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S.U.L.P.M. Emilia Romagna Provincia di Modena

                             

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In questa pagina presentiamo alcuni degli articoli più significativi riguardanti l' attività della Polizia Municipale, pubblicati sulla stampa nazionale e locale nel corso dell'anno 2005.

sommario articoli

Vignola - Oltre 300 giochi e luminarie sequestrati dalla municipale

Modena - Blitz clandestini e contratti fantasma

San Cesario - Rapinatori fermati da agenti della P.M. e da un carabiniere + comunicato

Modena - sequestrato un chilo e mezzo di coca arrivata dall'Olanda

Modena - fermati cinque rumeni e tre albanesi clandestini

Modena - Al volante col cellulare, 299 automobilisti sanzionati

Modena - La Polizia Municipale sgombera un rifugio per clandestini dell' est

Modena - Polizia provinciale, che fare con 19 vigili

Modena - scoperto laboratorio tessile clandestino

Modena - contratto di sicurezza tra Comune e Prefettura

Concordia - scovati altri cinesi abusivi

Modena - torna in carcere il padre del bimbo violato e venduto

Carpi - Maria Luigia Rainieri è il nuovo comandante dei vigili di Carpi

Mirandola - scoperti sei clandestini e denunciati due imprenditori cinesi.

Modena - gli intimano l' alt,ma lui fugge in scooter : preso

Camposanto - montano il fotored, multe da giovedì

Vignola - arrestato ladro d' offerte in chiesa

Modena - preso dopo furto d' auto

Formigine - vigilessa salva la vita a 60enne

Modena - operazione "Arcobaleno"

Mirandola - 26enne provoca incidente e viene arrestato

Extracomunitario offende i vigili e danneggia cella di sicurezza

Prostituzione - operazione "multilevel" + articoli il resto del carlino - gazzetta di Modena

Scortata da vigilessa partoriente bloccata nel traffico

Polizia Municipale - fotosegnalate 1436 persone

Vigili : fischietti per 3 giorni in piazza

Vigili Urbani - Falsa sicurezza

San Felice : rilevate quasi mille infrazioni

San Prospero : Novecento multe dei vigili in un anno

La squadra che salva le prostitute bambine

Polizia municipale e polizia privata

Smog - ogni anno 4000 vittime

Violenza su minore, condannato albanese

Evade dai domiciliari e finisce in cella


Blitz congiunto della guardia di finanza, della polizia e dei vigili urbani di primo mattino, nel condominio di via Attiraglio dove abitano numerosi immigrati, e dove anche in passato sono state segnalate situazioni di irregolarità. In particolare, i controlli hanno interessato 32 appartamenti, con l'identificazione di 146 persone, 25 delle quali sono state accompagnate all'ufficio immigrazione della questura per l'identificazione. Cinque clandestini sono stati individuati e arrestati.
Durante i controlli, è emerso che in 40 casi non era stato stipulato un regolare contratto di locazione dei miniappartamenti: per queste violazioni, dunque, la guardia di finanza e la polizia proseguiranno gli accertamenti nei confronti dei proprietari. L'operazione ha visto impegnati 11 finanzieri, con due unità cinofile, nove agenti di polizia e 15 vigili urbani.
Non è la prima volta che durante un'operazione di controllo le forze dell'ordine non si limitano all'arresto di spacciatori o all'identificazione di clandestini, ma cercano di accertare la regolarità degli affitti. Un modo, questo, anche per capire come possa essersi creato un "coagulo" di criminalità. Un'analoga situazione riguarda, come noto, il palazzo Lambda dì via Emilia Ovest, teatro di ripetuti blitz che hanno portato ad arresti per droga, fermi per prostituzione. Anche per il Lambda è stato chiesto un controllo sulla regolarità dei contratti di locazione degli appartamenti, un sospetto è che, come nel caso del palazzone di via Attiraglio, in alcuni casi i contratti non esistano proprio. E su questo fronte Finanza e vigili urbani sono al lavoro da un mese.

Gazzetta di Modena - 23 dicembre 2005
 

Vendevano giocattoli e luci natalizie a prezzi stracciati, ma evidentemente non in regola con le vigenti norme in materia, essendo la merce sprovvista del marchio CE.
Loro sono due venditori ambulanti, in possesso di regolare licenza commerciale e postazione fissa al mercato di Vignola, cinese l'uno, originario del Bangladesh l'altro. A scoprirli e a provvedere al sequestro di oltre 300 pezzi, tra giocattoli e luminarie, gli uomini della polizia municipale di Vignola, che giovedì hanno passato al setaccio i banchi dei venditori ambulanti presenti al mercato settimanale. «Sono in corso ulteriori accertamenti al fine di stabilire la provenienza esatta della merce sequestrata, e per cercare d'individuare gli eventuali fornitori - ha spiegalo Fabio Venturelli, vicecomandante dei vigili urbani - Ormai gli ambulanti della zona sono quasi tutti cittadini extra-comunitari. Più facile dunque che possano vendere merce non conforme alle direttive della comunità europea. Per questo i controlli saranno ripetuti e accurati anche in futuro». Per fortuna non tutti sono disonesti.
Venturelli ha raccontato di un commerciante cinese che ha un negozio nel centro del paese, il quale nei giorni scorsi ha chiesto il parere dei vigili affinché vagliassero la conformità di alcune merci in suo possesso, risultate poi in regola. Nel frattempo, in attesa che le autorità competenti si pronuncino, i due venditori 'pizzicati', potranno continuare ad esercitare regolarmente la loro attività.

Simone Mortaretto - il Resto del Carlino - 17 dicembre 2005

Partiti da Modena per andare al Motor Show prima di arrivare a Bologna hanno pensato bene di rubare un'auto, acquistare una calzamaglia al mercato settimanale di Castelfranco Emilia e rapinare una banca a San Cesario sul Panaro, sempre nel modenese. Il 'raid' e' terminato all' uscita dall'istituto di credito, quando i due - entrambi originari della provincia di Foggia - sono stati bloccati da un carabiniere e da un negoziante di passaggio. E' stato il militare, che vive a San Cesario ed e' in forza al Radiomobile di Modena, a notare questa mattina, mentre usciva in borghese dal fornaio, due giovani che si coprivano il volto con un fazzoletto e un cappellino di lana, per entrare subito dopo all'agenzia dell' Unicredit. Il carabiniere ha subito avvisato gli agenti della Polizia municipale e si e' appostato all'esterno della banca, notando che i due malviventi avevano scavalcato il bancone e si stavano impossessando del denaro contenuto nelle casse. All'uscita ha intimato l'alt, ma i due si sono messi a correre; a quel punto si e' avventato su uno di loro, un trentacinquenne, che aveva un coltello e il denaro. Un commerciante di passaggio, a sua volta, notata la scena e' sceso dal furgone sul quale stava viaggiando, ha rincorso l'altro rapinatore, ventunenne, e lo ha bloccato contro un muro, consegnandolo poi al carabiniere e ai vigili. Portati in caserma, i due hanno spiegato che volevano recarsi al Motor Show, il salone delle due e quattro ruote in corso a Bologna. Per questo hanno rubato l'auto e il denaro. Oltre a settemila euro, la rapina aveva fruttato anche un bottino di 15.000 dollari e diecimila yen.

Emilianet.it - 6 dicembre 2005

Quasi un chilo e mezzo di cocaina, per un valore di circa 250 mila euro, è stato sequestrato nel corso delle ultime 48 ore dal Nucleo sicurezza della Polizia municipale di Modena. Due clandestini, un uomo e una donna di nazionalità marocchina, sono stati arrestati, mentre le due autovetture utilizzate per lo spaccio sono state sequestrate. La droga proveniva in treno dall'Olanda ed era conservata in sacchetti per la vendita di bulbi di tulipani. Sono così finiti in manette Jamal Outmani, 23 anni, nato a Tarragona, e Najma Masmod, 29 anni, nata a Casablanca, entrambi residenti a Modena in via Forlanini. Da tempo i due avevano avviato una fiorente attività di spaccio: lui seguiva il mercato con vendite rilevanti di cocaina, lei si occupava della vendita al dettaglio ai tossicodipendenti. La droga arrivava in treno dall'Olanda, passava per Milano e giungeva a Modena con corrieri diversi in valigie con il doppio fondo. Un'auto, una Fiat Tipo parcheggiata tra via Donatori di sangue e via Avanzini, serviva da magazzino; qui Jamal Outmani si recava ogni volta con una seconda automobile - una Daewoo - per prelevare la droga richiesta dalla clientela. Per cedere la cocaina, l'uomo sceglieva sempre luoghi diversi e molto frequentati, come parcheggi di supermercati, parchi, chiese e scuole. E proprio davanti alle aule di via del Luzzo, alcuni genitori hanno notato strani movimenti e li hanno prontamente segnalati al Vigile di prossimità. Sono quindi iniziate le indagini dell'operazione denominata Kammello, coordinate dal Pubblico Ministero Fausto Casari, che hanno portato ai due arresti. Outmani è stato individuato e fermato martedì pomeriggio, al termine di un breve inseguimento, subito dopo che si era rifornito di droga dall'auto-magazzino. L'auto è stata lasciata sul posto dai vigili fino a poche ore fa per verificare che non vi fossero altre persone implicate nell'attività di spaccio. Sempre martedì, Najma Masmod è stata raggiunta dagli agenti nell'abitazione in via Forlanini. Le indagini proseguono e potrebbero portare a ulteriori sviluppi.

