L’Accordo del 2001 prevede infatti lo sviluppo di una intensa collaborazione
tra Regione e Dipartimento per la realizzazione di progetti innovativi per il
miglioramento della sicurezza nelle città. Tra questi ricordiamo lo sviluppo
di sistemi informativi per migliorare l’azione di prevenzione e contrasto
della criminalità diffusa, con la costituzione di un laboratorio informatico
di interesse regionale presso la Prefettura di Bologna; l’interconnessione
delle sale operative delle Polizie municipali con quelle di Questura e
Carabinieri per rendere più efficace la collaborazione tra tutte le forze di
polizia; lo sviluppo di una intensa attività di formazione congiunta che ha
già coinvolto circa 1.200 operatori tra polizia di stato, carabinieri,
polizia municipale e operatori sociali. Partendo da un giudizio molto positivo
sull’attività fin qui svolta Errani e De Gennaro hanno raggiunto una serie
di intese che permettono di svilupparla ulteriormente. Nei prossimi mesi
infatti il laboratorio allestito in prefettura verrà alimentato con i dati
statistici provenienti dal nuovo sistema informativo delle forze di polizia
nazionali, meglio conosciuto dagli addetti come SDI (Sistema di indagine) e
verranno testate nuove modalità di trasmissione informatizzata al sistema
delle denunce raccolte direttamente dalle polizie municipali che sono in
regione molte migliaia ogni anno. In questo modo gli amministratori locali e
le autorità di pubblica sicurezza potranno finalmente conoscere la
distribuzione territoriale e temporale dei diversi reati (in quale via, in
quali giorni, in quali ore si condensano i borseggi, o le rapine o i furti in
appartamento) per migliorare le attività di prevenzione. Per quanto riguarda
l’interconnessione delle sale operative, che è già stata realizzata in
quasi tutti i comuni capoluogo della regione con collegamenti in fibra ottica,
si tratta ora di definire protocolli operativi che consentano, da un lato, di
coordinare al meglio tutte le risorse disponibili sul territorio e,
dall’altro, di mettere gli operatori di polizia municipale nelle
condizioni di conoscere quelle informazioni indispensabili, proprie delle
forze di polizia nazionali, che consentono di operare con maggior sicurezza
nelle attività di monitoraggio e controllo del territorio. D´altronde è
proprio lo sviluppo di queste forme di collaborazione a mettere al riparo la
maggior parte dei sistemi di video-sorveglianza realizzati nelle città
emiliano-romagnole, anche con il contributo della Regione, da possibili
censure da parte del Garante per la privacy. Si tratta infatti, nella
maggioranza dei casi, di sistemi attestati operativamente sia nelle sale
operative della polizia municipale, che in quelle della polizia di stato e dei
carabinieri, che vengono utilizzate da ciascuna struttura di polizia per le
proprie attività e i cui sistemi di gestione e sicurezza sono stati
concordati nei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza
pubblica presieduti dai Prefetti. Infine, l’intesa da concreto avvio ad una
ulteriore qualificazione delle attività di formazione congiunta che hanno
riscosso, in questi anni, un grande apprezzamento da parte degli operatori e
che ora si potrà sviluppare attraverso modelli di apprendimento attivo e
attività di formazione anche residenziali.