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L'UTILIZZO DI CANI NELLA POLIZIA LOCALE
Introduzione - Una novità in continua espansione
Impiego - a che servono 'sti cani?
Vigilanza sul territorio
Mezzo di coazione fisica
Strumento di ricerca
Come fare
Scelta del responsabile del progetto
Redazione del progetto
Scelta della struttura di formazione
Selezione del personale
Selezione dei cani
Formazione delle unita' cinofile
Attrezzatura ed equipaggiamento
Formazione continua
Conclusioni - Cani, ne vale la pena?
Introduzione - Una novità in continua espansione
A partire dall’anno 2000, sempre più Amministrazioni Comunali, per sopperire al crescente senso di insicurezza urbana, hanno iniziato a dotarsi di unità cinofile, ovvero di binomi agente di polizia locale-cane.
Milano, Padova, Palermo, Vittorio Veneto, Bologna, Torino, solo per citarne alcuni, hanno costituito il loro nucleo cinofili, di solito specializzandosi per il controllo del territorio, altri anche per la ricerca di stupefacenti o di persone.
Impiego - A che servono 'sti cani?
Questa è una delle domande che i conduttori cinofili della polizia municipale si sono sentiti rivolgere con maggiore frequenza, a volte accompagnata da incredulità e scetticismo.
Cominciamo con il dire che l'unità cinofila, quantomeno per la polizia locale, può svolgere tre funzioni principali:
Vigilanza sul territorio (funzione preventiva)
Mezzo di coazione fisica (funzione repressiva)
Strumento di ricerca
A queste va aggiunta una preziosa funzione di trasmettere un'immagine positiva del corpo: un’unità cinofila che pattuglia il mercato o che partecipa alla sagra del paese con un’esibizione ha sempre un impatto positivo sulla gente, sollecitando rispetto e simpatia.
Dettagliamo meglio queste tre funzioni.
Vigilanza sul territorio
Un'unità cinofila adeguatamente addestrata alla sicurezza, quindi difesa del conduttore, inseguimento ed immobilizzazione di persone, può svolgere un’eccezionale presenza sul territorio in termini di prevenzione e vigilanza attiva.
Il cane, oltre a sfruttare i suoi sensi per avvertire il conduttore della presenza di persone nascoste, rappresenta un eccezionale deterrente alle eventuali azioni di resistenza attiva da parte di individui sospetti che il conduttore dovesse controllare.
In mano ad un conduttore volonteroso, il cane rappresenta un vero plus di motivazione per il controllo accurato del territorio in veste, non mi stanco di ripeterlo, preventiva. A mio avviso, allo stato attuale della legislazione, il ruolo della polizia locale è quello di imporre il rispetto delle norme che regolano l'ordinato vivere (regolamenti di polizia urbana in primis) e controllare, a livello preventivo, la presenza di determinati soggetti, quali stranieri in sospetto di clandestinità, tossicodipendenti, ubriachi molesti, per esempio. E' notorio che queste persone siano particolarmente pericolose poiché, avendo già raggiunto il fondo della scala sociale, non hanno più nulla da perdere ed hanno già perso il concetto di legalità e regole.
Il conduttore cinofilo ben addestrato, invece, esce quasi sempre indenne e vincitore da queste situazioni, perché il cane nelle sue mani rappresenta un mezzo eccezionale di coazione fisica e, prima ancora, di pressione psicologica.
In questi tipi di servizio, l'unità cinofila può agire isolata (un operatore ed il suo cane) oppure assieme ad uno o due altri operatori di P.M., secondo il rischio potenziale.
Mezzo di coazione fisica
In questa veste, l'unità cinofila è solitamente d’appoggio ad altri operatori di polizia locale che svolgono il grosso del lavoro, ovvero l'ammanettamento e la traduzione delle persone al Comando, la redazione degli atti e tutti gli eventuali seguiti.
Questo per non sprecare risorse: ricordiamoci che il binomio è INDISSOLUBILE, perciò se il conduttore si trova a svolgere funzioni d'ufficio, il cane sta in macchina o in box e non svolge il lavoro per cui è stato inserito nel Corpo.
