La condanna
CONDANNATO a due anni con rito abbreviato il 29enne Marco Alfaro Huerta, che lo scorso 15 ottobre aveva picchiato selvaggiamente l'agente della polizia municipale Salvatore Sammaritano, che lo aveva fermato per un normale controllo sulla via Emilia a Pieve. Il giudice Silvia Semprini ha accolto le richieste del pm Maria Rita Pantani, che aveva chiesto due anni di reclusione, sottolineando la gravità dell'aggressione subita dall'agente.
Il giudice ha anche disposto una provvisionale di 1.000 euro per l'agente ferito e 500 per il sindacato Sulpm, che si era costituito parte civile tramite gli avvocati Carlo Mussini e Stefano Cosci.
«Siamo soddisfatti della sentenza - dice Marco Gagliardi, segretario provinciale del Sulpm - Perché era la prima volta che un sindacato si costituiva parte civile in un processo a Reggio per la categoria della polizia municipale. Il pm aveva chiesto severità anche alla luce del fatto che il ferito è un pubblico ufficiale. La pena sarebbe stata di tre anni se non fosse stato per lo sconto di un terzo».
L'avvocato Daniela Granato, difensore del giovane, aveva chiesto i domiciliari in un comunità di recupero per alcolizzati. Il giovane infatti beve da quando è adolescente. Al momento dell'aggressione guidava il suo motorino in uno stato davvero pietoso. Appena il vigile lo ha fermato per un banale controllo, si è scagliato contro l'agente della polizia municipale con inaudita violenza
l'articolo integrale del "Giornale di Reggio"
Pestaggio del vigile, vittoria del sindacato
II Sulpm si era costituito parte civile visto che l'agente di polizia municipale è un suo iscritto: è la prima volta. Imputato condannato a due anni: resta in carcere. Per la prima volta viene risarcito anche il sindacato d'appartenenza. Cinquecento euro: a titolo simbolico, dice soddisfatto per la vittoria in tribunale,il segretario provinciale del Sulpm (sindacato unitario lavoratori polizia municipale), Marco Gagliardi. Il giovane accusato del pestaggio al vigile urbano (disarmato) Salvatore Sammaritano in via Emilia a Pieve Modolena, ieri pomeriggio è stato condannato con rito abbreviato a due anni di reclusione. Alfaro Marco Huerta, 29 anni, per adesso resta in carcere. Il suo avvocato, Daniela Granato, chiederà l'ammissione a una comunità e farà ricorso contro la sentenza, emessa dal giudice Silvia Semprini (pubblico ministero Maria Rita Pantani). L'agente di polizia municipale, che ha 50 anni, aveva fermato Huerta perchè andava a zig zag causando grave pericolo a sè e agli altri: per questo si prese una gragnuola di botte fino a quando il giovane non venne arrestato da lui e dai colleghi. A Sammaritano, che finì all'ospedale ferito, vanno mille euro di risarcimento. Il fatto, due settimane fa; suscitò scalpore. Si era nel pieno delle polemiche sulla sicurezza dei vigili, sull'opportunità di fornirli di manganello e spray al peperoncino. Gagliardi spiega che per la prima volta il sindacato si è costituito parte civile a Reggio per l'aggressione a un suo iscritto, assistiti entrambi dall'avvocato Carlo Mussini «L'indennizzo per noi rappresenta un grande passo: viene riconosciuto il coinvolgimento dell'intera categoria». Ora coi legali il Sulpm sta valutando se citare anche il Comune: perchè Sammaritano era solo? Perchè non aveva gli strumenti adatti alla sua difesa? «Ma in ogni caso - dice Gagliardi - vogliamo risolvere la cosa prima di tutto a livello sindacale».
l'articolo integrale de "Il Resto del Carlino"
Agente aggredito, condanna esemplare
stato condannato a due anni di reclusione senza sospensione della pena Marco Alfaro Huerta, il giovane di 29 anni che il 14 ottobre scorso si è reso responsabile dell'aggressione ai danni dell'agente della polizia municipale Salvatore Sammaritano.
Il giudice Silvia Semprini, dopo oltre due ore di camera di consiglio, ha emesso una sentenza esemplare, accogliendo le richieste 4^1 pubblico ministero. 11 giudice, inoltre, ha disposto un risarcimento provvisionale di 1000 curo per la vittima e di 500 per il Sulpm, il primo sindacato a costituirsi parte civile in un processo.
Huerta, cittadino italiano di origine cilena, si era scagliato contro l'agente Sammacitano dopo che gli era stata notificata una contravvenzione e lo aveva colpito con una testata e con un calcio al basso ventre provocandogli diverse lesioni. Il grave episodio aveva scatenato numerose polemiche e la reazione del Sulpm che aveva denunciato lo stato di rischio in cui gli agenti sono costretti a operare.
Lo stesso sindacato, per voce del responsabile provinciale Marco Gagliardi, ieri ha espresso soddisfazione per la sentenza. «Il giudice - ha commentato - ci ha dato ragione e ha riconosciuto che il danno è stato procurato a tutta la categoria. Siamo particolarmente soddisfatti perchè la pena è adeguata alla gravità del reato commesso. Ci auguriamo che questa sentenza possa rappresentare un monito per i malintenzionati».
Soddisfatto anche l'avvocato di parte civile Carlo Mussini che ha parlato di «segnale importante».
«Il fatto che il giudice non abbia concesso la condizionale ad una persona incensurata - ha detto il legale - sottolinea la gravità di un reato commesso ai danni di un agente che faceva il suo lavoro. Si tratta di un segnale importante perché è necessario tutelare le forze dell'ordine e garantire il rispetto dell'istituzione
l'articolo integrale de "L'informazione"
