno, di certo a Mirandola quotidianità è sinonimo di priorità. Gli agenti sono pochi e a malapena sufficienti a sbrigare le pratiche stranieri (secondo un'altra leggenda metropolitana ci sarebbero arretrati vecchi otto mesi) e garantire gli interventi di polizia volante. Ossia la quotidianità. Il tempo per indagare proprio non ci sarebbe.
Non a caso, una delle indagini più delicate (e sconvolgenti) degli ultimi anni, quello sull'ospedale clandestino per aborti cinesi, è arrivato da un'altra questura... Ora, è necessario fermare questa emorragia perché se è giusto che le forze dell'ordine garantiscano la sicurezza ai cittadini , è altrettanto giusto che agli stessi agenti sia assicurata sicurezza. E con una penuria di organico simile la condizione non è così scontata....
E comunque c'è chi sta peggio...'basti pensare che a Palagano i cittadini sono rimasti per un intero anno senza Polizia municipale...

Resto del Carlino

Hanno fatto correre invano per mezza Italia gli inviati di “Striscia la notizia” che cercavano in tutte le maniere di fermarli, alla fine, nella mattinata di sabato, due camerunesi, presunti fabbricatori di soldi falsi, sono stati fermati dalla il kit dei truffatoriPolizia Municipale di Sassuolo nel corso dei controlli del territorio effettuati al quartiere Braida. I due, che erano stati notati nei giorni precedenti aggirarsi in Sassuolo, erano soliti contattare “sprovveduti” commercianti millantando la possibilità di fabbricare banconote false del tutto simili a quelle in circolazione.L’attività prevedeva anche una dimostrazione direttamente a domicilio, nel corso della quale i due simulavano la falsificazione di una banconota utilizzando una matrice e dell’inchiostro “speciale”.
Durante le operazioni, però, la banconota falsificata veniva abilmente sostituita con una banconota vera. I due invitavano quindi la loro vittima a spendere la banconota presso un istituto bancario al fine di verificare che la falsificazione era talmente perfetta da superare tutti i controlli. In un secondo momento gli africani cedevano in vendita i Kit per il confezionamento delle banconote prospettando alle loro vittime un guadagno di circa il 50%.
Solo successivamente, quando tentavano di produrre le banconote, le vittime si accorgevano di essere state truffate in quanto le matrici si rilevano semplici fogli di carta e l’inchiostro, semplice inchiostro simpatico.
Al momento del fermo i due Camerunesi A. A e M. W rispettivamente di 32 e 34 anni, erano in possesso di una matrice riproducente le sembianze di una banconota da 500 euro e di due banconote da 50 Euro riprodotte in maniera pacchiana, oltre che di alcune boccette di inchiostro simpatico.
Entrambi sono stati accompagnati presso gli uffici del Comando della Polizia Municipale di Sassuolo dove sono stati sottoposti alle procedure di fotosegnalmento. Per uno di essi, clandestino, è stata anche avviata la procedura di espulsione.
Nel caso in specie risulta pressoché impossibile perseguire penalmente i due africani: la truffa è infatti di quelle che difficilmente vengono denunciate, perché chi ne è vittima è a sua volta un truffatore. Occorrerebbe acquisire la querela da parte della vittima, la quale dovrebbe a sua volta autodenunciarsi ammettendo di aver tentato di produrre banconote false.

Sassuolo 2000 - 28 agosto 2006

Hanno minacciato con due lunghi coltelli una pattuglia della polizia municipale. Un'agente, visti inutili tutti i tentativi di fermare i due giovani extracomunitari, ha estratto dalla fondina la pistola d'ordinanza ed ha sparato un colpo in aria che ha fatto fuggire la coppia di facinorosi ed altri nord africani sopraggiunti per spalleggiarli. L'ennesimo episodio di aggressione ai rappresentanti delle Forze dell'Ordine, si è consumato martedì sera, lungo la via Circonvallazione, a Mezzavia, proprio nel tratto di strada che divide i condomini del civico 189 e il 77 di Via Adda, abitati per la quasi totalità da extracomunitari. Una pattuglia della Polizia Municipale, appena partita per il turno serale dal Comando, che dista solo una cinquantina di metri, ha notato due giovani, presumibilmente nord africani, che stavano litigando violentemente nel piazzale antistante la struttura prospiciente Via Circonvallazione, sede anche della moschea e di diverse attività commerciali. I due, urlando e Cercando di colpirsi, si sono spostati sulla strada bloccando, di fatto, il traffico. Nonostante fossero impegnati a darsele di santa ragione, alla vista ^j^l furgone della Polizia Municipale, i due hanno trovato immediatamente un'impensabile intesa. Hanno tratto dalle tasche due coltelli, della misura di circa 35/40 centimetri. Quindi hanno affrontato, minacciosamente, i tre vigili urbani, spalleggiati, e questo fatto aggiunge ulteriore gravita e preoccupazione, da connazionali. I vigili, vedendo a rischio l'incolumità degli automobilisti fermi sulla strada e la propria, hanno intimato verbalmente ai due di smetterla e di appoggiare a terra i coltelli; per tutta risposta, i facinorosi si sono ulteriormente avvicinati. A questo punto, i Vigili Urbani hanno estratto lo spray anti aggressione e le armi in dotazione. Vedendo che i due extracomunitari, che stavano per essere raggiunti da connazionali, ormai erano vicinissimi, uno dei tre agenti ha esploso un colpo i pistola in aria. L'estremo tentativo di dissuasione ha avuto il merito di far fuggire i due litiganti divenuti aggressori, così come gli amici, pronti a far fronte comune contro chi indossa una divisa. Nel trambusto generale è arrivata anche una pattuglia dal vicinissimo Commissariato di Pubblica Sicurezza. E' iniziata una caccia all'uomo nel parco e negli isolati del quartiere Braida che non ha dato, al momento, un esito positivo.

Resto del Carlino - 3 agosto 2006

Erano intervenuti per soccorrere un autotrasportatore finito fuori strada col camion e si sono ritrovati in ambulanza.   L'Opel Zafira della P.M. tamponataProtagonisti loro malgrado di un incidente tanto spettacolare quanto singolare due agenti della polizia municipale di Mirandola Bruno M. e Gianni G.
L'incidente è accaduto venerdì pomeriggio alle 15, poco dopo la chiamata al locale comando che segnalava la presenza di un camion carico di mangimi ribaltato sulla statale nord, in direzione ...( omissis ) due sono saliti sulla nuova Opel Zafira in dotazione alla polizia municipale, sono arrivati sul posto, hanno accostato a destra attivato le quattro frecce, il lampeggiante e pure ù segnalatore di pericolo. Tanto non è bastato ad uno sloveno alla guida di un tir che non lì ha visti, ha distrutto l' auto, e li ha spediti all'ospedale, una prognosi iniziale di 15 giorni a testa. Circa 10mila gli euro di danno alla Opel Zafira.

