Piacenza:

Manette e giubbotti ai vigili

Dopo cinque anni di assenza, i vigili urbani porrebbero tornare a far parte di quella squadra di "angeli custodi" che presidiano le strade piacentine il sabato notte. Ma lo faranno solo a certi patti.
L'amministrazione comunale ha infatti in cantiere l'avviamento a settembre di un progetto specifico legato alla sicurezza stradale e alla prevenzione delle stragi del sabato sera, i cui dettagli verranno illustrati con ogni probabilità in una conferenza stampa alla fine del mese: dietro questo progetto, al vaglio dell'Ufficio sicurezza di Palazzo Mercanti, c'è la volontà di combattere l'alta velocità e la guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti, temi drammaticamente attuali in un periodo che vede un escalation di casi di cronaca nera un po' in tutt'Italia.
E proprio su questo argomento si sono confrontati amministrazione e vigili in un incontro, ancora interlocutorio, che si è tenuto l'altro giorno in Municipio, al quale hanno partecipato il sindaco Roberto Reggi e il direttore generale Massimo Gambar-della da una parte, e le Rappresentanze sindacali unitarie della Polizia municipale dall'altra. Occasione, questa, servita anche per fare il punto della situazione su alcune questioni ancora aperte e spesso fonti di attrito tra le due parti: in particolare quella delle dotazioni di strumenti di autodifesa, ancor di più indispensabili nell'ottica del nuovo progetto, e quella economica. Due direzioni verso le quali il sindaco ha manifestato significative aperture. Ma andiamo con ordine.
A onor del vero le rsu non si erano sedute attorno al tavolo con le migliori intenzioni, soprattutto dopo aver appreso la decisione dell'amministrazione, ancora da formalizzare, di decurtare 14 mila euro sugli 8Imi-la di produttività previsti nel contratto sottoscritto nel giugno 2005 dopo lunga e vivace vertenza. Motivo? Secondo il Comune i vigili non avrebbero raggiunto due obiettivi, ossia la realizzazione della nuova centrale operativa e la costituzione di un ufficio studi. Di avviso diametralmente opposto, invece, la Municipale che, oltre a giudicare la mossa di Palazzo Mercanti semplicemente come una ripicca per le modalità con cui nei mesi scorsi era stata contestata la gestione del personale, ha fatto presente che il raggiungimento dei due obiettivi non era contenuto nel contratto e che sarebbe stata pronta ad agire per vie legali. Ma poi, con nel binocolo l'ambizioso progetto sulla sicurezza stradale, le prospettive sono cambiate. Il Comune, che spinge notevolmente per la realizzazione di tale servizio e che è ben conscio di dover attivare tutte le diplomazie del caso per ottenere lo scopo, ha messo sul piatto una serie di aperture che, al momento, sembrano solleticare il palato degli inquilini del comando di via Rogerio. Primo: i 14mila euro di produttività tagliati verrebbero fatti rientrare in quella del 2008. Secondo: per i servizi notturni (cioè i turni dalle 23 alle 5 che i vigili non svolgono più dal 2002) l'amministrazione ha promesso di dotare gli agenti di manette, giubbotti antiproiettile e guanti antitaglio, oggetti da sempre reclamati dagli agenti. Quanto allo spray al peperoncino e alle mazzette, l'amministrazione ha preso tempo posticipando la questione alPadegamento del regolamento. Le rsu, entrate col volto scuro in Comune, se ne sono uscite con un mezzo sorriso e ora attendono che le parole si traducano in fatti.
Ma scetticismo viene espresso dalla segreteria provinciale del Sulpm e dal suo segretario Massimo Mingar-di, ancora una volta in rotta di collisione con Palazzo Mercanti: «Ci sono stati tolti 14mila euro ingiustamente, attribuendoci mancanze che andavano in realtà addebitate alla dirigenza. Sarà l'assemblea dei lavoratori a decidere se agire per inadempienza. Quanto alle promesse fatte circa le dotazioni e il rientro della produttività nel 2008, al momento sono solo parole, come tante di quelle che abbiamo già sentito in questi anni. Non capiamo perché, per esempio, si debba aspettare l'adeguamento del regolamento per ottenere lo spray e la mazzetta quando ci sono due circolari della commissione consultiva per il controllo delle armi presso il ministero degli Interni che dicono: che la mazzetta "è un materiale tecnico che non costituisce un'arma" (st 557 del 3 ottobre 2006) e che lo spray "è di libera vendita e non contiene sostanze nocive o cancerogene" (st 559)».
Mingardi ha poi concluso così il suo ragionamento: «I contratti non si firmano senza la segreteria provinciale, mentre senza rsu si. Questo a onor di verità tenuto conto che il Sulpm ha già chiesto all'amministrazione due incontri senza ottenere risposta».