comunicato stampa del 13 ottobre 2005 - Monet - Comune di Modena

Accattonaggio, furti e prostituzione. Questi i rami di attività in cui erano specialisti cinque rumeni e tre albanesi, tutti clandestini, fermati oggi nel corso di una operazione congiunta che ha visto impegnati operatori della Squadra Mobile della Questura e del Nucleo Sicurezza della Polizia Municipale. Le pattuglie hanno agito in abiti civili e hanno individuato i due gruppi in centro a Modena. Il quintetto rumeno, composto da due maschi, di cui uno minorenne, e tre donne, di cui due minorenni era specializzato nell'accattonaggio nelle vie e piazze del centro, e nei furti. Le tre donne albanesi fanno parte, invece, del mondo legato alla prostituzione. I tre giovani che non hanno ancora compiuto la maggiore età sono stati accompagnati in un centro di accoglienza mentre gli altri sono stati accompagnati al CPT ed avviate le pratiche per l'espulsione.

comunicato stampa del 29 settembre 2005 - Monet - Comune di Modena

Sono 299 gli automobilisti sanzionati dagli operatori della Polizia Municipale tra il 6 e il 21 settembre perchè sorpresi nelle vie urbane al volante mentre utilizzavano il telefono cellulare senza auricolare o senza viva voce. Una campagna mirata contro una violazione al Codice della Strada che ha consentito di elaborare negli uffici di viale Amendola un identikit dei conducenti multati. "Innanzi tutto c'è da notare che si tratta di un malcostume molto diffuso, commenta Fabio Leonelli comandante della Polizia Municipale di Modena, a cui si potrebbe porre rimedio con l'ausilio di un auricolare o di un viva voce. Un altro dato che emerge è che su un totale di 299 automobilisti fermati, 228 sono residenti fuori Modena e solo 71 risiedono in città. La trasgressione è stata commessa da conducenti maschi in 199 casi mentre 100 sono state le conducenti fermate. Il nostro ufficio studi, prosegue Leonelli, ha catalogato anche le fasce d'età di chi guida telefonando: 20 le sanzioni elevate ad automobilisti tra i 20 e i 30 anni, 114 tra i 30 e 40 anni, 113 tra i 40 e i 50 anni. 52 invece gli over 50 anni. In generale, conclude il comandante, sono stati 1614 i veicoli fermati e controllati e 481 le sanzioni elevate per altre infrazioni al Codice."

comunicato stampa del 27 settembre 2005 - Monet - Comune di Modena

Un rifugio per clandestini ricavato all'interno di un ex fabbrica metalmeccanica in via San Faustino 44 a ridosso del centro di Modena è stato individuato e liberato stamane all'alba dagli operatori del Nucleo di Prossimità della Polizia Municipale. Dentro a quello che gli arredatori moderni definirebbero un loft sono stati fermati due uomini, un bulgaro ed un rumeno ed una donna polacca, tutti clandestini. Un luogo relativamente pulito e ordinato con sei i posti letto a disposizione. Gli abiti appesi a fili tirati tra le colonne che sorreggono il soppalco, la scarpe una a fianco all'altra in bell' ordine. Al posto della luce elettrica piccole candele. In assenza di acqua corrente, non mancava la riserva idrica in bacinelle. A disposizione in anche due contenitori di plastica dove erano a mollo indumenti personali. Un altro contenitore era destinato  ai piatti. Per i propri bisogni corporali i frequentatori del rifugio usavano uno scarico per l'acqua piovana di un cortile. I due uomini sono stati accompagnati in Questura per le pratiche di espulsione, la donna è stata invece accompagnata al reparto di Diagnosi e cura. In quello che era un dormitorio già al lavoro gli operai per chiudere le vie di accesso in attesa di trasformare l'ex fabbrica in nuovi alloggi. .

comunicato stampa del 27 settembre 2005 - Monet - Comune di Modena

Dopo l'accordo fra vigili urbani e guardie provinciali, che prevede anche controlli stradali da parte di quest'ultimi, interviene il Sulpm, sindacato della polizia municipale: «La convenzione che codifica la collaborazione e le competenze è sicuramente un fatto positivo perché contribuisce alla chiarezza delle funzioni nei confronti di chi deve essere il principale beneficiario dei servizi attuati: la cittadinanza - afferma il segretario Elisa Fancinelli - Per questo si auspica che alla stipula della convenzione seguano fatti concreti che rendano evidente alla pubblica opinione la volontà di perseguire l'efficacia e l'efficienza nella operatività quotidiana.Si precisa, tuttavia, che chi conosce la realtà degli organici delle due polizie può avere qualche dubbio in quanto la Polizia Provinciale di Modena ha attualmente un organico di 19 persone che se rapportato ad altre province di Italia la rende una "Cenerentola", infatti, l'attuale organico non rispetta gli standard obbligatori previsti dalla specifica delibera regionale del giugno 2004 (obbligatori previsti 33 - raccomandati 38), e pure l'organico della Polizia Municipale della città è insufficiente (189 in servizio contro i 224 obbligatori previsti dalla delibera sopra citata) per fare fronte alle pressanti richieste della cittadinanza. A nostro avviso, l'attuale organico della Polizia Provinciale è solamente sufficiente per continuare a garantire l'operatività nelle materie "storiche" di competenza: ambiente e fauna. Di questo ne è consapevole anche il consiglio provinciale che con un odg votato all'unanimità invita la Giunta ad Impegnarsi per assumere più personale e a creare un nucleo di polizia stradale in quanto la Provincia è competente nel campo della sicurezza stradale ed è proprietario di moltissime strade. Si auspica, che anche il consiglio comunale segua il percorso intrapreso dalla provincia, come da tempo sollecitato dal Sulpm. Concordiamo, quindi, con quanto asserito dal presidente dell'Associazione vittime della strada, Franco Piacentini, ed invitiamo la giunta provinciale ad impegnarsi per assumere nuovo personale, possibilmente utilizzando una recentissima graduatoria concorsuale che ha selezionato, anche con test psico-attitudinali, aspiranti al ruolo molto preparati».