Gazzetta di Modena - 6 agosto 2006
 

Forse Zinedine Zidane ha già trovato degli emuli a Modena. Tre fratelli, residenti in città, hanno preso a testate, poi a calci e pugni quattro agenti della Polizia Municipale che li volevano accompagnare al comando per identificarli. I quattro agenti sono stati medicati ed i sanitari hanno emesso prognosi che vanno dai 15 ai 7 giorni per contusioni varie. Stamane verso le 11,30 una pattuglia di motociclisti transitava in via Ruffini con direzione via Emilia. Una Fiat punto è uscita da un passo carraio: alla guida il 18enne G.P.. Stando alle testimonianze di uno degli agenti feriti G.P. ha inserito la marcia per immettersi nel traffico nonostante avesse visto l'avvicinarsi della seconda motocicletta. L'agente, dopo aver schivato la Punto, è ritornato indietro e ha intimato al conducente di fermarsi. Quest'ultimo ha invece messo la retromarcia tornando rapidamente all'interno del cortile da cui era uscito. A quel punto gli operatori sono entrati nell'area cortiliva e hanno chiesto i documenti al giovane che, per tutta risposta, ha cercato di allontanarsi. Nel mentre è entrato in scena anche un fratello minore di G.P. che ha assunto un atteggiamento provocatorio nei confronti dei due operatori. I due fratelli, dopo lunghe insistenze, pur non volendo esibire i documenti hanno seguito in strada gli agenti. Al sopraggiungere di un'autovettura di servizio che li avrebbe accompagnati al comando G.P. ed il fratello hanno dato in escandescenze aggredendo gli agenti. A dar man forte ai due è giunto un terzo fratello che, nonostante la giovane età, non ha lesinato l'impegno fisico. Al termine di una violenta colluttazione gli agenti, supportati da un equipaggio dei Carabinieri giunti sul posto, sono riusciti a rendere inoffensivi i due che sono stati condotti in viale Amendola. G.P. è stato arrestato per tentate lesioni, aggressione, lesioni e rifiuto di fornire le generalità. Denunciato, ma in stato di libertà, il fratello minore per lesioni, aggressione e rifiuto di fornire le generalità. Ambedue sono già conosciuti dalla forze dell'ordine. Per il momento non sono stati assunti provvedimenti per il terzo fratello più giovane. Il comunicato del Sulpm >> Le dichiarazioni di Leoni ( F.I. )>>

Monet - 14 luglio 2006
 

Ieri mattina sono stati consegnati agli agenti della polizia municipale del comando di Modena i tesserini magnetici, che hanno scritto, sul retro, gli estremi dell'ordinanza del sindaco relativa all'assegnazione dell'arma. I vigili hanno ritirato le nuove tessere, che secondo il Comando erano già inoppugnabili a monte nel momento in cui, a fine febbraio, il sindaco Giorgio Pighi ne aveva firmato il rinnovo. Della querelle abbiamo già scritto: due dei quattro sindacati della polizia municipale modenese avevano dichiarato a maggio che svariati agenti andavano in giro con la pistola d'ordinanza senza esserne autorizzati. La vicenda è stata rilanciata dal Codacons che, riferendosi all'articolo 6 delle disposizioni del ministero dell'Interno, sostiene che i vigili abilitati al porto della pistola d'ordinanza devono portarsi sempre appresso il tesserino. Ieri mattina Fabio Galli ha consegnata in Comune la diffida sul caso delle armi ai vigili urbani «senza l'indispensabile autorizzazione: adesso sindaco, assessore e comandante, non potranno più fare finta di niente e saranno responsabili in tutte le sedi delle violazioni di legge a cui stanno obbligando i vigili facendoli girare armati, in servizio e non, senza la prescritta autorizzazione. Così facendo non si curano di esporre centinaia di "dipendenti comunali" non solo ad un disagio psichico che potrebbe compromettere la loro serenità nello svolgere un servizio della massima importanza e delicatezza, ma anche a ritorsioni legali da parte di qualsiasi cittadino; inoltre mettono in grave difficoltà poliziotti, carabinieri e finanzieri che dovessero controllarli per strada. Ma c'è ancora un'altra illegittimità di cui si rendono unici responsabili sindaco, assessore e comandante e di cui chiediamo conto. Le norme vigenti prevedono espressamente l'obbligo di una visita medica preventiva e completa prima che la Usi dia il proprio nulla osta al rilascio del porto d'armi. Anche in questo il Comune è in difetto».
Come dall'inizio della polemica, il comandante della polizia municipale, Fabio Leonelli, è categorico: «La polemica è infondata, i permessi d'armi dei vigili o della polizia di Stato, vengono sempre rinnovati "a monte" — firma del sindaco — e mai come in questo caso la prassi ha maggior senso. Il rilascio del tesserino personale, aggiungo, riporta sul retro esattamente la concessione sindacale, e tanto basta ed è bastato anche prima della stampa dei tesserini, effettivamente tardiva».

Il resto del Carlino - 8 giugno 2006

Alla fine del marzo scorso è scaduto il decreto di assegnazione di arma di servizio, in pratica il porto d'armi, per un centinaio di agenti del corpo della polizia municipale di Modena che hanno appunto in dotazione la pistola di servizio. Secondo tre sindacati dei vigili (la Cgil, il quarto e maggioritario, stranamente non si è ancora espressa sulla vicenda) da oltre due mesi gli agenti in questione si troverebbero sostanzialmente fuori legge, sarebbero passibili del reato di porto abusivo d'arma. Per questo, a fine maggio, una trentina di loro si sono recati in armeria in attesa di ricevere il nuovo documento, e assieme a quello il tesserino personale, anch'esso "in ritardo" e che, fra l'altro, comprende l'iscrizione relativa al possesso della pistola d'ordinanza.
La consegna non ha avuto luogo, l'armiere non ha accettato le pistole perché il comandante Fabio Leonelli e il sindaco Pighi sostengono che la polemica sia "destituita di ogni fondamento", che i certificati (cartacei e plastificati) non sono materialmente necessari dal momento in cui il sindaco firmò, tra il febbraio e il marzo scorsi, gli atti di rinnovo.
E' come dire che se anche la patente è scaduta vi sarebbe un atto che giustifica il ritardo.
La questione, però, rimane controversa. Il Codacons, per esempio, auspica che sulla vicenda intervenga la magistratura. Secondo il presidente Fabio Galli, che ieri ha convocato una conferenza stampa sull'argomento, l'articolo 6 del decreto ministeriale del 4 marzo 1987 non lascia spazio a dubbi: «del provvedimento in cui si assegna l'arma è fatta menzione nel tesserino di identificazione o in altro documento rilasciato dal sindaco che l'addetto è tenuto a portare sempre con se». Il «sempre», ovviamente, sarebbe la parola chiave. «La legge è chiarissima — dice Galli —; vorrei invece sapere da comandante o sindaco quale altra norma, sinora misteriosa, autorizzerebbe... a monte il porto scaduto di un'arma. Altre due domande: se l'appartenente di un'altra forza dell'ordine fermasse un vigile lo denuncerebbe o no? Se in un conflitto a fuoco un vigile sparasse, sarebbe coperto o no dall'assicurazione comunale?»-

