
LETTERA APERTA AI COLLEGHI DELLA C.G.I.L.
Cari colleghi della CGIL, non so bene il perché o i motivi, che mi hanno portato a scrivervi il mio pensiero, forse ancora una volta ha prevalso l’amarezza di chi uscito dalla vostra OO.SS. diciassette anni fa, per aderire ad un sindacatino, come mi fu detto, appena nato, ma dove finalmente si parlava della categoria della Polizia Locale, uscito perché dopo molti anni d’incomprensioni con i dirigenti di allora, che non volevano o non potevano capire la peculiare diversità della nostra professione, dagli altri addetti negli Enti Locali, anche alla luce della L.65/86, dalla CGIL non voluta.
Certo non mi sono mai pentito della scelta, pur nelle difficoltà che sono sorte, sempre superate dalla convinzione di percorrere l’unica giusta strada per l’effettiva e definitiva affermazione della dignità professionalità, richiedendo una normativa adeguata ed in particolare, l’inserimento nella L. 121/82, ma allora perché ci deve annoiare con il suo percorso sindacale diverso dal nostro, cerco di spiegarmi.
Una forte curiosità e una buona dose di speranza mi hanno spinto a recarmi a Ravenna il giorno 03 dicembre 2004, ho deciso di dedicare tempo non sempre disponibile, incuriosito e direi sorpreso che la mia ex OO.SS. dedicasse un convegno all’impegnativo tema “IL COMPARTO SICUREZZA TRA DIRITTI E CONTRORIFORME” Le politiche integrate per la sicurezza: le proposte della CGIL, cavolo mi sono detto finalmente anche loro si aprono alle nostre problematiche, in questo momento di forte attualità e in via di risoluzione.
Non pretendevo certo sentire la condivisione delle nostre proposte, ma ero sicuro di potermi confrontare su posizioni anche diverse ma almeno chiare.
Sono entrato nella sala sentendomi anche un pò osservato, ma sicuro e a testa alta di rappresentare una sigla che sugli argomenti d’attualità della categoria, cui appartengo da 30 anni, ha sempre e continua ad esprimere posizioni conosciute e che cercano di risolvere per quanto di competenza le esigenze sempre più pressanti dei cittadini in tema di sicurezza, non avevo certo la presunzione che la nostra posizione fosse la loro, ma almeno di capire sul tema specifico cosa la CGIL, proponesse per risolvere i problemi della sicurezza collegandoli con la categoria della Polizia Locale.
All’inizio del convegno ho rivisto il filmato che la Regione, ha girato con il tema “1994-2004 dieci anni di politiche per la sicurezza in Emilia-Romagna”, nel quale propone a più riprese il coinvolgimento sul tema della Polizia Locale, con progetti o forme di collaborazione con le Forze di Polizia dello Stato, è quindi intervenuto il Vicesindaco di Ravenna, che ha illustrato i servizi della locale Polizia Municipale, nell’interesse delle sempre rinnovate e molteplici richieste della cittadinanza in materia di sicurezza.
Al termine dell’intervento del vicesindaco, ha preso la parola un rappresentante delle segreteria provinciale, che dopo un preambolo politico, in molte parti condivisibile, sulla situazione attuale nazionale in materia di sicurezza, ha concluso riferendosi alla nostra categoria ripetendo, che noi dovremo sempre essere un’organo di Polizia Locale Amministrativa.
Un po’ perplesso, ho cercato di giustificarlo pensando che forse si è sbagliato o forse non era proprio informato delle mansione e delle qualifiche degli operatori del settore, ma adesso interveniva il responsabile dei contatti locali di sicurezza, e di fronte ad un esperto, tutti i miei dubbi o perplessità sarebbero svaniti, purtroppo però dopo tante belle parole certamente vere sull’argomento sicurezza, ha anche lui terminato affermando che noi dovremo sempre essere un’organo di Polizia Locale Amministrativa.
Poi più nessuno, nessun operatore dell’OO.SS. rappresentante della categoria, ha preso la parola, ma solo un susseguirsi d’interventi d’altri soggetti preposti in altri corpi o servizi al tema della sicurezza, sui quali non ho conoscenze specifiche per argomentare.
Ho cominciato a sentirmi molto insoddisfatto e amareggiato, mi sono sorte domande che volevo porre al convegno, ma che riservo a voi, ne sono certo mi capirete meglio.
Prima domanda cosa vuol dire Polizia Locale Amministrativa? ogni organo di Polizia è Amministrativo, la Pubblica Sicurezza è Amministrativa, allora perché non chiamare anche la Polizia di Stato Polizia di Stato Amministrativa.
Seconda domanda correggetemi se sbaglio, anche le direttive Europee parlano di una Polizia Locale, ma non parlano ne accennano in alcun modo di Polizia Locale Amministrativa.
Terza domanda se poi Amministrativa, volesse significare una Polizia che perseguisse solo gli illeciti amministrativi, cosa servirebbe andare ad istituire in alcune città il quarto turno, è meglio abolire il terzo e forse anche il secondo.
Vi chiedo, come si può parlare d’operatori di sicurezza se un’efficiente agente della loro futura Polizia Locale Amministrativa, alla eventuale richiesta di un cittadino che richiama la sua attenzione perché in quel momento un’ignoto sta rubando il suo velocipede, risponderà prontamente, mi dispiace io sono un’agente di Polizia Locale Amministrativa, si rivolga alle Forze di Polizia della Stato, o ancora durante un controllo di venditori abusivi in spiaggia, di fronte alla loro merce, provvederà prontamente a sequestrare ogni calzettino presente sul tappeto, ma di fronte a CD o musicassette contraffatti sarà impotente, come nel caso che il gentile e sempre calmo venditore si rifiuterà di fornire le proprie generalità.
Avrei altre domande, ma colleghi eventualmente rispondetemi voi, che ogni estate anche con l’ostilità dei bagnanti, cercate di far tornare il litorale uno spazio dove l’illegalità non sia troppo presente.
Sono uscito deluso e consapevole che la mia scelta d’anni fa di aderire al SULPM, sia stata una delle poche cose scelte giuste che hanno costellato la mia carriera lavorativa, se non altro ai nostri convegni siamo più allegri.
Vi ringrazio se avete avuto la pazienza di finire di leggere queste righe di uno che restio a scrivere, non ha saputo resistere e portare le sue considerazione sulle proposte della CGIL per la Polizia Locale, di una delusione maggiore, come lo può sentire uno che in è stato legato alla CGIL e che perciò ha dentro ancora forti attese e pretenderebbe quasi un miracolo; dirigenti della CGIL, ingoiate il magone e una volta tanto chiamateci per quel che siamo un’organo di POLIZIA LOCALE, ve ne saremmo per sempre grati.
Un forte abbraccio a tutti i colleghi d’ogni sigla e no.
SULPM Segreteria Regionale Emilia-Romagna
F.to Pier Luigi Dalla Vecchia