Gazzetta di Modena - 26 agosto 2005

Ventisette «schiavi» cinesi lavoravano alla prima perife­ria di Modena in un'azienda, un capannone, in cui era sta­ta ricavata persino una 'baracca' mensa. Producevano migliaia di capi per conto terzi, alcuni destinati a notissime aziende italiane. Li ha smascherati la polizia municipale. Ha scoperto la sezione investigativa dei vigili, quella che si chiama 'concorrenza interna' e che è più nociva della cosiddetta concorrenza sleale. Esiste da vent'anni, ma sembra che del 'pericolo giallo' ci si sia accorti sol da poco con un allarme generico: 'La Cina è una superpotenza economica e sta mettendo a soqquadro metà della nostra economia, manifatture tessili in particolare'. L'allarme non è di ieri e sono noti da tempo i sistemi grazie ai quali imprenditori italiani acquistano tessile semilavorato da oscuri magazzini di cinesi. Semmai la novità, che forse un salto di qualità, è che del laboratorio di via Delfini 61 facesse parte anche un'italiana, una ventottenne che potrebbe avere avuto un ruolo importante nell'azienda. 'Azienda' per modo di dire. Due minorenni, di età compresa tra i 5 e gli 11 anni, venivano costretti a lavorare 15 ore al giorno all'interno del laboratorio clandestino, che si trovava nel quartiere Madonnina. La polizia municipale ha posto sotto sequestro lo spazio, 250 metri quadri, gestito da soggetti di nazionalità cinese. Tre persone, tutti immigrati in regola, sono state denunciate per aver favorito l'ingresso clandestino in Italia di loro connazionali e per averne sfruttato l'attività lavorativa. Altre 6 persone sono state denunciate all'autorità giudiziaria per non aver esibito agli agenti i documenti di identità. Si presume che siano anch'esse clandestine. Al momento del controllo, avvenuto all'alba di ieri dopo un mese di attività investigativa, all'interno del laboratorio erano al lavoro 27 persone. Di queste solo 10, tra cui l'italiana, sono risultate in regola con contratti parttime o di altro genere, mentre le altre 17 operavano in nero. Tra quest'ultime, 9 (tra cui 2 minorenni) sono risultate non in regola con il permesso di soggiorno. Gli agenti, anche attraverso l'utilizzo di apparecchiature sofisticate, hanno potuto filmare l'attività dei lavoratori, occupati tutti i giorni, domenica compresa, per non meno di 15 ore al giorno (solitamente dalle ore 8 alle 23). Gli investigatori della polizia municipale non escludono che per le persone irregolari l'attività proseguisse anche oltre. Stando a quanto appurato dai vigili, mentre una decina di persone (quelle in regola) veniva riaccompagnata al termine del lavoro presso le abitazioni (dei 'miniappartamenti') che i gestori del laboratorio avevano a disposizione in altre zone della città, la maggior parte del personale restava all'interno del laboratorio per tutte le 24 ore. A questo scopo, in un mini appartamento, erano stati creati 20 posti letto, mentre nel cortile adiacente era stata realizzata una cucina con annesso uno spazio per consumare i pasti. Così è : prima che venisse dato l’ allarme , quei lavoratori, o parte di essi, avevano a disposizione una baracca in  cui vi era una cucina e appunto una 'sala mensa'. Se si considera che i bambini di operati tessili sfruttati hanno continuato a giocare per mesi nell'area adiacente all'azienda, si potrebbe perfino pensare che, oltre alla mensa, il laboratorio avesse perfino un asilo. La verità è diversa, ovviamente. Quei bimbi giocavano nei tempi consentiti all'esterno, poi andavano a dormire in due 'camerate' da venti letti. Non andavano a scuola, sino all'altro giorno non sono mai esistiti per alcun servizio sociale. Per 'piccolo villaggio con sala mensa e asilo invece esisteva davvero. La polizia municipale se n'è accorta quando i vicini hanno cominciato a segnalare roghi insoliti: nel cortile i cinesi bruciavano gli scarti di lavorazione, grandi segnali di fumo.

di Alberto Iori - Il Resto del Carlino - 11 agosto 2005  

Firmato il nuovo Contratto sulla sicurezza tra Comune di Modena e Prefettura. Ieri mattina alle 12, nella sala di rappresentanza del municipio, è stato siglato il rinnovo del Contratto sulla sicurezza, da parte del sindaco Giorgio Pighi e del prefetto Italia Fortunati, per mantenere e sviluppare "forme di coordinamento fra le forze dell'ordine e la polizia municipale". L'obbiettivo del contratto, che ha una durata annuale, è di garantire ai cittadini una buona qualità della vita, basata sulla pace sociale e sulla sicurezza, migliorare la vivibilità del territorio attraverso la prevenzione. E'proprio su questo punto che la Fortunati ha insistito durante l'incontro «i pilastri su cui verte il contratto sono principalmente due: primo, lo sviluppo del concetto di polizia di prossimità, forze dell' ordine e organi competenti sempre presenti nella logo - Modena città sicuracittà al servizio dei cittadini per garantire sicurezza. Secondo aspetto è la leale collaborazione fra forze dell'ordine locali e polizia municipale.» C'era grande attesa per il rinnovo del primo contratto sulla sicurezza che era stato siglato il 27 marzo 2000, e che «oggi viene aggiornato – continua  la Fortunati - per seguire l'evolversi della situazione attuale, che a livello legislativo ha subito modifiche dal 2000 fino ad oggi». «Oggi i risultati sulla sicurezza pubblica sono soddisfacenti, proprio grazie anche a questo contratto - commenta Pighi - che sancisce un rapporto personale oltre che istituzionale, e l'opinione pubblica si dichiara soddisfatta del livello di qualità della vita raggiunta a Modena». Le risposte alle richieste di sicurezza da parte dei cittadini, infatti, non possono però essere date solo dalle forze di polizia ma è necessaria la collaborazione dell'amministrazione comunale accanto all'autorità provinciale di Pubblica sicurezza. Continuando il progetto iniziato nel 2000, particolare attenzione viene rivolta ai problemi di disagio sociale come le tossicodipendenze, l'immigrazione, l'assistenza alle vittime di reati, oltre che alle autorizzazioni degli esercizi ed agli interventi urbanistici. Riguardo il problema terrorismo, la Fortunati rassicura «che non c'è nessun allarme per Modena, tuttavia abbiamo già messo a punto le misure di prevenzione e d'osservazione necessarie».

Gazzetta di Modena - 27 luglio 2005

Continuano i controlli da parte delle forze dell'ordine alle attività gestite da cittadini cinesi. Nei giorni scorsi i vigili della Polizia Municipale di Concordia hanno fatto un sopralluogo in due laboratori di maglieria di via Codebelli, a Vallalta. Sono state circa una decina le persone identificate: per tre di loro è scattato il verbale. Si tratta di una irregolarità rilevata con una certa frequenza: la mancata comunicazione alle autorità da parte di un residente che ospita in casa dei concittadini per oltre 48 ore. La sanzione si aggira intorno ai 320 euro per ogni persona non dichiarata. In uno dei due laboratori l'ufficio tecnico sta verificando la regolarità di alcuni interventi edili all'edificio. Intanto, sulla cascina di Bellaria, a San Possidonio, posta sotto sequestro martedì in seguito al bliz dei Carabinieri di Concordia insieme alla Polizia Municipale di San Possidonio che ha accertato la presenza di due stranieri privi di permesso di soggiorno, sono in corso accertamenti. I vigili di San Possidonio con l'ufficio tecnico locale sta verificando presunti abusi edilizi all'edificio trasformato in laboratorio.

di el.pe. - Gazzetta di Modena - 29 luglio 2005

Arrestato dalla polizia municipale. Scarcerato dal Tribunale della Libertà. Ora di nuovo in cella su ricorso della procura, accolto dalla Cassazione. E' tornato in prigione, questa volta a Poggioreale, il padre 47enne accusato di violenza sessuale aggravata per abusi sul figlio, che allora aveva meno di otto anni, e per averne fatto mercimonio con amici e persino con due zii del bambino. Un padre — secondo gli elementi che nel settembre 2004 portarono agli arresti — che faceva da paravento con il proprio corpo in un parco mentre il suo bambino praticava atti sessuali su un conoscente adulto. Un padre che per almeno tre anni, sempre secondo le accuse, abusò di questo figlio nella casa di Modena, sotto gli occhi dei bimbi più piccoli e della moglie indifferente, e che ogni tanto lo portava a Napoli — città d'origine della famiglia — per cederlo ad amici. Non lo vendeva, a quanto pare, per denaro. Con un impiego fisso di tutto rispetto, per uno stipendio da tre milioni al mese, quel padre come compenso per le 'prestazioni' del ragazzino si accontentava di poche lire, o addirittura gli bastava di farsi pagare da bere. L'infamante vicenda,maturata nell'ambito di una cultura dove incesto e violenza erano condivisi come 'normali' da adulti che a loro volta erano stati bambini abusati, durò per due anni e mezzo. Padre, madre e figli piccoli vivevano in un ambiente di totale degrado, in un contesto caratterizzato da rapporti di assoluta promiscuità sessuale — spiegarono gli inquirenti — favoriti anche dalla convivenza di diverse persone in una sola stanza. Soltanto il fatto di avere figli più piccoli da accudire salvò la madre dall'arresto. Poi il bambino rilasciò alcune dichiarazioni ritenute quanto meno 'bizzarre' ai propri insegnanti. I suoi disegni, il suo comportamento con gli altri ragazzini e il fatto, ad esempio, che non sapesse leggere le ore ma dividesse il tempo in tre fasce di colore, (celeste per la notte, giallo per il mattino e arancione per pomeriggio) fecero suonare un campanello d'allarme che portò a togliere il bimbo dall'ambiente familiare compromesso, dandolo in affidamento. Cominciò allora l'inchiesta, con la difficoltà aggiuntiva di dover ricostruire fatti accaduti negli anni precedenti. Furono usate intercettazioni ambientali e telefoniche, ma anche riscontri peritali sui racconti del bambino in merito alle violenze subite, racconti che emergevano in pillole via via che la tranquillità della nuova sistemazione li faceva riaffiorare ma che diventavano labili o si tramutavano in fantasticherie di copertura    quando    facevano  troppo male. Gli esperti — riferì là polizia municipale — dimostrarono la veridicità dei racconti resi dal piccolo anche riguardo ai suoi incontri e ai rapporti intimi con gli autori delle violenze e i loro fiancheggiatori.  Così nel settembre 2004 il pm Marco Niccolini ottiene dal gip Ester Russo sei ordini di custodia cautelare: a Modena vengono arrestati il padre e altri cinque tra amici e conoscenti dai 35 ai 53 anni, compreso uno straniero; a Napoli sono iscritti nel registro degli indagati due zii minorenni. L'accusa: violenza sessuale aggravata dall'età del minore, inferiore a dieci anni. Dopo un paio di mesi il Tribunale della Libertà di Bologna rimette tutti in libertà e il pubblico ministero ricorre in Cassazione. Poi la Suprema Corte riconosce la validità delle prove raccolte, annulla l'ordinanza di scarcerazione e rimanda gli atti a un'altra sezione del Tribunale felsineo. Ora i giudici hanno ripristinato la carcerazione per quel padre che i nostri agenti sono andati ad arrestare a Napoli, dove si era rifugiato da un parente.