Il resto del Carlino - 3 giugno 2006
 

Sulla strada in cerca di clienti nonostante la giovane età: sedici e diciassette anni. Poco distante altre due "colleghe" a contendersi una fetta di mercato anche se in evidente stato di gravidanza. Cinque prostitute di nazionalità rumena sono state fermate dagli operatori della Polizia Municipale nel corso di controlli effettuati nel fine settimana in alcune vie del centro città. Tre delle ragazze accompagnate negli uffici di viale Amendola sono risultate minorenni mentre le altre due sono in avanzato stato di gravidanza. Le tre giovani che non hanno ancora compiuto 18 anni sono state accompagnate in comunità mentre per le due donne in attesa di un figlio sono state fornite indicazioni per ottenere un sostegno da parte degli organismi preposti. Intanto gli investigatori della Polizia Municipale hanno avviato accertamenti per individuare le persone che, dopo un lungo periodo di silenzio, hanno riallacciato i canali per portare sulle strade del sesso modenesi giovani minorenni.

Monet - 29 maggio 2006

Lo avevano annunciato e lo hanno fatto:ieri mattina alle 11,30 davanti la porta dell' armeria del comando della Polizia municipale e iniziata la sfilata degli agenti intenzionati a riconsegnare la propria pistola d'ordinanza, in attesa di avere il nuovo «decreto di assegnazione di arma di servizio» rispetto a quello tuttora in loro possesso, con un nuovo periodo di validità, scadenza 2011. In tutto sono stati una trentina, su oltre un centinaio che si trovano in queste condizioni, a chiedere di poter lasciare in armeria le proprie pistole. Richiesta che si è però trovata di fronte al rifiuto dell'armiere ovvero « non è quindi necessaria - informa il Comando - ne sarà consentita, la restituzione delle armi di ordinanza da parte degli operatori di Polizia Municipale. ( Gazzetta di Modena ) + articolo 1 e articolo 2 + prima pagina Gazzetta di Modena del 27.05.06 e del 29.05.06

Gazzetta di Modena - 29 maggio 06

Quasi 1400 controlli di cui oltre la metà sull’attività venatoria e la pesca, senza trascurare però il presidio del territorio, per scoprire o prevenire reati di natura ambientale. E’ questa in sintesi l’attività svolta nel 2005 dai 20 agenti della Polizia provinciale guidati dal comandante Emanuela Turrini. «Il nostro compito istituzionale – spiega Turrini - è quello di controllare le attività di caccia e di pesca, oltre a gestire i piani di controllo della fauna, ma in questi ultimi anni veicolo attrezzato della polizia provinciale - sito istituzionaleabbiamo esteso il campo d’azione anche all’ambiente concentrandoci sul contrasto al fenomeno delle microdiscariche abusive, al controllo degli scarichi di liquami senza autorizzazione».
Nel 2005 sono state emesse 391 sanzioni amministrative e 17 notifiche di reato. Quasi la metà delle sanzioni sono state provocate da violazioni ai regolamenti e calendari venatori o per il mancato rispetto delle distanze da case e strade durante la caccia; le sanzioni in materia ambientale (80) hanno riguardato, nella maggior parte dei casi, l’abbandono o il deposito incontrollato di rifiuti, spesso automobili dismesse, e lo spandimento dei liquami, anche se in questo settore le multe si sono quasi dimezzate rispetto al 2004. Non sono mancate le contravvenzioni agli automobilisti (102) per la violazione alle norme del codice della strada (spesso si tratta di multe effettuate durante i controlli sulla caccia). Le notizie di reato alla magistratura hanno riguardato prevalentemente la materia ambientale, tra cui quattro abbandoni di rifiuti, tre abusi edilizi e tre scarichi abusivi in fognatura; poi la caccia, in particolare la detenzione di animali selvatici senza autorizzazione. Guidata dal comandante Emanuela Turrini, la Polizia provinciale dal punto di vista organizzativo è suddivisa in due gruppi di specializzazione: faunistico e ambientale. Con la collaborazione di 26 agenti volontari controllano qualcosa come 250 mila ettari di territorio (160 mila ettari di superficie cacciabile, circa 60 mila ettari di aree protette e le aree vicine ai centri abitati dove è vietato cacciare. Gli agenti, inoltre, hanno gestito e coordinato i piani di controllo della fauna selvatica per evitare squilibri faunistici, danni all’agricoltura, come nel caso dei cinghiali, oppure per salvaguardare gli argini dei fiumi dalle nutrie.

Sesto potere - 26 maggio 2006

I controlli su caccia, pesca e ambiente della Polizia provinciale d’ora in poi saranno effettuati utilizzando un palmare con collegamento satellitare gps in grado di indicare in tempo reale il tipo di territorio su cui si sta intervenendo, migliorando l’efficacia dei controlli. L’introduzione di questo strumento - tuttora in fase sperimentale – è stato proposto dalla Provincia di Modena alla Regione Emilia Romagna che lo ha finanziato in previsione di estenderlo anche alle altre realtà regionali. In occasione della presentazione del palmare sono stati illustrati i dati sull’attività di controllo della Polizia provinciale nel corso del 2005.
Consultando il palmare durante i sopralluoghi, gli agenti potranno capire esattamente se si trovano all’interno dei confini di un parco, oppure di un’area protetta, in quale Atc, se in un distretto per la gestione dei cinghiali, in un’azienda faunistica o in una zona di addestramento cani. Tutti i confini di queste aree, infatti, sono memorizzati in un software studiato appositamente per questo strumento. «Le tradizionali tabelle – spiega Emanuela Turrini, comandante della Polziia provinciale – che indicano le diverse aree, possono aver subito danni e non sono presenti dappertutto. Ogni tipo di territorio ha una propria specifica regolamentazione, quindi sapere immediatamente in quale tipo di area si sta intervenendo permette di effettuare interventi efficaci e tempestivi, soprattutto sulla caccia».
In futuro il palmare potrà essere utilizzato per inviare in posta elettronica, foto e dati, stampare verbali, consultare leggi e regolamenti e diventerà un vero e proprio navigatore con la mappature completa del territorio provinciale.