Per esempio, nella repressione del commercio abusivo, il cane, a mio avviso, svolge il lavoro di cinque o sei persone. Se il venditore, in un rapporto 1 a 2 tenta di riprendersi la merce sequestrata, immediatamente desiste se la pattuglia e' integrata da una unita' cinofila.
Può scandalizzare qualcuno l'idea che la p.m. sia munita di cani addestrati a mordere le persone: quasi nessuno però si scandalizza all'idea che sia munita di pistole. Penso che sia fuori di dubbio che sia molto più umano e rispondente ad un concetto di proporzionalità e gradualità un morso di cane che una pistolettata.
Il cane può essere dotato di apposita museruola d’intervento, che gli consente di colpire senza mordere, qualora il vero e proprio morso fosse ritenuto sproporzionato rispetto alla minaccia.
Strumento di ricerca
Sappiamo che alcuni sensi del cane sono molto più sviluppati di quelli umani. Per esempio, il cane sente l'odore di una particella di sostanza della dimensione di un centimetro in cento metri cubi d'aria. Ricordo che cento metri cubi sono un cubo di circa 5 metri di lato. Se correttamente addestrato, i parametri aumentano ulteriormente, perché il cane apprende un metodo di ricerca che lo porta a risalire alla fonte dell'odore.
Questo ci può servire per un'infinità di cose, limitate praticamente solo dalla fantasia e dalla volontà umana (o sarebbe meglio dire politico-gestionale).
Possiamo utilizzare le unità cinofile per la ricerca di persone, siano esse pirati della strada in fuga dopo aver abbandonato a piedi il teatro dell'incidente o bambini smarriti, piuttosto che persone sospette nascoste in un parco di notte, sostanze stupefacenti, armi, esplosivi, selvaggina, funghi, ecc.
Per esempio, immagino un posto di controllo stradale della polizia provinciale dove, mentre un operatore controlla i documenti di circolazione dell'auto, il conduttore compie un giro attorno all'auto con il cane addestrato a segnalare la presenza di funghi raccolti illegalmente, in modo non invasivo e rapido.
In questa circostanza è indispensabile che il binomio sia supportato da almeno un altro operatore di polizia, perché il conduttore è totalmente concentrato sul cane e sui segnali che gli invia e potrebbe essere facile bersaglio di aggressioni.
Come fare
Se questa illustrazione avesse convinto qualcuno dell'opportunità di costituire una o più unità cinofile all'interno del suo corpo, mi ritengo in dovere di suggerire una possibile procedura da seguire.
Scelta del responsabile del progetto
Affinché tutto proceda nel modo più corretto e spedito possibile, ritengo sia necessario iniziare dall'individuazione all'interno del corpo o servizio, di un responsabile del progetto. Non è indispensabile che abbia conoscenze specifiche, l'importante è la motivazione.
Redazione del progetto
Bisognerà innanzitutto decidere quale ruolo far svolgere alle unità cinofile. Personalmente ritengo che l'ideale sia avere cani "bivalenti" ossia addestrati innanzitutto alla difesa e poi alla ricerca di persone e/o sostanze. I detrattori di questa teoria sostengono che porta ad una minore efficacia e professionalità, ma credo che, ammesso e non concesso che sia vero, rappresenti una soluzione con un ottimo rapporto costo - efficacia per la nostra realtà.
È necessario anche fare una approfondita e serena valutazione dei costi e benefici che il progetto comporta, per evitare di pentirsi in corso d'opera o di essere tentati da "scorciatoie" in termini di costi e tempi che rischiano di rivelarsi pericolose.
È indispensabile mettere in conto una formazione iniziale piuttosto lunga per la nostra mentalità che ha visto qualcuno essere assunto, ricevere una divisa ed un blocchetto di verbali ed essere sbattuto in strada con la motivazione che "hai fatto il concorso, quindi hai studiato, per cui dovresti sapere cosa fare".
È impensabile che il conduttore lavori senza il proprio cane che non deve mai rappresentare ed essere visto come un peso, ma sempre e solo come una risorsa.
È impensabile che la formazione si esaurisca con il corso iniziale, ma deve comportare sessioni minimo settimanali.
Se non si è disposti a sopportare questi requisiti minimali, si rinunci da subito a costituire unità cinofile: potrebbero diventare solo una fonte di responsabilità e non una risorsa.