di Raffaella Foletti - Il Resto del Carlino - 27 luglio 2005

CARPI — E' Maria Luigia Raineri  il nuovo comandante del Corpo dei vigili urbani di Carpi ma lo diventerà anche dei vigili di Campogalliano, Novi e Soliera, facenti parte della Unione intercomunale, quando si arriverà alla fusione dei diversi Maria Luigia Ranieri - fotocorpi. Maria Luigia Raineri è stata scelta dalla amministrazione comunale di Carpi (scelta condivisa dai sindaci degli altri comuni interessati) nel novero di alcune candidature, alcune anche interne al Corpo, e verrà presentata lunedì dal sindaco Enrico Campedelli. La Raineri è attualmente vice comandante dei Vigili urbani di Reggio Emilia, che sono in 140, è laureata in giurisprudenza, ha 44 anni, è di origini mantovane e prenderà effettivo servizio a Carpi nel prossimo mese di ottobre, dove è intenzionata a prendere casa. Viene a Carpi con la qualifica di dirigente e dunque il suo mandato coincide temporalmente con quello del sindaco. Il suo ultimo importante servizio di ordine pubblico che l'attende nella sua sede attuale sarà quello coincidente con la grande kermesse musicale di Luciano Ligabue in programma al campo volo di Reggio a settembre. Si conclude cosi il lungo iter burocratico per la scelta e la nomina del nuovo comandante della Polizia municipale di via Tre Febbraio dopo l'uscita di scena qualche anno fa del vecchio comandante Carlo Pulga e il conferimento dell'incarico di facente funzione a Daniela Tangerini che ha la qualifica di vice comandante. Un iter tribolato che aveva generato mugugni e malcontento tra il personale della Polizia municipale, di cui si era fatto interprete il sindacato funzione pubblica della Cgil, che aveva addirittura posto un ulti­matum alla amministrazione sul termine ultimo per la scelta e la nomina del nuovo dirigente.

di Cesare Pradella - Il Resto del Carlino - 29 luglio 2005

Sei clandestini cinesi espulsi e due imprenditori di nazionalità cinese denunciati è il bilancio dell’ennesima operazione delle forze dell’ordine volta a combattere il fenomeno del lavoro nero e dell’immigrazione clandestina nell’Area Nord della provincia di Modena. Nella notte tra il 23 il 24 giugno la Guardia di Finanza e la Polizia Municipale di Mirandola hanno controllato in città due imprese di confezionamento per conto terzi di capi d’abbigliamento di proprietà di due cittadini cinesi.
L’operazione, scaturita da autonome attività d’indagine e di accertamento, ha consentito di individuare sei operai cinesi (cinque donne ed un uomo), risultati essere “immigrati clandestini”, intenti a lavorare per conto delle due aziende. I sei operai sono stati quindi accompagnati presso la Questura di Modena e nei loro confronti è stata disposta l’espulsione dal territorio nazionale.Denunciati invece i due imprenditori cinesi per sfruttamento della manodopera clandestina.L’operazione congiunta tra la Guardia di Finanza e la Polizia Municipale di Mirandola, la prima di una lunga serie, si è rivelata uno strumento coordinato ed incisivo per contrastare l’immigrazione clandestina sul territorio della Bassa modenese, e fa seguito alle numerose altre condotte in passato sempre dalla Polizia Municipale congiuntamente a Carabinieri e Polizia.
“Esprimo soddisfazione per questo ennesimo, importante successo a difesa della legalità – ha dichiarato Carlo Marchini, Sindaco di Concordia e Assessore alla Sicurezza e alla Polizia Municipale dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord - Esso è il frutto dell'impegno quotidiano e del lavoro di coordinamento, pur nell'ambito delle rispettive competenze di tutte le Forze dell'ordine presenti sul nostro territorio e della Polizia Municipale. Questa operazione è, se mai ce ne fosse stato bisogno, la dimostrazione della situazione di sostanziale legalità in cui versa il nostro territorio, oltre che una esplicita risposta a quanti, anche di recente ed anche pubblicamente non hanno mancato di sollecitare "chi governa e tutti i livelli la cosa pubblica a prendere atto del grande pericolo che sta correndo il comprensorio mirandolese: quello di finire interamente nelle mani della mafia cinese". Le Forze dell'ordine e la Polizia Municipale dei Comuni dell'Area Nord – conclude Marchini - stanno svolgendo un lavoro di presidio del territorio efficace nei risultati ed efficiente nella sua organizzazione, tante che, posso testimoniarlo pubblicamente, esso è preso ad esempio da amministratori pubblici, non solo della nostra Provincia, ma anche di Province limitrofe”.

La Gazzetta di Modena - 25 giugno 2005

MODENA (18 giu. 2005) - Quando gli agenti motociclisti della Polizia municipale di Modena gli hanno intimato l'alt, ha tentato la fuga a bordo dello scooter. Inseguito e fermato poco dopo all'incrocio tra via Prampolini e via Sigonio, si è tolto il casco ed è scappato a piedi. Rincorso tra auto parcheggiate e giardini privati è stato infine ammanettato e arrestato. Il protagonista della fuga, avvenuta giovedì intorno alle 13, è un clandestino moldavo che a giorni compirà 20 anni. Ora deve rispondere di violazione del provvedimento di espulsione emesso dal prefetto di Verona agli inizi di maggio e dell'accusa di ricettazione. Lo scooter sul quale viaggiava era, infatti, stato rubato il 4 maggio scorso a Bomporto. Il mezzo è già stato restituito alla proprietaria.

emilianet.it 

E' arrivato il giorno del fotored. Stamane di buon'ora e confidando nella clemenza del tempo, i tecnici della ditta Romaco di Mantova installeranno l'apparecchiatura che fotograferà quanti passano col rosso in via Marconi, praticamente la Panaria Bassa, in entrambi i sensi di marcia. Ma scatterà subito una tregua: per tre giorni, fino a mercoledì, i lavori di una fognatura Aimag legata al raddoppio delle Fs, nei pressi del semaforo, consiglieranno di disattivarlo. «Abbiamo assunto ogni iniziativa - spiega il comandante Vincenzo Boni - perché gli utenti siano informati dell'installazione». «Anzitutto - spiega il comandante della polizia municipale - la presenza dell'apparecchiatura è segnalata da appositi cartelli, a 150 metri dall'incrocio,   particolarmente trafficato e a ridosso del centro storico del paese». In secondo luogo, Boni si è voluto personalmente accertare che le due foto scattino quando in entrambe le posizioni l'auto è passata con il rosso. Oggi sarà con i tecnici, per definire la posizione delle spire, quei sensori sotto l' asfalto che, se calpestati dall'auto col semaforo rosso, fanno scattare le foto. L'apparecchio ovviamente   è omologato. Il Comune lo ha   preso a noleggio dalla ditta,   cui andrà, come tutti i fotored, una percentuale sull'ammontare della sanzione. Che,   è bene ricordarlo, ammonta a    143 euro, con la sottrazione di   6 punti dalla patente. Ai furbi   che più di una volta hanno   creato pericoli e incidenti restano 3 giorni per pensarci:da giovedì tregua finita.

di Alberto Setti - Gazzetta di Modena - 12 giugno 2005

Nei giorni scorsi, i frati cappuccini avevano denunciato alla polizia municipale di Vignola dei furti all'interno della chiesa, che andavano avanti ormai da diversi mesi. Ieri mattina, due agenti si sono così recati presso il convento, per un controllo di routine e per acquisire ulteriori informazioni sul sospettato autore di queste azioni. Appena entrati in chiesa, i due hanno subito notato un extracomunitario armeggiare attorno ad una cassetta per offerte collocata sotto un porta candele, incurante peraltro della presenza in chiesa di alcuni fedeli. E' quindi scattata una perquisizione da parte degli agenti, che gli hanno trovato ad dosso una pinza da taglio per lamiera. Arrestato e processato per direttissima, è stato condannato a 3 mesi di reclusione e all'obbligo di firma presso la caserma dei Cc. Si tratta di N.S., un cittadino tunisino di 45 anni in regola col permesso di soggiorno, già noto alle forze dell'ordine per altri piccoli reati, che risiede a Vignola senza fissa dimora. Su di lui, pendono i sospetti anche per precedenti furti subiti negli ultimi mesi dal convento dei frati cappuccini. Ormai da qualche tempo, infatti, le cassette delle offerte venivano "ripulite" con una certa regolarità, tanto che sono venute a mancare offerte per diverse centinaia di euro.