Sesto potere - 26 maggio 2006

Una tendopoli abusiva in città nel folto di un boschetto naturale. Due accampamenti nati a poche decine di metri uno dall'altro: da una parte sei ricoveri realizzati abilmente utilizzando rami e teli di plastica, dall'altra tre tende anch'esse erette in modo artigianale. Al servizio del villaggio una zona toelette, bottiglie d'acqua legate ai rami degli alberi come riserva d'acqua per lavarsi, specchi, le foto dei cari a portata di mano, panni ad asciugare ma anche oggetti, probabilmente rubati, di uso comune e qualche dolce su un tavolo al centro dell'accampamento principale. Quindici cittadini rumeni, di cui quattro donne, in possesso di regolare passaporto avevano trasformato l'ex cimitero di Saliceta San Giuliano in un "camping fai da te". Stamane poco prima delle sette sono stati svegliati da numerose pattuglie della Polizia Municipale che, dopo averli perquisiti, li hanno accompagnati negli uffici del comando dove sono stati identificati e denunciati per invasione di terreno pubblico, quindi accompagnati all’ufficio stranieri della Questura per le procedure di competenza. "Alcuni di loro, commenta Fabio Leonelli, comandante della Polizia Municipale di Modena, avevano richiamato la nostra attenzione perché chiedevano l’elemosina nelle vie del centro mentre altri stazionavano nel parcheggio del Policlinico dove si spacciavano per parcheggiatori. In alcune occasioni hanno cercato di raggranellare soldi spaventando con fare deciso le persone anziane di passaggio. Al loro nascondiglio siamo arrivati grazie ai pedinamenti: operatori li hanno seguiti nei loro spostamenti sino in via Giardini dove, utilizzando un buco nella recinzione entravano nella ex zona cimiteriale di Saliceta San Giuliano. Stando alle prime dichiarazioni rilasciate al comando, conclude Leonelli, alcune delle persone identificate avevano abitato sulle rive del fiume Reno a Bologna."

Emilianet - 16 maggio 2006

Controllati 85 laboratori e 500 cinesi identificati. Un numero elevato, un lavoro intenso condotto dal 2004 a oggi dagli agenti della polizia municipale, che nei giorni scorsi hanno rilevato tre nuovi abusi edilizi in altrettanti laboratori gestiti da cinesi (nella foto). Un duro colpo all'illegalità, anche in considerazione dei 14 illeciti amministrativi riscontrati e'dei 39 i reati in materia edilizia (17 nel 2004, altrettanti nel 2005 e 5 nel 2006). I clandestini trovati poi al lavoro e accompagnati in Questura per l'espulsione sono stati 23, mentre le violazioni amministrative per la mancata comunicazione di ospitalità al Commissariato sono state 94 (con 320 euro di sanzione ciascuna). I procedimenti per favoreggiamento della permanenza di persone senza regolare permesso di soggiorno sono stati 11 e quelli per sfruttamento della manodopera clandestina sei. "Accertare e reprimere gli abusi è per noi un lavoro basilare, ma lo è altrettanto - commenta l'assessore alla . Polizia Municipale Maino Benatti - quello di fare emergere nella legalità le attività imprenditoriali cinesi".

Resto del Carlino - 13 maggio 06

Il questore Benedetto Pansini ( nella foto a sinistra )ha spiegato bene ieri, in occasione della Festa della polizia, le esigenze fondamentali per garantire una maggiore sicurezza alla cittadinanza. Due le novità: l'istituzione di un laboratorio per la rilevazione di foto di fermati presso il comando della polizia municipale di Sassuolo e il progetto che i vigili di Modena città partecipino anch'essi al controllo del territorio per l'intera notte. Il segnale è chiaro: stante un aumento dei fenomeni di criminalità il coordinamento tra le diverse forze dell'ordine e quelle 'attigue ' (polizia municipale, ma anche guardie particolari giurate) deve essere intensificato, si rende necessario «l'impiego razionale del pluralismo delle forze di sicurezza, del coordinamento».

Resto del Carlino - 6 maggio 2006

II questore di Modena, Benedetto Pansini, ha annunciato ieri — in occasione della celebrazione della Festa della polizia di Stato — l'apertura a Sassuolo di un posto di fotosegnalazione nella sede della polizia municipale. Si tratta del secondo laboratorio del genere, abilitato a raccogliere immagini e impronte digitali, istituito in provincia. La notizia è importante e rientra nella necessità, evidenziata ieri dallo stesso dottor Pansini, di intensificare i sistemi di coordinamento della varie forze dell'ordine. La tendenza nazionale è quella di coinvolgere sempre più enti o istituti (le polizie municipali, ma anche le agenzie delle guardie particolari giurate) nel cosiddetto controllo del territorio. Autorizzati i vigili a rilevare le impronte digitali, le stesse saranno comunque sempre girate alla questura.

Resto del Carlino - 6 maggio 2006

Fermati 2 nomadi autori di incidenti a catena. La polizia municipale ha fermato e denunciato due giovani nomadi che, nel giro di pochi minuti, hanno creato a bordo di un'auto, il panico per le vie del centro. Leggermente ferito un bimbo di 5 anni. Domenica verso le 19 i vigili hanno fermato nel capoluogo due giovani nomadi, uno dei quali minorenne. La coppia, a bordo di una Lancia Y, ha prima provocato un incidente con un'Opel Astra sulla via Giardini, che ha avuto come conseguenza il lieve ferimento di un bambino di 5 anni. Poi, durante la fuga verso via Carandini, ha provocato un secondo incidente con un'altra Opel Astra, alla guida della quale si trovava una donna che fortunatamente non ha riportato ferite. Infine, il motore della Lancia Y, dopo avere mancato per un soffio un terzo sinistro in via San Francesco si è fermato. A questo punto, i due sono fuggiti a piedi per le vie del centro di Formigine, ma una delle tre pattuglie della polizia municipale, che da poco avevano terminato l'attività di presidio del territorio in occasione delle manifestazioni sportive della giornata, li ha bloccati nei pressi della bocciofila, grazie anche alle descrizioni di una testimone. Effettuato il riconoscimento, i due sono stati denunciati.

