Il fatto
Sabato verso le ore 10.30 il collega Salvatore Sammaritano (componente della prima storica segreteria sulpm di RE), durante un normale controllo di polizia stradale è stato aggredito dal conducente di uno scooter. 2.64 il valore dello scooterista al controllo etilometrico. Salvatore, solo per aver fatto il proprio dovere, si è beccato una testata, un calcione sui genitali, vari calci sparsi e una prognosi iniziale di 15 giorni. Il matto è stato fermato e arrestato solo grazie all'intervento di un collega in borghese che passava per caso.
la prima pagina de "Il Resto del Carlino"
Aggiornamento ( lunedì 30 ottobre 2006 ) :
si è svolto il processo con rito abbreviato, per l'aggressione subita 15 gg fa dal collega Sammaritano. Il giudice ha accolto le richieste del PM condannando l'aggressore a 2 anni senza sospensione della pena. accolte le richieste di parte civile del Collega e del SULPM risarcite rispettivamente con euro 1000 e 500. una cifra simbolica che però ha un grande significato
Tutti gli articoli pubblicati sulla sentenza e il comunicato del Sulpm.
Reggio Emilia - collega aggredito
Una violenza esplosiva, incontrollabile,tipica di chi è in preda ai fumi dell'alcol . Alle dieci del mattino poi , non dopo cena o durante la notte . E a farne le spese è stato un vigile urbano di 50 anni . Salvatore Sammaritano, agente della polizia municipale reggiana, abitante a Cavriago, è stato massacrato di pugni, calci e testate. Se l'è cavata - quindici giorni di prognosi - anche perchè a portargli soccorso è arrivato un collega in borghese, di Scandiano, che passava pe r la via Emilia per caso. Quel collega che poi, in ospedale, il vigile Samaritano non finiva di ringraziare. Quanto al l ' aggressore, un giovane di origine sudamericana, con carta di identità italiana, ha passato la giornata nella guardina del comando di polizia municipale, in via Kennedy, in attesa del nulla osta della procura al suo arresto e al conseguente trasferimento nel carcere della Pulce, compiuto alle 18,30. L'agente Sammaritano, ieri alle 10, era in servizio in via Fratelli Cervi, a Pieve Modolena. A un certo punto ha visto sopraggiungere un giovane in motorino. Il mezzo zigzagava i n mezzo alla trafficatissima strada e giustamente il vigile ha deciso di fermarlo per un controllo . E qui lasciamo la parola a lui, a Salvatore Sammaritano . Ha raccontato, un'ora dopo al pronto soccorso in attesa di sottoporsi agli esami radiologici : «L'ho fermato per evitare che succedesse qualcosa di peggio . Era senza casco . Gli ho chiesto i documenti . Lui non li voleva fornire . Diceva che era su area privata perchè il motorino l'ave - va appoggiato al muro di un'abitazione » L'agente Sammaritano ha fatto du e più due . «Ho capito che era in stato di ebbrezza, l'ho capito dal l ' alitosi . Lui ha avuto questa reazione : calci testate, pugni . Mi ha spinto e fatto battere la testa per terra. Siamo riusciti a immobilizzarlo e ad ammanettarlo grazie a un collega di Scandiano in borghese, che si è fermato e mi ha dato una mano, passava lì per caso con la sua macchina. Colgo l'occasione per ringraziarlo» . Intanto sono accorsi altri quattro col - leghi della polizia municipale, per bloccare definitivamente il giovane .«Facevano fatica a tenerlo in quattro », ha raccontato il vigile .
da "il Resto del Carlino" - 15 ottobre 2006
La forza del destino
A volte nella vita, quando meno te lo aspetti, accade qualcosa (nel bene o nel male) che ti sorprende, ti stupisce per la puntualità e ti induce a riflettere su quelle che potrebbero essere le “forze” che regolano la nostra esistenza.
Salvatore è uno di noi, un amico, un collega, un uomo onesto che sa quali pericoli si corrono tutti i giorni a lavorare in divisa, per strada, in una società profondamente cambiata, ma che tuttavia svolge il proprio lavoro sempre con passione e con la dovuta solerzia.
Il destino ha voluto che fosse lui, proprio in questi giorni di aspre polemiche nate a Reggio sul nostro ruolo e sulla nostra sicurezza, ad imbattersi, alle 10.30 di un tranquillo sabato mattina, in uno squilibrato ubriaco che lo picchia selvaggiamente per una multa.
Salvatore continuerà a lottare, insieme a noi, al fine di ottenere (per TUTTI) le più elementari tutele, per affrontare le 6 ore di servizio con la dovuta tranquillità, ma mai si sarebbe aspettato di contribuire in questo modo, di pagare di persona un prezzo così alto per l’irresponsabilità e l’indifferenza di chi continua ancora a considerarci dei semplici impiegati in “giacca e cravatta”.
Il suo unico torto è stato quello di fare il proprio dovere, per questo motivo lo scotto che sta pagando non deve andare perso, dobbiamo lottare ancora di più affinché non vi siano altri “martiri” in divisa; la guerra sarà ancora lunga, ma l’esempio di Salvatore deve darci ancora più forza, perché domani, a queste condizioni, ci sarà uno di noi al suo posto.
Il destino ha fatto sì che Salvatore se la cavasse con soli (?) 15 giorni di prognosi e nessuna lesione permanente (lo spigolo del marciapiede dove ha sbattuto la testa , per fortuna, era pochi centimetri più in là).
Il fato ha voluto che un collega in borghese passasse per caso da quelle parti e aiutasse Salvatore (che lottava sanguinante) a bloccare il folle.
Ma solo la tenacia delle nostre richieste ha fatto in modo che Salvatore avesse indosso da poche settimane almeno le manette per immobilizzare l’aggressore…
E questa deve essere la NOSTRA forza: anticipare le fatalità, giocare una imponderabile lotta contro il tempo per fermare un’impietosa corsa al massacro.
E’ la forza di una categoria, che può essere determinante e che può andare ben al di là del destino più beffardo!!
di Marco Gagliardi - dirigente Sulpm Reggio Emilia