La gazzetta di Modena - 29 maggio 2005

E' evaso dagli arresti domiciliari su un'auto rubata. Si è fatto inseguire dai vigili fino a schiantarsi contro un muro, rompendosi due costole.  E poi è pure scappato dall’ ospedale dov' era piantonato, per finire arrestato dai carabinieri. Fuggitivo sfortunato o comunque poco astuto, il 35enne che ha tenute impegnate le forze dell'ordine dalle 2 dell'altra notte alle 18 di ieri. Tutto comincia a Modena Est, dove un pregiudicato di origini meridionali ma residente a Modena viola gli arresti domiciliari e ruba una Mercedes. Ma in fondo a via Bazzini lo intercetta una pattuglia della polizia municipale; lui ignora 1' «alt», sperona di striscio la pattuglia, scappa a tutta velocità. Imbocca via Emilia Est verso Bologna, rischiando di travolgere una moto di passaggio, poi torna indietro, prende via Scartazza, si dirige verso San Damaso. E qui l'inseguimento finisce: lui esce di strada al curvone e finisce la corsa contro un muro.L'ambulanza lo porta al Policlinico, dove sei vigili motociclisti si alternano nel piantonarlo nel reparto di Chirurgia toracica del Policlinico. La prognosi dei medici è di quaranta giorni.La vicenda viene segnalata al magistrato di turno per un' ipotesi di arresto. Ma i reati che gli vengono addebitati — resistenza e ricettazione, perché non c'è flagranza per il furto dell' auto — comporterebbero un processo per direttissima, impossibile per il suo stato di salute. E un'ordinanza di custodia cautelare in attesa di guarigione, è irrealizzabile per motivi logistici; la sezione carceraria del Policlinico è in ristruttu­razione da anni — fanno notare in procura — e la polizia penitenziaria non saprebbe dove metterlo. Cosi scatta solo una denuncia a piede libero. E lui intorno alle 17 ne approfitta. «Vado a prendere un caffè», dichiara a dispetto delle sue condizioni. Una scusa per prendere l'ascensore e dileguarsi dall'ospedale. Scattano le ricerche, che nel giro di un'eretta danno i loro frutti:questa volta sono i carabinieri della stazione di San Damaso a fermarlo. Pare che stesse tornando a casa, forse per prendere poche cose e fuggire al Sud. L'indirizzo era ben noto, visto che a casa sarebbe dovuto restare fin dall'inizio rispettando i domiciliari. Infine il pregiudicato viene arrestato davvero, appunto pei evasione.

di Raffaella Foletti - Il Resto del Carlino - 1 giugno 2005

FORMIGINE, 24 mag. 2005 - Stava portando a termine il suo turno di servizio a ridosso dell'incrocio di Corlo, Claudia Borghi, Agente di Polizia Municipale di Formigine, che qualche giorno fa ha salvato la vita ad un cittadino della frazione formiginese. La donna ha sentito un boato, a pochi metri dalla postazione in cui si trovava, proveniente dall'interno della videoteca situata in Via Battezzate. Al primo sguardo l'Agente Borghi ha notato un uomo riverso a terra, accanto ad una scala metallica, dalla quale molto probabilmente era precipitato. L'uomo, sulla sessantina, forse colto da malore, è stato raggiunto dal genero e dall'agente Borghi che subito si è resa conto della gravità della situazione: l'infortunato sanguinava dalla tempia, non si muoveva e non respirava. Lanciato l'allarme al 118 Claudia Borghi, che tre anni fa circa ha preso parte ad un corso di Primo Intervento Sanitario, ha comunque provveduto con il massaggio cardiaco che, nel giro di pochi minuti, ha permesso all'uomo di tornare a respirare. Il sessantenne è stato trasportato al Policlinico di Modena dove i medici hanno riscontrato un'incrinatura dell'anca provocata dalla caduta, ed hanno sciolto una prognosi di pochi giorni. Oggi le condizioni del corlese sono decisamente migliorate e l'uomo è già stato dimesso.

emilianet.it

MODENA, 17 MAGGIO - Operazione della Polizia contro un'associazione a delinquere formata da cittadini albanesi e attiva nel Centro-Nord, c he ''comprava'' donne in Romania e in Albania per avviarle alla prostituzione, una volta giunte in Italia.  Nel corso delle indagini, condotte dalla Polizia di Modena coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine, sono state eseguite 11 ordinanze di custodia cautelare e 2 provvedimenti di fermo a carico di persone ritenute componenti di un'associazione dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.  Numerose le perquisizioni in corso, che hanno portato al sequestro di telefoni cellulari, ricevute bancarie per il versamento di somme di denaro in Albania e documenti falsificati. E' stato inoltre accertato, nelle indagini svolte con la collaborazione della Polizia Municipale di Modena, che le donne venivano ''comprate'' direttamente in Romania e in Albania dalle famiglie di origine e, una volta giunte a Modena, avviate alla prostituzione per riscattare il prezzo dell'acquisto agli sfruttatori. Al termine del periodo di riscatto, durante il quale le donne erano tenute in condizioni di assoluta privazione della liberta' personale e fisica, dopo aver saldato integralmente il loro debito alcune donne decidevano di rimanere all'interno dell'organizzazione iniziando a gestire direttamente nuove ragazze: in questo modo, rileva una nota della Polizia, il gruppo criminale poteva allargare la propria attivita', alimentando il circuito illecito con nuove risorse umane e soppiantando con la forza altri gruppi criminali.  Servizi di osservazione e pedinamento hanno permesso agli investigatori della squadra mobile di ricostruire l'attivita' dell'organizzazione criminale e di verificare come questa, nel tempo, ''aveva assunto una posizione delinquenziale di assoluto rilievo in tutto il Centro-Nord italiano''.

Il Resto del Carlino - edizione web - 17 maggio 2005

MIRANDOLA. Giovedì scorso, in sella al suo ciclomotore, era rimasto coinvolto in un incidente in viale Gramsci, angolo via Cagni. Ma per K. B., marocchino dì 26 an­ni, non è stato l'unico guaio della giornata. Il giovane è stato trovato dalla Polizia Mu­nicipale di Mirandola sprovvisto di qualsiasi documento di identificazione e di per­messo di soggiorno. Per questo motivo è stato accompagnato alla Polizia Municipale di Modena per la fotosegnalazione e quindi all'Ufficio immi­grazione della Questura. Qui si è scoperto che K.B. era già stato espulso dal nostro paese perché privo di permessi di soggior­no nel novembre 2004, su provvedimento della Questura di Mantova. Il giovane im­migrato è stato quindi arrestato, processa­to per direttissima venerdì e condannato a 5 mesi e 10 giorni perché non aveva dato se­guito all'ordinanza di espulsione. L'uomo è stato accompagnato al Cpt (centro perma­nenza temporanea) di Modena. Il giovane marocchino, che ha dichiarato di abitare a Novi, non ha riportato lesioni nell'incidente di viale Gramsci con un auto­carro, provocato probabilmente da una mancata precedenza.

Il Resto del Carlino

Incurante dell'alt di un agente della Polizia Municipale non si ferma ad un passaggio pedonale, offende e minaccia con il casco gli agenti quindi danneggia la cella di sicurezza del comando del corpo in viale Amendola dove viene accompagnato. Non contento si ferisce alle braccia utilizzando pezzi di ceramica staccati dal muro poi, finalmente, si calma e accetta di essere ricoverato al reparto di Diagnosi e cura del Policlinico. Venerdì mattina, 29 aprile, verso le 8, un operatore della Polizia Municipale era in servizio davanti alle scuole Collodi per aiutare i bambini ad attraversare via Nonantolana. H.R. 36 enne marocchino, in Italia con regolare permesso di sogggiorno, in sella ad un ciclomotore non ha rispettato l'alt imposto con la "paletta" e ha proseguito ben oltre il passaggio pedonale. Alla richiesta di fornire i documenti l'uomo ha iniziato ad inveire contro gli agenti che gli contestavano l'infrazione. Invitato a calmarsi l'uomo si è tolto il casco che ha iniziato a roteare come una clava. Non senza difficoltà il marocchino è stato immobilizzato, ammanettato, accompagnato al comando e rinchiuso nella cella di sicurezza. Qui con calci e pugni ha rovinato lo stipite della porta, la panca fissata al muro e il rivestimento del muro. Proprio utilizzando cocci di ceramica si è procurato ferite alle braccia. Solo grazie all'intervento di due psichiatri il nordafricano si è calmato e ha chiesto personalmente il ricovero per un trattamento sanitario.