Gazzetta di Modena - 4 maggio 2006

Era un'organizzazione perfetta, con gerarchie e ruoli ben definiti e una struttura 'blindata' che difficilmente, secondo chi l'aveva messa a punto, avrebbe permesso agli investigatori di risalire al suo 'cuore' operativo. a le indagini della Squadra Mobile e della Polizia municipale di Modena hanno ugualmente permesso di smantellare il racket, dopo mesi di indagini, cominciate nell'ottobre scorso. Dieci le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nei confronti di cittadini nigeriani e italiani per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, oltre ad altri reati minori in concorso.
L' operazione, denominata 'Multilevel 2' proprio per il tipo di struttura creata dalla banda, si e' svolta sull'asse Nigeria-Francia-Italia, con base a Modena e ramificazioni in altre citta' del Nord, e ha permesso di scoprire che molte ragazze nigeriane avviate alla prostituzione erano soggiogate con pratiche intimidatorie tipiche dei culti animisti, in particolare quelli di Ayelala, che instauravano un legame di sudditanza psicologica con lo sfruttatore (di norma una donna, una 'madame') e incutevano loro il terrore di conseguenze gravissime per se' e per la propria famiglia se avessero 'sgarrato'.
Per eseguire gli arresti la polizia modenese si e' avvalsa della collaborazione di unita' aggregate dal Reparto prevenzione crimine di Reggio Emilia e Bologna. Durante perquisizioni in una quindicina di appartamenti e strutture ricettive, gli agenti hanno sequestrato documenti, telefoni cellulari, somme di denaro, ricevute che attestavano la spedizione in Nigeria di ingenti somme provento delle attivita' illecite, profilattici e documenti falsificati o rubati da stock in bianco in uffici dei Paesi di origine, e tutto quanto era necessario per assoggettare le giovani donne ai riti Voodoo di Ayelala.
Le indagini hanno accertato gia' lo scorso anno, durante la prima tranche, che il gruppo di nigeriani aveva assunto un ruolo di preminenza assoluta a Modena nella gestione di tutte le attivita' illecite collegate alla prostituzione di colore, sostituendosi ai componenti di altri gruppi criminali e occupando le loro zone. Le ragazze - che 'lavoravano' nella zona della Bruciata e in altre vie ad alto scorrimento (via Vignolese e via Emilia Est e Ovest) - venivano 'acquistate' direttamente nei villaggi nigeriani dalle famiglie di origine per una somma oscillante tra gli 80.000 e i 100.000 euro e venivano portate prima in Francia, per una prima 'selezione' e il 'debutto' nella prostituzione, poi in Italia, a Modena, per l'attivita' definitiva.
Qui le giovani dovevano riscattare il prezzo dell' acquisto alle 'madame' sfruttatrici con il lavoro in strada, e al termine del periodo di 'riscatto', dopo aver integralmente saldato il debito, potevano ritenersi definitivamente affrancate. Ma molte di loro, visti i consistenti guadagni in tempi brevi, decidevano di rimanere ugualmente all'interno dell'organizzazione, salendo di livello e cominciando a gestire direttamente nuove ragazze.
Da sfruttate, le ragazze diventavano cosi' 'sfruttatrici di primo livello', alimentando il circuito illecito che poteva contare su nuove risorse umane, e a loro volta procedevano all' acquisto diretto di altre donne in Nigeria. Il gruppo - ha accertato la Polizia - era organizzato per 'cerchi concentrici', con tanti sottogruppi, ognuno con a capo una 'madame' che dirigeva l'attivita' di un ristretto gruppo di ragazze.
Ogni gruppo, pur conoscendo la propria 'madame' e rispettandone le direttive, ignorava chi sfruttasse le altre prostitute. Con questo sistema l'organizzazione cercava di limitare al massimo i danni in caso di intervento delle forze dell'ordine su una qualunque delle sfruttatrici; proprio in quest'ottica era vietato a tutte le prostitute l'utilizzo dei nomi di battesimo delle 'madame', sia al telefono che in presenza di altre persone.
Cosi', in caso di controlli, ad essere individuati e arrestati sarebbero stati i soggetti marginali, quelli che facevano parte dei sottogruppi piu' esterni, mentre il nucleo dell'organizzazione, composto dalle donne e dagli uomini di maggior carisma e peso, poteva rimanere 'indenne' e continuare nella gestione delle attivita' illecite.
I vertici si occupavano inoltre della gestione logistica delle donne in occasione dei loro numerosi accompagnamenti alla frontiera per l'espulsione, predisponendo immediatamente il loro rientro in Italia in aereo o dalle frontiere terrestri. In particolare, in occasione delle espulsioni dall'Italia di alcune ragazze sfruttate dal gruppo, l'organizzazione predisponeva immediati servizi di accompagnamento utilizzando le donne integrate nel sodalizio e munite di regolare permesso di soggiorno. Queste, una volta giunte nel paese di origine, fornivano le prostitute di documenti contraffatti e le riportavano nel piu' breve tempo possibile a Modena per riprendere la prostituzione.
 

Ansa - 3 maggio 2006

E' abituato a ricevere targhe e riconoscimenti, ma non gli era mai capitato di doversi recare al Comando della Polizia municipale per ritirare la targa della propria auto, smarrita tre giorni prima. E' accaduto questa mattina a Cristian Bucchi, bomber del Modena calcio e capocannoniere della serie cadetta, ricevuto dal comandante dei vigili modenesi Fabio Leonelli e da numerosi agenti tifosi della squadra gialloblù. Bucchi, infatti, aveva smarrito la targa anteriore della propria automobile, ritrovata mercoledì sera da un agente della Polizia municipale fuori servizio che transitava per piazzale Tien An Men, poco distante dallo stadio Braglia. Un'indagine attraverso la centrale nazionale che raccoglie i dati su furti e smarrimenti ha consentito di risalire al calciatore, che aveva già sporto regolare denuncia di smarrimento.

Monet - 31 marzo 2006

Consumazione obbligatoria al banco del bar prima di potersi rifornire di droga. Era la consuetudine, prima di acquistare eroina, per i tossicodipendenti che frequentavano il bar Harmony in via Tabacchi. Dopo il caffè era possibile accedere alla toelette, dove avveniva lo spaccio delle dosi. Tre tunisini ed un cittadino nigeriano, titolare del bar, sono stati tratti in arresto venerdì pomeriggio dagli operatori del Nucleo di prossimità della Polizia municipale di Modena. Associati al carcere di Sant'Anna, sono accusati di spaccio continuato in concorso. In manette sono finiti Jude Okechukwu Obidum, nigeriano, 42 anni, barista, Ben Salah Chokri Khalfaoui, tunisino, 27 anni, idraulico, Moaz El Warhani, 29 anni, tunisino clandestino, Jamel Ben Ali, 31 anni, tunisino clandestino. Il bar Harmony è stato chiuso e posto sotto sequestro. Sequestrati inoltre 3 mila 500 euro in contanti, circa 10 grammi di eroina e quattro cellulari. Le indagini sono iniziate lunedì scorso grazie ad una segnalazione giunta al comando di viale Amendola dall'Ufficio relazioni con il pubblico della Circoscrizione 4. Gli operatori in abiti civili hanno iniziato a controllare a distanza il locale e a capire le modalità di spaccio. Venerdì pomeriggio, dopo aver fermato una ventina di clienti all'uscita del locale pubblico è scattata l'operazione. Mentre gli agenti entravano in azione, gli spacciatori - molto probabilmente informati via telefono della presenza della Polizia municipale - hanno cercato di scappare. Il barista nigeriano ha buttato gran parte della droga nel water ma è stato fermato con un sacchetto di plastica in cui sono state trovate tracce di eroina. I tre tunisini hanno cercato la fuga mimetizzandosi tra i clienti di un locale di fronte al bar ma sono stati raggiunti e ammanettati. 