da "la Cronaca" edizione Piacenza - 15 agosto 2007

Altri articoli su Piacenza - 16 agosto 2007

Immigrati senza patente, denunciati

Guidavano l'auto senza aver mai ottenuto la patente. Ma sono incappati nei controlli di polizia municipale e carabinieri, che hanno applicato alla lettera le nuove disposizioni contenute nel decreto legge sulla sicurezza stradale entrato in vigore il 4 agosto. Una legge che inasprisce pesantemente le sanzioni per le più gravi infrazioni al codice della strada. Violazioni che spesso sono causa di gravissimi incidenti. Per la prima volta a Piacenza sono state applicate le nuove sanzioni ai tre malcapitati. Due sono stati pizzicati dalla squadra motociclisti dei vigili urbani, che ieri pomeriggio in via Maculani, durante un posto di controllo, hanno fermato quello che ha totalizzato il numero maggiore di infrazioni contemporaneamente. Si tratta di un nigeriano di 40 anni (sulla cui regolare presenza in Italia sono ancora in corso accertamenti) che insieme alla famiglia stava viaggiando a bordo di una Opel Vectra. Un'auto che, essen-una Opel Vectra. Un'auto che, essendo un po' malconcia, ha suscitato il sospetto degli agenti che, verso mezzogiorno, gli hanno intimato l'alt. Sull'auto c'erano anche una connazionale e un bimbo di poche settimane. Lo straniero, al quale i vigili hanno chiesto patente e libretto, non ha potuto fare altro che confessare di non aver mai conseguito il documento di guida. Non solo: l'auto non aveva mai effettuato alcuna revisione, e soprattutto l'assicurazione era scaduta da oltre un mese. Uuomo è stato quindi denunciato penalmente per guida senza patente (come prevede la nuova norma) e il veicolo è stato sottoposto a un fermo amministrativo di tre mesi. II totale della multa è stata invece di circa 3mila euro, insieme al sequestro del libretto di circolazione. Sempre la polizia municipale, poche ore prima, aveva fermato nello stesso punto una Lancia K condotta da una giovane romena residente in provincia. La straniera ha consegnato agli agenti una patente (modello nuovo, del tipo carta di credito) che però non convinceva i vigili. I successivi accertamenti al comando di via Rogerio hanno permesso di appurare che il documento era palesemente falso. La romena è stata denunciata per concorso in falsificazione di documenti e guida senza patente, oltre a una multa di 370 euro.
I militari del Radiomobile, questa volta sulla Caorsana, hanno invece fermato per un controllo un'auto con a bordo un egiziano di 19 anni. Quando i carabinieri gli hanno chiesto la patente di guida il giovane ha allargato le braccia, confessando di non averla conseguita. Il copione è stato lo stesso anche per lui (denuncia e multa), ma nei guai è finito anche il padre, sanzionato per incauto affidamento dell'auto.
Giampietro Bisaglia

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Vigilessa picchiata durante un intervento

Un trattamento sanitario obbligatorio (tso), effettuato da una pattuglia della polizia municipale di Piacenza, si è concluso con una vigilessa 35enne finita in ospedale. L'agente ha riportato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni dai medici, lesione, dovute alla compressione di un arteria del braccio, frutto di una colluttazione con un 57enne nei confronti del quale si stava procedendo al ricovero coatto. Ma all'ospedale
ci è finita anche l'agente che, subito dimessa, proseguirà le cure al proprio domicilio. Il fatto si riferisce a un intervento avvenuto in via San Sepolcro 18, in un immobile di proprietà dell'Acer in cui il 57enne vive da solo in compagnia di cumuli d'immondizia. E il suo ricovero è costato 15 giorni di prognosi a una vigilessa.
Un "caso limite", di cui già altre volte si è dovuta occupare la polizia municipale
(l'ultima volta, fra l'altro, perfino la porta di casa era ostruita dall'immondizia, e si
era resa necessaria l'autoscala dei vigili del fuoco per entrare da una finestra). Da
quanto si apprende, il trattamento sanitario obbligatorio è stato attivato alle 8 del
mattino a seguito di una segnalazione di Enìa e di un'ordinanza del sindaco arrivata
in via Rogerio: motivi igienico sanitari e di salute pubblica alla base della chiamata,
oltre ovviamente al reiterato rifiuto delle cure da parte del 57enne.
All'arrivo della prima pattuglia il "protagonista" del tso non ha posto particolare
resistenza, salvo poi dare in escandescenza in un secondo momento. Alla fine
dell'intervento le pattuglie della municipale impegnate sul posto sono salite a tre, per
un totale di sette agenti necessari per immobilizzarlo, tra cui il caposervizio ispettore
Bartolomeo Guglieri. Gli agenti hanno dapprima cercato di tranquillizzare l'uomo
parlandogli, poi una violenta spallata, e il conseguente urto contro una porta in ferro
sono costati 15 giorni di prognosi all'agente che ha avuto la peggio, la quale
mostrava una mano gonfia e un grosso ematoma sul braccio. È stato un vecchio
giornale dal quale non voleva separarsi a scatenare le ire del 57enne, che, come
detto, ha trasformato la casa in una discarica, dalla quale fuoriesce un odore
malsano che si percepisce a notevole distanza.
Superano la decina dall'inizio del 2007 gli interventi di Tso ad opera della polizia
municipale. Il Sulpm (sindacato unitario di polizia municipale) ha già dichiarato, per
bocca del segretario provinciale Massimo Mingardi, che «si costituirà parte civile
qualora l'agente voglia sporgere denuncia all'amministrazione comunale, accusata di
non fornire gli strumenti idonei di autotutela per questo genere di interventi».
«Siamo stufi», ha aggiunto, «se la collega avesse avuto in dotazione lo spray al
peperoncino che, in caso di necessità, permette di immobilizzare per 10 minuti il
soggetto, non sarebbe finita in ospedale. I tempi sono cambiati, e gli strumenti in
nostro possesso devono cambiare: nei Tso abbiamo problemi di incolumità con una
dotazione che passa dalla pistola alle mani nude».
Mattia Motta