sesto potere - 2 maggio 2005

“L’operazione compiuta la scorsa notte dalla nostra Polizia Municipale e dalla Questura di Modena credo sia molto importante per la città. Rappresenta, infatti, un punto alto del coordinamento tra istituzioni e forze di polizia sancito dal Contratto di Sicurezza.” E’ il primo commento dal Sindaco di Modena, Giorgio Pighi, alle conclusioni dell’inchiesta sullo sfruttamento della prostituzione illustrate oggi nel corso di una conferenza stampa in Questura. Un’indagine durata mesi, che ha visto in azione numerosi operatori della Polizia Municipale e che è stata condotta con professionalità, intelligenza ed anche grande sensibilità umana. Le persone che sfruttavano le giovani donne nigeriane, infatti, erano convinte di godere di una sorta di immunità, una condizione che ha consentito loro di aumentare il potere intimidatorio (violenze fisiche e psicologiche, fino all’uso di riti tribali) nei confronti delle giovani che tentavano di ribellarsi. Criminali che hanno potuto consolidare la propria attività delittuosa attraverso le minacce alle famiglie in patria ed organizzando un sistema dove la vittima, una volta paga la somma stabilita per riscattarsi, si trasformava a sua volta in sfruttatore. Il tutto potendo contare sul silenzio di parte della comunità nigeriana, quella che ha trasferito a mantenuto anche a Modena codici di comportamento di natura tribale. “Un’indagine -dice il Sindaco- che evidenzia la forte esigenza di salvaguardia delle donne vittime delle violenze e dei soprusi legati ai traffici che lucrano sulla prostituzione. Un’operazione che sostanzialmente arricchisce il ventaglio degli interventi di prevenzione all’interno della società modenese. Si tratta, infatti, di azioni criminose che possono coinvolgere anche fasce sociali deboli e per di più colte nella delicata fase del primo inserimento regolare. Tutelare queste persone -conclude Pighi- è un dovere nei loro confronti, ma rappresenta anche un opera fondamentale per la tenuta del nostro tessuto sociale”. I risultati ottenuti anche in questa occasione rafforzano i motivi di opportunità perché si proceda ad un aggiornamento e quindi ad rapido rinnovo del Contratto di Sicurezza tra tutti i soggetti interessati.

comunicato stampa del 19 aprile 2005 - MONET - COMUNE DI MODENA

MODENA (21 mar. 2005) - Bloccata nel traffico, sta per dare alla luce una bambina. Ma il marito, al volante del'autovettura, chiede aiuto ad una pattuglia della Polizia Municipale in servizio di controllo scolastico. Una vigilessa in sella alla proprio motocicletta spiega le sirene, fa da apripista e in pochi minuti scorta i due giovani al Policlinico, dove il parto si conclude senza complicazioni per la bambina e per la mamma.
E' accaduto stamane poco prima delle 8, quando una pattuglia di operatori della Polizia Municipale era in servizio all'incrocio tra via Fratelli Rosselli e via Mantegna. La loro attenzione è stata richiamata da un uomo che suonava con insistenza il clacson della propria autovettura.
A bordo si trovava anche la moglie, in avanzato stato di gravidanza - la seconda - e con le doglie. Vista la situazione, una agente con la moto di servizio si è messa davanti alla vettura della partoriente e a sirene spiegate e con le lucciole accese ha percorso contromano via Fratelli Rosselli per evitare il blocco del traffico e ha imboccato via Don Minzoni, via Gobetti, via Vignolese e via Del pozzo. La corsa è finita davanti all'ingresso del pronto soccorso del Policlinico dove la donna è stata presa in cura dal personale paramedico e ha partorito senza problemi. Alla neonata l'agente ha donato una medaglietta benedetta dal Papa che raffigura Madre Teresa di Calcutta, acquistata dalla vigilessa nel corso di un viaggio a Roma lo scorso ottobre.

 

emilianet.it - 22 marzo 2005

Era il 19 giugno 1999 quando entrò in servizio il gabinetto di polizia scientifica allestito al piano terra del comando della Polizia Municipale. La prima scheda segnaletica fu compilata per un cittadino nord africano sprovvisto di documenti, fermato durante un controllo stradale, e accompagnato negli uffici di viale Amendola per la fotosegnalazione e la rilevazione delle impronte digitali. Da allora ad oggi sono 1436 le persone “immortalate” con foto a colori del viso e del profilo dagli operatori della Polizia Municipale. Fra questi il record man degli “alias”, un nomade croato, arrestato per resistenza, oltraggio e lesioni, che precedentemente in vari uffici di polizia dell’Emilia, Lombardia e Liguria aveva fornito 68 generalità diverse. “L’entrata in servizio di questo servizio, commenta Fabio Leonelli comandante della Polizia Municipale di Modena, ha tagliato di molto i tempi di lavori dei nostri agenti. Quando eravamo sprovvisti del gabinetto scientifico dovevamo avvalerci degli strumenti tecnici in dotazione alla Polizia di Stato con evidenti ritardi creati dagli spostamenti del fermato. Questa nostra autonomia ci regala tempo prezioso per proseguire l’attività di presidio del territorio. Un servizio importante, prosegue Leonelli, che è servizio a risolvere importanti e complicate indagini da parte di altre forze dell’ordine in Italia. Un’ impronta digitale scoperta sulla scena di un crimine e comparata con un’altra da noi rilevata ad un cittadino che era stato fermato per guida senza patente, ha consentito agli investigatori di dare un nome e un volto ad un pericoloso criminale”.

comunicato stampa del 15 marzo 2005 - MONET - COMUNE DI MODENA

Per una volta i vigili urbani si sono infilati la loro uniforme e sono scesi in strada non per multare, nè per controllare il traffico, ma per protestare. Da ieri, infatti, è scattata la mobilitazione degli agenti di polizia municipale e provinciale che fino a domani saranno in piazza Roosevelt  a distribuire volantini, per "contestare la più totale assenza di sicurezza visto che l' 81% dei reati denunciati restano impuniti" e la problematica "irrisolta dal governo della sicurezza del territorio". A promuovere l' iniziativa, con agenti provenienti da tutta l' Emilia Romagna ( ieri erano una ventina ) è il Sulpm. "Gli oltre 60 mila poliziotti di polizia municipale e provinciale chiedono di essere impegnati per la sicurezza delle città e di fare meno multe", si legge nei volantini distribuiti ai passanti.

L' Unità - 10 marzo 2005

"Per interessi di lobby particolari che prevalgono nelle istituzioni, ai cittadini viene data una rappresentazione della sicurezza che non fotografa la realtà della situazione". A puntare il dito non è l' opposizione di turno ma uno dei sindacati della Polizia Municipale. "Da ieri e sino a domani effettueremo un presidio con volantinaggi davanti alle prefetture di tutta Italia - spiega la nota del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Municipale ( Sulpm ) - Vogliamo informare i cittadini sulla reale sicurezza del territorio che non risponde a quella trasmessa dai politici".

Il Resto dl Carlino - 10 marzo 2005

La polizia municipale è l'unico corpo che non aderisce, per scelta politica, alla convenzione con l'Unione dei Comuni dell'Area Nord non parteci­pando ai servizi congiunti, con i colleghi degli altri comuni, fuori dal territorio comunale. Nonostante questo l' opera svolta nel corso del 2004. a giudicare dai numeri, è stata a dir poco enorme. Dal report di gestione dell'anno, da poco concluso, risulta che i nove vigili coordinati dal comandante Cristina Remondi hanno accertato 961 violazioni al codice della strada di cui 181, riguardanti il superamento dei limiti di velocità, verificate con l'ausilio degli appositi rilevatori. Le restanti violazioni concernono il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, l'uso del telefono cellulare alla guida, i divieti di sosta. Il totale dei veicoli controllati ammonta a 2.359 e ha portato al ritiro di ben 50 tra patenti e libretti di circolazione oltre al sequestro di 13 veicoli, alcuni dei quali, privi della obbligatoria assi­curazione. Il servizio ha incluso anche il rilevamento di 51 incidenti stradali, il controllo di 26 cantieri edili  con due casi di violazioni di natura penale. Accertate inoltre 97 attività commerciali, in sede fissa e ambulante, verificando due violazioni amministrative e procedendo in due casi al sequestro. Sul fronte ambientale sono state effettuate 8 verifiche, 4 le esecuzioni di trattamento sanitario ob­bligatorio. 216 gli extracomunitari controllati allo scopo di avversare la piaga del lavoro nero ed eseguite 878 notifiche. Il  lavoro svolto dai vigili ha fruttato alle casse comunali oltre 85 mila euro.