La Polizia Municipale di Modena punta ad offrire un servizio sempre migliore, lavorando sul fronte dell’efficienza, alzando gli standard di qualità, garantendo livelli di sicurezza sempre più alti nei tanti ambiti di propria competenza, facendo però i conti con una situazione finanziaria complessa che riguarda tutti gli enti locali, limitando in particolare le politiche di assunzione. Questi i punti principali della relazione annuale sull’attività 2005 della Polizia Municipale, illustrata dall’assessore Gualtiero Monticelli nel corso del Consiglio comunale. Monticelli ha ricordato che a novembre scorso si è completata la riorganizzazione del corpo che ha avuto come obiettivo l’innalzamento degli standard di qualità del servizio, proseguendo con le azioni che già nel 2004 avevano portato la Polizia municipale di Modena – prima in Italia – ad ottenere la Certificazione di Qualità. La conclusione positiva dell’accordo integrativo del personale per il periodo 2005-2007 ha quindi permesso di introdurre nuove forme di flessibilità, in modo da garantire – oltre al servizio dalle 7 del mattino all’una di notte - anche nuovi turni fino alle 4 della notte, con una copertura complessiva di 21 ore al giorno per circa sei mesi all’anno. Monticelli è quindi entrato nel dettaglio delle difficoltà finanziarie con cui la Polizia Municipale si trova a dover fare i conti: “oltre alle difficoltà finanziarie in cui sono stati gettati gli enti locali – ha spiegato l’assessore - le normative sulle assunzioni sono peggiorate negli ultimi anni, rendendo ormai impossibile una corretta politica del personale. Fino all’anno scorso siamo riusciti a garantire la copertura integrale della pianta organica utilizzando in particolare l’istituto della mobilità da altri enti, ma nella finanziaria del 2006 sono stati introdotti degli ulteriori vincoli anche a questo istituto che ne rendono molto più difficile l’utilizzo.La sostituzione del turn-over, inoltre, è stata limitata al 25% nel triennio 2005-2007. Ogni 4 dimessi, quindi, ne potremo assumere solo 1. Nel corso del 2006 prevediamo che circa 15 agenti, assistenti ed ispettori si dimettano e vadano in pensione. Auguriamo a loro le migliori fortune, avremo delle ricadute sul servizio che si possono immaginare”. Monticelli è quindi passato a sottolineare il calo degli incidenti, motivato da “interventi sulle infrastrutture viarie che ne hanno migliorato efficienza e sicurezza, autoveicoli sempre più affidabili, l’effetto patente a punti”, ma anche “dall’azione di controllo e di repressione di comportamenti pericolosi dei conducenti di veicoli”. L’assessore si è rammaricato del fatto che “in quest’aula ho sentito, purtroppo, alcuni, pochi, consiglieri, polemizzare con questi controlli perché si afferma che l’amministrazione lo faccia non per tutelare la salute pubblica, ma per fare cassa. Voglio confutare questa tesi, spero, una volta per tutte, ma non mi faccio illusioni – ha spiegato - Il settore finanze ha incassato proventi da sanzioni per circa 5 milioni di euro nel 2005. Il costo complessivo del Corpo si aggira sugli 11 milioni di euro. A ciò si dovrebbero aggiungere, se usassimo le logiche contabili di un azienda, quota parte dei costi generali di amministrazione. Qualche giorno fa dicevo scherzando che se fossimo un azienda dovremmo chiudere il servizio visto l’enorme passivo. La sanzione economica è purtroppo necessaria per disincentivare comportamenti poco civili. Lascio alla vostra fantasia immaginare cosa succederebbe se comunicassimo che non faremo più sanzioni, ma ci limiteremo a fare azioni di dissuasione morale”. Sul fronte della sicurezza urbana, Monticelli ha sottolineato come la percezione da parte dei cittadini sia “buona, anche se per alcuni tipi di reato c’è una leggera crescita, in particolare sui fenomeni di degrado urbano che generano insicurezza. Proprio su questi fenomeni si sviluppa l’attività dell’unità Sicurezza Urbana”. L’assessore ha anche ricordato che “nelle prossime settimane verrà esternalizzata l’attività esecutiva dell’ufficio sanzioni. Ciò consentirà di destinare alcune persone ad attività più qualificate ed ad attività esterne, dunque un processo di razionalizzazione, ovviando anche al blocco del turn-over. Ai fini della sicurezza stradale, oltre alle azioni abituali, abbiamo fatto alcune campagne di controlli straordinarie e intendiamo proseguire anche quest’anno. La prima partirà nelle prossime settimane per un azioni di controllo straordinaria sui sistemi di ritenuta dei bambini sulle auto. Fa parte del progetto “allacciati alla vita”dei piani per la salute. Voglio far presente che, sulla base dei dati 2004, in costanza dei fenomeni, si può supporre che tra i 1600-1700 bambini che verranno al mondo a Modena quest’anno, prima di raggiungere l’età del patentino, una sessantina rimarrà ferita in incidenti stradali” Tra gli obiettivi del 2006 c’è anche l’introduzione della figura dei volontari in ausilio alla polizia municipale, che parteciperanno anche ad un corso di formazione e saranno utilizzati nel presidio dei parchi pubblici e per garantire l’attraversamento in sicurezza dei pedonali. La futura installazione di un sistema di controllo dei flussi di traffico nei principali incroci della città prevede la collocazione di una centrale che sarà collocata presso il comando della Polizia Municipale: “La struttura dovrà impegnarsi non solo a sviluppare le conoscenze tecniche sul sistema – ha spiegato Monticelli - ma anche a coordinare al meglio le capacità della strumentazione con l’azione sul campo degli agenti di Polizia Municipale. Anche l’installazione di SIRIO avrà un notevole impatto sul corpo, fondamentalmente da due punti di vista: dovrà essere rivisto tutto il sistema di autorizzazioni per la zona Ztl.

Monet - 27 febbraio 2006

Tre cittadini italiani, un iracheno, due marocchini, due tunisini ed un algerino, sono stati fermati stamane dagli agenti della Polizia Municipale nel corso di un controllo effettuato all'interno di un capannone dismesso in via Paulucci. Una decina di agenti del comando di viale Amendola hanno fatto irruzione verso le sette in una zona ormai tristemente famosa perchè ricovero per sbandati, tossicodipendenti ed alcolisti. Nella zona uffici di una vecchia fabbrica, in cui sporcizia, freddo e odori nauseabondi la facevano da padrone, gli agenti hanno trovato nove persone, tre delle quali clandestine (uno minorenne). Un controllo attento in un solaio ha permesso di stabilire che il locale era stato utilizzato come base per il confezionamento di dosi di droga. Per i nove è scattata la denuncia per danneggiamento e per i tre clandestini la denuncia per immigrazione clandestina. Dopo la fotosegnalazione, per verificare se hanno già avuto a che fare con le forze dell'ordine, sono stati accompagnati in Questura per il decreto di espulsione.

