
Segreteria Regionale per l’Emilia
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Piacenza, 01 febbraio
2005
CICERO
PRO DOMO SUA
Prendiamo
atto, con soddisfazione che la Regione Emilia Romagna ha intrapreso un percorso
da noi condiviso, anche se si tratta di direttive e non di norme giuridiche, per
il riconoscimento del lavoro della Polizia Locale.
Infatti l'ultimo documento emendato in materia di accesso e di formazione
tiene conto delle osservazioni che più volte il nostro Sindacato ha ribadito
nelle sedi istituzionali ovvero della specificità della categoria.
Significativa è la premessa che cita il documento del Consiglio dei
Ministri della Comunità Europea in materia di etica e trattamento delle Forze
di Polizia.
Finalmente anche l'apparato tecnico-politico della Regione riconosce alla
Polizia Locale la dignità di operatore della sicurezza con conseguente
adeguamento dei criteri di accesso e formazione per la specifica categoria.
In poche parole si evidenzia come il percorso per entrare a far parte
della P.L. debba essere differenziato rispetto a tutti gli altri dipendenti
pubblici, ovvero non sarà più possibile la trasformazione, del messo quando
non del cantoniere in Agente senza un percorso selettivo chiaro e con lo stesso
titolo di studio di accesso dall'esterno, trasformazione molto cara ad alcuni
cari sigg. Sindacalisti, che con tale metodo si ingraziavano queste categorie
promettendo loro chissà quali aumenti stipendiali e di livello.
Non sarà più possibile assumere persone che non siano in grado di
sostenere tutto il lavoro della P.L., che ovviamente non è lavoro d'ufficio, a
titolo esemplificativo citiamo un bando di concorso dove era specificata la
riserva anche per le persone con invalidità tale da non consentire il servizio
esterno.
Nulla vogliamo togliere a queste categorie, ma è come se il
sottoscritto, che certamente non ha un fisico da "camallo",
pretendesse di andare a fare lo scaricatore di porto, o un asmatico di andare a
lavorare in miniera.
Mentre il nostro Sindacato si è battuto e sempre si batterà per dare un
lavoro dignitoso a tutti, i soliti noti (CGIL-CISL-UIL) immettevano nella P.L.
questi lavoratori con il risultato di rimpinguare gli organici, ma anche di dare
alle Amministrazioni l'occasione per aumentare i carichi di lavoro che
ovviamente ricadevano sempre sulle spalle degli altri.
Giustamente è stata inserita una norma di tutela per chi già fa parte
della P.L., perché pensiamo che chi ha già dato debba godere di una certa
considerazione.
Per quanto concerne la formazione, altro passo essenziale per la dignità
della categoria, le direttive sono chiare, è obbligatoria per tutti, anche per
coloro assunti con contratti a termine, e può essere svolta non solo dalla
Scuola Regionale e dagli Enti, ma anche da organismi accreditati presso la
Regione, e vi posso assicurare che in questa materia non siamo secondi a
nessuno, pertanto cominceremo il percorso di accredito per fare in modo che il
nostro Sindacato possa formare professionalmente gli operatori a scapito
(……..ma quanto ci dispiace…) di certi Comandanti che contemporaneamente
sono anche sindacalisti e contemporaneamente sono anche istruttori della Scuola
Regionale e dei Loro Enti e ancora fanno parte delle delegazioni trattanti di
parte pubblica (..sono veramente da ammirare! Personalmente faccio fatica a
portare avanti l'attività sindacale ed i servizi d'istituto….).
Il ragionamento sopra esposto chiarisce il titolo di questa mia, al
tavolo tecnico-sindacale abbiamo assistito ad un penoso attorcigliarsi di
ipotesi e tesi, litigi sulle virgole, accanimenti sui punto e virgola il tutto
condito da diatribe interne alle altre OO.SS., questo solo ed esclusivamente in
ragione di una strenua difesa del proprio "dominio" personale.
In conclusione il documento Regionale è a nostro avviso un punto
finalmente certo tendente a dare la giusta dignità alla categoria senza, almeno
così appare, interessi di bassa politica.
Certo il percorso per il definitivo riconoscimento della specificità
della categoria sotto il profilo economico e previdenziale è ancora lungo,
perché fino a che avremo lobby di potere che hanno paura di un serio confronto
istituzionale prevarrà sempre la disinformazione e di conseguenza l'ignoranza
di ciò che la categoria sta facendo per la sicurezza del Paese.
Finirò questa breve considerazione citando ancora una volta l'amato
Cicerone:
"Quosque tandem Catilina (leggi: cgil,cisl,uil)
abutere patientia nostra?"
Il Segretario Regionale Vicario
(Paolo Sarasini)