il Resto del Carlino

Anche a San prospero dallo scorso anno è stato installato il famelico Fotored. Non sono mancati ri­corsi e contestazioni per un sistema che secondo alcuni avrebbe come unico scopo quello di rimpinguare le casse vuote delle amministrazioni locali. Ma vediamo nel dettaglio, attraverso dati e cifre forniti dal comandante Giancarlo Reggiani, l'operato 2004 della polizia municipale. Il comando dei vigili urbani affidato a Reggiani può contare su altri tre agenti e una impiegata d'ufficio, Va riconosciuta subito, la difficoltà con cui quotidianamente devono fare i conti: migliaia e mi­gliaia di autoveicoli si riversano a tutte le ore su un'arteria vitale per il sistema viario della nostra provincia, la Cana­letto, che taglia in due il centro di San Prospero. Le violazioni al codice della strada riscontrate lo scorso anno sono state 900, i veicoli controllati 1000 e le patenti di guida ritirate 10. Gli incidenti stradali rilevati sono stati 30 di cui 17 con danni a cose, 12 con lesioni non gravi a persone e uno solo conclusosi tragicamente con un decesso, I pubblici esercizi sottoposti ad accertamenti da parte della polizia municipale, sono stati 5: neanche uno è incappato nel rea­to. Sul versante della vigilanza edilizia e ambientale sono emersi rispettivamente i seguenti numeri: 7 controlli e 2 violazioni amministrative, 3 sopralluoghi e nessuna violazione accertata. Sulle 70 ore di educazione stradale trascorse nelle scuole, nemmeno una programmata nelle scuole superiori: 20 alle scuole materne, 40 alle elementari e 10 alle medie. Significativo il numero delle denunce pervenute per infortuni sul lavoro pari a 120 cosi come, considerato l'alto numero di immigrati e la crescita costante della popolazione, quello condotto in ambito anagrafico, 200 accertamenti.

di Generoso Verrusio - Il resto del Carlino - 9 marzo 2005

L’ultimo caso: due sedicenni rumene. Battevano in via Emilia Est, mai viste prima. All’ apparenza due bambine, sotto il trucco pesante. Le agenti di. Polizia municipale con una mediatrice culturale le hanno convinte a raccontare la loro storia. Le solite promesse di lavoro e, in questo caso, anche di studio in Italia.  Poi i passaporti sequestrati e l’obbligo di scendere in strada, con le buone o con le cattive.

Ora le due ragazze sono al sicuro in una comunità, e le manette sono scattate ai polsi di chi le ha portate e dei loro complici: due rumeni, un italiano che le “ospitava” in casa, due albanesi che trattavano con i boss i luoghi dove prostituirle.

Nei 2003 sono state 26 le prostitute, 8 minorenni, tolte dalla strada dalla Polizia Municipale di Modena in collaborazione con la Squadra Mobile e i Servizi Sociali del Comune. E 57 le persone denunciate per sfruttamento della prostituzione, nell’ambito del progetto “Oltre la strada” coordinato da Commissario di Polizia Municipale, Carlo Romandini. Il suo ufficio è in fondo al corridoio, al comando di viale  Amendola. Sulla. targa è scritto “Responsabile sicurezza urbana e servizio di prossimità”. Cosa vuol dire?

 «Vuoi dire che svolgiamo anche compiti che non sono quelli classici dei vigili. Fenomeni come la prostituzione, piccolo spaccio, nomadi, minori dediti ad accattonaggio,  hanno un primo impatto con noi da quando abbiamo attivato il vigile di quartiere. La maggior parte delle segnalazioni, all’inizio  le giravamo alla polizia e carabinieri . Ma la città chiedeva di più. Giustamente, le forze dell’ordine  concentrano gli sforzi per scardinare le organizzazioni criminali. Ma c’è una “fascia grigia” che genera insicurezza e su cui i modenesi chiedono d’intervenire. Abbiamo capito che poteva dare noi la risposta, definendo la collaborazione con la polizia ».

Romandini spiega che hanno iniziato con i lavavetri: «Scoperto un racket che sfruttava i minori, abbiamo ottenuto la prima condanna in Italia per riduzione in schiavitù.  Questo ci ha fatto crescere: abbiamo imparato a riconoscere le situazioni “piccole” come un sintomo che cela qualcosa di più grave».

Il commissario Romandini è nato in Friuli, ha vissuto in Puglia, si è laureato in legge a Modena. Ha lavorato come educatore in un carcere minorile. Ha conseguito una laurea breve in Servizi Sociali e poi ha vinto un concorso per ispettore nei vigili modenesi, dove ha sviluppato questa nuova modalità operativa.

« I buoni risultati ottenuti - dice -  sono frutto di lavoro di gruppo e dell’impegno di straordinari collaboratori che hanno dovuto stravolgere il loro modo di lavorare: gli orari (si sta fuori tutta notte o si deve andare testimoniare ai processi), e l’approccio. Un conto è allontanare un lavavetri., un altro scoprire che è la punta di un iceberg di sfruttamento e combattere il fenomeno più complesso.

Con le prostitute straniere è lo stesso. Ci vuole ascolto, accoglienza.  Ma che soddisfazione aver tolto dalla strada tante ragazze, aver dato loro l’opportunità di rifarsi una vita, colpendo gli sfruttatori».

Con  Romandini ci sono 16 agenti, 8 maschi e 8 donne.  Nove svolgono un compito di “sonda”  cioè girano i quartieri con l’abilità di leggere i problemi in profondità. «Ci segnalano una prostituta davanti a un palazzo: partiamo da quello e approfondiamo scoprendo la storia della ragazza e risalendo a chi la sfrutta. La nostra non è più una lettura superficiale dei territorio: è precisa e integrata dal rapporto con la polizia. Gli altri sette agenti utilizzano le informazioni raccolte per progettare l’intervento che poi può coinvolgere l’aiuto della Mobile, con cui. abbiamo rapporti ottimi. Poi ci sono strutture, come i servizi sociali del Comune e il Centro Stranieri, con le quali abbiamo costruito rapporti veri di collaborazione. Non fogli che volano da una scrivania all’altra ma una conoscenza vera, diretta. Basta una telefonata per trovare posto in comunità a una ragazza da proteggere che vuole uscire dal giro».

La prostituzione di strada ha registrato un forte calo negli ultimi anni. Cosa ha contato di più?  La rete di accoglienza che da un’opportunità alle ragazze, la severità nel colpire il racket e i boss, o le contravvenzioni ai clienti? « Tutte e tre le cose insieme - risponde il commissario - . E’ fondamentale la collaborazione con la Mobile e con i Servizi sociali: una rete in cui non sei da solo».

Le modalità operative della squadra della Polizia Municipale di Modena sono frutto di studi e continue verifiche pratiche. « Una cosa importante – spiegano gli agenti -  è che noi non obblighiamo a sporgere denuncia immediatamente,  perché si avvia un percorso giudiziario doloroso. Ci spendiamo ugualmente per far loro ottenere il permesso di soggiorno e un lavoro. Se emerge  subito da loro la volontà possono farlo. Noi spieghiamo i rischi e il percorso».

Va detto che a Modena la sicurezza delle ragazze tolte dalla strada finora e state ben garantita. Chi ha minacciato o ha tentato ritorsioni si è scontrato con un muro e ha preso sonore batoste dalle forze dell’ordine.  Ma la Sicurezza dei familiari nel paese di origine non i può garantire e questo per le albanesi è uno spauracchio terribile. Spesso il percorso di recupero si chiude con la volontà di denunciare: da una parte per punire chi ha abusato di loro, dall’altra, dicono,  per evitare che possano fare lo stesso male ad altre ragazze. «Nel caso della prostituzione chi ha denunciato lo sfruttatore e si è affidato a noi - spiega il commissario Romandini - deve vedere che la giustizia ha colpito nel segno. Ne va anche della nostra credibilità».

Fino a poco fa le ragazze dell’Est erano attratte in Italia con l’inganno. Oggi ne vengono alcune già sapendo di prostituirsi. Lo preferiscono a morire di fame. Pensano di poter aiutare le famiglie e invece scoprono tardi che saranno sfruttate.

Ci sono gestioni completamente diverse nei racket. Nel caso delle nigeriane c’è una gestione matriarcale e cioè hanno ruoli importanti le donne, che soggiogano le ragazze con riti voodoo e minacce di vendette contro i familiari, che spesso sono coinvolti con la “vendita” delle ragazze all’organizzazione. Intervenire in questo caso è molto difficile. Più facile nel caso di ragazze rapite e portate qui con la forza, che non vogliono fare il mestiere.

La gestione degli albanesi è violenta, manesca, soprattutto con le loro donne, che ricattano perché possono colpire le famiglie in Albania. Sono spietati e con loro non si scherza. Sono pochissimi i casi di denunce di albanesi contro sfruttatori connazionali.