Monet - 7 febbraio 2006

Un agente della Polizia Municipale di Modena nell'arco di sette giorni ha individuato tre automobilisti che viaggiavano con contrassegni assicurativi falsificati e false certificazioni di revisioni. L'agente già in altre ocasioni si era distinto per aver individuato documenti falsi come pass per invalidi e tickets per parcheggi. Il primo intervento è avvenuto all'inizio della scorsa settimana e ha riguardato una automobilista che alla guida di una Peugeot 106 ha esibito un contrassegno assicurativo abilmente falsificato. Un attento controllo ha però consentito di accertare che si trattava di un documento scannerizzato. L'auto è stata sequestrata e per la donna è scattata una sanzione di 716 euro. Giovedì scorso lo stesso agente ha fermato in Corso Duomo un Fiat Ducato, alla cui guida si trovava un cittadino magrebino. Le revisioni del 2002 e del 2004 dopo una serie di accertamenti informatici sono risultate false, inserite su tagliandi autentici, probabilmente di origine furtiva. La persona è stata denunciata e multata con un verbale di 663 euro. L'ultimo episodio è avvenuto venerdì e ha avuto come protagonista un pregiudicato pugliese alla guida di una Lancia K. L'uomo viaggiava con una assicurazione automobilistica falsa. Auto sequestrata e multa da 716 euro. Sia la automobilista che il pregiudicato pugliese rischiano una querela da parte delle assicurazioni i cui tagliandi sono stati utilizzati falsamente.

Monet - 1 febbraio 2006

Più uomini delle forze dell'ordine e una rete di videosorveglianza: è questo che chiede la Consulta. «Piccole rapine, borseggi, danneggiamenti di auto con rottura dei finestrini, furti con scasso a danni di abitazioni private recita la nota della Consulta delle Attività Economiche creano un clima di paura nei commercianti del centro storico, che sono costretti a recarsi nei parcheggi delle auto specie in orari serali. E' quindi emersa, dalla discussione (avvenuta nelle scorse settimane), la necessita di aumentare la dotazione di videosorveglianza nelle zone a rischio. La vigilanza e la presenza visibile delle forze dell'ordine - prosegue la nota - è stata ritenuta da parte degli intervenuti insufficiente, e tale da aumentare il clima di insicurezza. Esaminato il servizio dei carabinieri sul territorio, da tutti viene sottolineata la stima e la fiducia nel loro operato, pur riscontrando una limitata presenza dovuta alla carenza di organico effettivamente al servizio del territorio. Apprezziamo la collaborazione esistente tra il servizio dei carabinieri e quello di polizia municipale, anche se riteniamo che con un maggiore aumento degli organici tale collaborazione potrebbe essere ancora più efficace. Il dibattito ha evidenziato la necessità che venga riconosciuta a Castelfranco la notevole crescita di abitanti e di cittadini immigrati. Tale crescita assegna al Comune di Castelfranco la quinta posizione in provincia per numero di abitanti. E questo ha trasformato Castelfranco in una nuova e più grande realtà produttiva e commerciale, ovvero e propria città caratterizzata da una continua espansione, dove inevitabilmente è modificato l'equilibrio economico e la convivenza civile. Le organizzazioni del commercio, dell'artigianato e dell'agricoltura - conclude il documento delle associazioni di categoria - sollecitano quindi il sindaco a trasmettere alle forze politiche locali e provinciali e alle autorità competenti (Prefetto, Questore, Comandante Provinciale dei Carabinieri) queste preoccupazioni e sollecitazioni. Tutto ciò, al fine di vedere riconosciuto al territorio, che dispone fortunatamente di sede idonea, di un adeguato numero di militari, rapportato alla popolazione presente a Castelfranco e San Cesario. Per San Cesario, anzi, sono ancora maggiori le preoccupazioni, in ragione della minore presenza delle forze dell'ordine, poiché il comando dei carabinieri di Castelfranco deve gestire anche il territorio di questo Comune».

Gazzetta di Modena - 13 gennaio 2006

La giornata di venerdì 20 gennaio, dedicata a San Sebastiano, protettore delle polizie municipali italiane, oltre ad Modena, il duomoessere il tradizionale momento di festa per gli operatori con la uniforme blu, è il momento per presentare il bilancio sull'attività svolta dagli operatori del comando di viale Amendola nell'arco dell' anno appena trascorso. "La Polizia Municipale al servizio dei cittadini - sottolinea il comandante Fabio Leonelli nel suo intervento di saluto alle autorità e agli invitati- è un'affermazione cui corrisponde in maniera sempre più ampia ad articolata l'agire quotidiano degli operatori della polizia municipale. La preparazione e l'aggiornamento sono la base del lavoro quotidiano ma la restante parte è costituita dalla capacità di ascoltare, interpretare, risolvere i problemi piccoli e grandi che la collettività pone e che rinnova, elevando l'attenzione alla novità come strategia fondamentale. L'anno appena trascorso ha coinciso con una riorganizzazione della struttura del Corpo, ora articolato in quattro unità operative: sicurezza urbana, sicurezza stradale, procedure e tutele del consumatore e organizzazione e amministrazione".

UNITA' SICUREZZA URBANA: è composta da un commissario, quattro ispettori e 83 operatori. E' incentrata sui Vigili di Quartiere (creati a Modena nel 1995, esperienza da cui hanno tratto spunti anche altri enti locali e nazionali), Prossimità e Problematiche del territorio. In dodici mesi ha dato risposta a 3533 segnalazioni. 222 sono stati controlli in appartamenti sovraffollati elevando 46 sanzioni. Trasmessi alla magistratura 57 notizie di reato e avviate 53 indagini di propria iniziativa. 1128 persone controllate 64 le misure coercitive applicate, 205 le persone denunciate. 29 le prostitute, di cui 19 minorenni, avviate al programma di recupero. 822 le sanzioni elevate a clienti di prostitute. Tre le indagini per la Magistratura riguardanti minori.

UNITA' SICUREZZA STRADALE: è composta da un commissario, quattro ispettori e 61 operatori. E' incentrata sul gruppo motorizzato, sala operativa e infortunistica stradale. 13 mila 742 sono state le richieste giunte alla sala operativa, 1851 i controlli stradali per verificare l'efficienza dei veicoli , casco, cinture e cellulari. 24 i servizi notturni per i controlli della velocità e 170 quelli diurni (700 sono state le infrazioni con velocità superiori di 40 Km oltre il limite, 81 in meno al 2004). 9853 i veicoli rimossi, 181 i trattamenti sanitari obbligatori, 76 controlli per uso improprio contrassegno invalidi. Rilevati 1906 incidenti di cui undici mortali (12 decessi), 1156 con feriti (1378 persone ferite), 1739 con solo danni alle cose. Per quanto riguarda i photored, comparando i sette impianti originari (sono diventati 10 nel 2005) si nota un calo di infrazioni. Si è passati dai 31677 del 2003 ai 9466 del 2004 agli 8997 del 2005. Nel corso del 2005 il numero degli impianti presidiati è stato portato a 10 per cui le sanzioni totali sono state 14589.

PROCEDURE E TUTELA DEL CONSUMATORE: è composta da un commissario, sei ispettori, 13 operatori amministrativi e 25 operatori di polizia. E' incentrata sul Contact center, Polizia giudiziaria, Commercio edilizia ed ambiente, formazione ed educazione stradale e gestione dei verbali. 2237 sono stati i controlli effettuati ad attività commerciali 876 i controlli edilizi, 66 i controlli ambientali. 319 le persone fotosegnalate, 36 gli arresti e 401 le denunce 212 veicoli rubati recuperati sono i dati della Polizia Giudiziaria. 89316 le sanzioni al Codice della strada e 1917 le sanzioni per violazioni ai regolamenti comunali. Dal 1° giugno, giorno in cui è entrato in servizio il Contact center ha accolto circa 60 mila persone e ha smistato oltre 45 mila telefonate.

ORGANIZZAZIONE E AMMINISTRAZIONE: è composta da un commissario, un istruttore amministrativo due ispettori, 10 addetti alla sosta, sette operatori amministrati e otto operatori di polizia. E' incentratasi servizi e gestione del personale, circolazione stradale amministrazione – economato. Sono stati svolti 394 servizi per manifestazioni ed eventi, rilasciate 7508 autorizzazioni ZTL permanenti, 2950 autorizzazioni temporanee,, 48100 pass giornalieri, 735 autorizzazioni invalidi.
DATI GENERALI: 4032 sono state le rimozioni, 520 i sequestri amministrativi, 284 i fermi amministrativi, 91233 le sanzioni. I proventi derivanti dal Codice della strada sono stati 5.107.570,77 euro, i proventi da altre sanzioni 195408,10 euro ed i proventi da autorizzazioni varie sono stati 177023 euro. I ricorsi al Prefetto sono stati 1963 e al Giudice di Pace 2774.

Emilianet - 20 gennaio 2006
 

Venti persone fermate ed identificate stamane dagli agenti della Polizia Municipale nel corso di un controllo effettuato i fermati - foto: Resto del Carlinoin via Paulucci 153, all'interno di un capannone industriale dismesso. All'interno gli operatori del comando di viale Amendola hanno sorpreso 4 italiani, tutti pregiudicati con problematiche legate all'uso di droga ed alcool, 15 magrebini, di cui 11 clandestini ed un minorenne ed un cittadino polacco. Il folto gruppo entrava nei locali "ex Kla" attraverso fori praticati nei muri, porte e finestre dello stabile. Decisamente carenti le condizioni igienico sanitarie trovate dagli agenti al momento dell'irruzione. Dopo i controlli di rito un uomo in condizioni fisiche precarie è stato accompagnato al Pronto soccoroso, il minore è stato accompagnato in una comuinità di accoglienza mentre 9 clandestini sono stati accompagnati in Questura per la notifica del decreto di espulsione. Tutti i fermati sono stati denunciati per invasione di edificio, danneggiamento, e truffa ai danni di Meta, con fili volanti erano stati garantiti allacciamenti con la linea elettrica per far funzionare stufette e fornelli per cucinare.

Monet - 11 gennaio 2006
 

Armato di coltello è entrato nel negozio della parrucchiera di via Matteotti. Terrorizzando la titolare e le clienti che erano presenti in quel momento, nel pomeriggio di ieri, ha arraffato l'incasso e si è dileguato. L'allarme è scattato subito. Decisivo si è rivelato il marito della parrucchiera che poco più tardi si è imbattuto nel bandito.E'decisivo si è rivelato un agente nella polizia municipale di Formigine, che ha eseguito l'arresto: il rapinatore, giovane balordo già noto in paese, ha reagito ferendo lievemente l'agente che tuttavia è riuscito a bloccarlo.
Salvatore, 19 anni, formiginese. E rapinatore. Ieri alle 15.30 è entrato nel negozio di parrucchiera "Orianna" di via Matteotti, in pieno centro. Era camuffato da un cappellino calato sul volto. E armato di un coltello. Lo ha puntato alla gola della titolare e si è messo in tasca l'incasso della giornata. Un pugno di soldi di cui ieri sera si stava cercando di quantificare l'ammontare esatto. Non ha avuto timore, il prode Salvatore, di minacciare e intimorire le 4 clienti che in quel momento attendevano il loro turno nel negozio.
Appena l'indesiderato personaggio si è allontanato, la titolare ha dato l'allarme! E ha ovviamente avvisato anche il marito della rapina e dello spavento. L'uomo ha cercato di dare il suo contributo e poco più tardi si è imbattuto in un giovane biondino, col cappellino in testa, che corrispondeva esattamente alle descrizioni della moglie. Ha dato l'allarme, e una pattuglia della polizia municipale che era in zona è giunta sul posto. Il rapinatore, era stato notato mentre entrava nel parco della Resistenza, vicino a villa Agazzotti. Gli agenti della municipale si sono divisi, uno da una parte e uno dall'altra. E uno degli agenti ha individuato Salvatore. Il quale, compreso l'arcano, ha tentato di fuggire. L'agente lo ha raggiunto, il 19enne ha reagito procurando una distorsione al vigile, il quale tuttavia è riuscito ad ammanettarlo. Salvatore è stato quindi consegnato ai carabinieri: sarà accusato di rapina e di resistenza, primo coronamento di una carriera che già da ragazzino lo vedeva impegnato sul fronte di un bullismo e di una strafottenza che ne avevano fatto un volto noto per la stessa polizia municipale. L'agente aggredito,è stato medicato in ospedale,

Gazzetta di Modena - 8 gennaio 2006

Centrodestra per Castelvetro su tutte le furie con l'amministrazione comunale per la questione del nuovo comandante della polizia municipale. A denunciare la vicenda è stato in particolare lo stesso capogruppo Bruno Rinaldi, il quale ha dichiarato: «L'amministrazione comunale, dopo avere ritirato nel consiglio del 20 dicembre scorso la delibera che doveva stabilire una convenzione tra i Comuni di Castelvetro e Castelnuovo per unificare il comando di polizia municipale, ha poi dato vita a questa convenzione, seppure a tempo determinato, attraverso un atto interno che riteniamo di dubbia legittimità. Perché questa decisione, che evidenzia un comportamento ai limiti della vergogna? Riteniamo infatti - ha proseguito Rinaldi - che all'interno del nucleo del personale in forza al Comune di Castelvetro, esistesse almeno una persona con caratteristiche adeguate a ricoprire tale incarico. E mi auguro che i sindacati si occupino di tale vicenda. Dall'altra parte, non abbiamo nulla da eccepire sulla persona del comandante Paolo Cavazzoli, al quale auguriamo un buon lavoro degno di quello svolto per tanti anni dal suo predecessore, Luciano Bosi. Quello che condanniamo, appunto, è il comportamento della maggioranza, che inspiegabil-mente ritira la delibera in consiglio comunale sul nuovo comandante, poi la approva di fatto con un atto interno. Attualmente, si è quindi costituita una specie di "unione" all'interno dell'Unione Terre di Castelli, che non vedo di alcuna utilità. A questo punto, su tale vicenda non faremo sconti in consiglio comunale e non escludiamo una campagna di sensibilizzazione per informare i cittadini su quanto ha compiuto l'amministrazione comunale».

Gazzetta di Modena - 3 gennaio 2006

 
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12/04/2011 ultimo aggiornamento