Diverso con le rumene e le moldave, perché fino a poco tempo fa venivano vendute dai connazionali agli albanesi. Avevano un compito, per così dire, di rifornimento. Da poco hanno deciso che,  visto che rischiano, tanto vale gestire l’affare in proprio. Questo ha cambiato molto il rapporto tra albanesi e altri dell’Est e in altre realtà ha generato guerre di bande.  A Modena sono ancora gli albanesi a comandare. E’ a loro che tutti devono pagare la tassa per l’occupazione degli  spazi in strada.

         «Le straniere che battono in strada, e non solo le africane, hanno un’idea tremenda della polizia - spiega Romandini - e ritengono che gli agenti conoscano solo violenza e sopraffazione nei loro confronti. Convincerle del contrario non è stato facile. Noi lavoriamo in borghese e questo è un vantaggio nel primo approccio. Abbiamo lavorato molto sulla qualità del rapporto. Quando le portiamo al comando, dopo una retata,  per identificarle, le facciamo sedere attorno a un tavolo e serviamo da bere qualcosa di caldo, senza mai chiuderle in cella. Molto importante è il ruolo delle agenti donna, che per loro sono spesso una novità. E’ un atteggiamento che ha pagato,  tanto è vero che, ad esempio, che vengono ragazzini dal Marocco e giovani prostitute albanesi da Milano che chiedono direttamente di me oppure sanno di chi chiedere a Porta Aperta. Le voci girano in quegli ambienti….  Sanno che qui sono accolti e questo ci facilita. Quando usciamo in servizio utilizziamo spesso mediatrici culturali che sono ragazze uscite dal giro con le quali abbiamo una convenzione (senza mai raccontare però il loro passato).  Nel caso delle due ultime minorenni rumene è stato fondamentale perché non parlavano una parola d’Italiano. Quando le ragazze si sentono finalmente liberate vengono qui ad abbracciarci e ci restano amiche».

L' Unità - 29 gennaio 2004

 "Il Comune si accordi con i vigilantes"

 

«Di fronte alla recrudescenza della criminalità noi chiediamo l'applicazione del progetto tolleranza zero nei confronti del crimine e rivolgiamo un appello ai sindaci della provincia perché investano sulla sicurezza». Questo ha detto ieri, nella sede di via Castellaro, il consigliere regionale di An e presidente provinciale del partito Enrico Aimi, affiancato dal consigliere provinciale Cesare Falzoni e dal responsabile degli enti locali Luca Caselli. «L'escalation di assalti a ville, tabaccherie, gioiellerie e a passanti — ha aggiunto — non può essere sottovalutato. La gente ha paura e le istituzioni devono correre ai ripari al più presto, introducendo misure idonee ad arginare il fenomeno malavitoso e a proteggere i cittadini e le attività economiche».

Secondo il partito di Fini, dunque. «occorre che i Comuni istituiscano forme di telecontrollo nei punti nevralgici e presso gli obiettivi sensibili, in modo che possano poi essere di utilità alle forze dell'ordine per individuare i responsabili dei colpi e svolgano una funzione deterrente. Sarebbe opportuno, al riguardo, che i Comuni economizzassero in spese superflue o non urgenti per dirottare risorse su queste nuove forme di controllo in ausilio alle forze dell'ordine, che già svolgono un ottimo lavoro preventivo e di controllo del territorio, ma che per esiguità di numero non possono essere ovunque».

Enrico Aimi ha poi introdotto un elemento di novità quando ha proposto che gli stessi Comuni stipulino convenzioni con le agenzie private di vigilanza le cui pattuglie, essendo già di notte sulle strade, possono allargare i loro incarichi d'ufficio controllando le zone nelle quali già si trovano e allertare, se del caso, le forze dell'ordine perchè intervengano."Queste agenzie di vigilanza — ricorda Aimi — dispongono di uomini preparati, mezzi e centrali operative efficienti, che possono benissimo essere di ausilio e di supporto alle forze dell'ordine".

L'assessore comunale alle Politiche e al Personale della Polizia Municipale, Gualtiero Monticelli, non è di questo avviso e ribatte: «Di telecamere a Modena ne abbiamo giù una cinquantina nei punti nevralgici. Possono essere aumentate; ma non vogliamo arrivare a collocarne una ad ogni incrocio, come se un occhio del Grande Fratello ci osservasse in ogni movimento. Diciamo no — prosegue Monticelli  — pure alla privatizzazione della sicurezza e ci meravigliamo che giunga proprio da An (un partito al governo) lo sciagurato progetto di scaricare sugli enti locali e sui Comuni la sicurezza dei cittadini, che compete invece allo Stato".

Infine non è mancato da parte di An un riferimento al Cpt, il Centro di permanenza temporanea per gli immigrati; "Non solo non va chiuso quello di Modena, ma va potenziato, secondo lo spirito della legge Turco-Napolitano che li previde. Hanno ancora oggi una funzione importante per l'ordine pubblico".

di Cesare Pradella - Il Resto del Carlino - 09.02.05

la risposta di Elisa Fancinelli

In Italia ogni anno l’inquinamento causa circa 4.000 morti. I rischi maggiori sono nelle grandi citta’, come Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna e Genova. E’ quanto emerge dalla ricerca “Misa-2” sull’impatto dell’inquinamento sulla salute umana condotta da numerose istituzioni (Universita’, Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, Aziende sanitarie e ospedaliere, Regioni e Comuni).

L’indagine, condotta tra il 1996 e il 2002, ha coinvolto 15 citta’ e oltre 9 milioni di persone. Secondo il rapporto ogni anno poco meno di 4.000 persone che abitano in queste citta’ muoiono a causa di crisi respiratorie, cardiovascolari e di tumori legati all’inquinamento. La relazione tra inquinamento e mortalita’ e’ maggiore per gli anziani, in particolare tra i soggetti che hanno piu’ di 85 anni, e per i neonati fino a 24 mesi.
Sotto accusa in particolare il traffico veicolare e l’inquinamento di origine industriale, mentre per tutti gli agenti inquinanti il periodo di maggior pericolosita’ coincide con i mesi estivi. Tra le 15 citta’ esaminate quattro, ovvero Bologna, Genova, Milano e Torino, hanno superato il limite medio annuale vigente di 40 microgrammi a metro cubo e sono ben lontane dal nuovo limite di 20 microgrammi che entrera’ in vigore fra cinque anni.

Dalla ricerca e’ emersa inoltre l’urgenza dell’adozione di limiti piu’ restrittivi: secondo i calcoli degli studiosi che hanno partecipato al Misa-2, infatti, l’applicazione dei nuovi limiti fissati dalla Ue consentirebbe di evitare circa 900 decessi causati dal Pm10 e di circa 1.400 morti provocate dal biossido d’azoto.

Indagato dalla Polizia Municipale, il Tribunale di Modena gli ha inflitto 7 anni di carcere

E.Z. 35enne albanese è stato condannato lunedì dal Tribunale di Modena a sette anni di carcere per sfruttamento della prostituzione minorile e violenza sessuale su minore. L'uomo era stato tratto in arresto dagli operatori della Polizia Municipale di Modena al termine di una lunga indagine conclusasi nell'agosto del 2003. Una giovane rumena aveva conosciuto nel suo paese un italiano che, con la lusinga di un rapporto affettivo e di un lavoro in un ristorante, l'aveva convinta a trasferirsi illegalmente in Italia. Giunta a Roma la giovane era stata "venduta" a E.Z. che con la violenza l'aveva portata con sè a Piacenza. Ogni sera la ragazza veniva accompagnata a Modena dal suo aguzzino e costretta a prostituirsi in via Emilia Ovest. La ragazza stanca delle violenze subite una sera chiese aiuto ad un cliente che la convinse a rivolgersi alla Polizia Municipale. Negli uffici di viale Amendola la rumena raccontò la sua storia e dal quel momento iniziarono le indagini che hanno portato alla denuncia e alla condanna dell'albanese.

comunicato stampa del 08.02.05 - MONET - COMUNE DI MODENA

II Magistrato di Sorveglianza del Tribunale modenese ha revocalo gli arresti domiciliari a M-F., 32enne nativo di Catania. L'uomo era stato fermato nella notte del 3 gennaio scorso da una pattuglia della polizia municipale in servizio in via del Mercato. M.F. era in sella a un ciclomotore, assieme a un altro giovane, incurante del fatto che a quell' ora  avrebbe dovuto trovarsi nella propria abitazione. L'uomo deve scontare due anni di carcere per un cumulo di pena. Ora la misura di custodia cautelare ai domiciliari è stata sostituita dal carcere.

Il Resto del Carlino - 09.02.05

 
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12/04/2011 ultimo aggiornamento