È necessario stabilire dove alloggeranno i cani: presso un canile o affidati al conduttore? Personalmente sono partigiano della seconda soluzione: il cane è più controllato dal punto di vista sanitario, più abituato a stare in mezzo alla gente, più stimolato e vive in un modo a lui più congeniale, cioè in un contesto sociale. Se il bilancio lo consente, è comunque opportuno realizzare un centro cinofilo per potersi addestrare con serenità e sicurezza.
Scelta della struttura di formazione
A chi affidare la formazione delle unità cinofile?
A mio avviso, l'ideale è appoggiarsi ad un corpo di polizia locale che abbia già unità cinofile operative di riconosciuta professionalità.
Ci si può anche affidare alla scuola di formazione di una delle forze di polizia statali o ad un centro di addestramento cinofilo privato, dove vi sono spesso delle professionalità elevatissime, ma con un grosso svantaggio: la distanza dalla realtà operativa della polizia locale. I club privati sono solitamente abituati ad avere a che fare con lo sport cinofilo, traduzione agonistica della nostra realtà operativa, le forze di polizia statali vivono un'altra realtà.
Selezione del personale
Questa è una delle fasi più delicate, perché la scelta del conduttore può rappresentare il naufragio o il successo del progetto.
L'attività cinofila richiede un’elevata motivazione perché, alla fine della storia, il conducente si ritrova da solo con il suo cane e solo lui può decidere se mantenere un elevato livello operativo o se limitarsi a portare a passeggio il cane o, peggio, a lasciarlo in macchina per evitare di esserne impacciato!
Solo i conduttori più motivati riescono a raggiungere livelli di professionalità elevata.
Una volta scelto il centro deputato alla formazione bisognerà coinvolgere tutto il personale del corpo: stabilito l'elenco dei candidati, andrà fatto un colloquio al fine di sondarne le motivazioni, tenendo che conto che pazienza, perseveranza e fermezza di carattere sono doti fondamentali per un cinofilo.
Andrà anche ricercato un livello adeguato d’efficienza fisica, in modo che il conduttore sia in grado di seguire l'esuberanza del cane.
Può essere una buona scelta far seguire il corso, almeno nelle fasi iniziali, a qualche operatore in più rispetto al numero che effettivamente farà il cinofilo, in modo da disporre di personale di riserva, già selezionato e parzialmente formato, in modo da compensare eventuali defezioni dei titolari per cause di forza maggiore.
Selezione dei cani
La selezione andrà fatta tenendo conto del servizio che questi andranno a svolgere. Si tratta di un compito altamente tecnico che andrà delegato al centro di formazione selezionato, con la presenza di componenti del corpo interessato in veste di osservatori, in particolare del responsabile del progetto e del personale selezionato per partecipare al corso.
Per quanto riguarda le razze, pastore tedesco e pastore belga malinois, sono animali versatili ed equilibrati, in grado di svolgere tutti i compiti che possiamo richiedere loro.
Senza alcuna valutazione cinotecnica, ma esclusivamente di "policy", va accuratamente valutata, in relazione alle caratteristiche locali, l'opportunita' di utilizzo di razze molossoidi come il rottweiler: per qualcuno questi vengono considerati "cani pericolosi", cosa all'apparenza confermata da provvedimenti normativi.
Se l'unita' dovra' esclusivamente svolgere compiti di ricerca e non anche di difesa, va attentamente considerata l'opportunita' di impiegare cani di derivazione venatoria, come il cocker spaniel inglese o lo springer spaniel: si tratta di animali con genetica predisposizione al lavoro d'olfatto, elevatissima motivazione alla ricerca e soprattutto dimensioni ridotte ed idonee anche agli ambienti piu' ristretti o disagevoli.
Formazione delle unità cinofile
Come ho già detto, per il periodo determinato dai responsabili del centro prescelto, uomini e cani dovranno svolgere il loro servizio esclusivamente quali allievi di un corso di formazione. Il corpo d’appartenenza dovrà limitarsi a mantenere i contatti con i responsabili della formazione, dando loro gli input necessari a che l'addestramento sia conforme ai servizi che poi le unità cinofile dovranno svolgere per il corpo e compiendo gli atti necessari per la successiva ratifica della formazione all'interno della propria Amministrazione.
E' auspicabile che le Regioni costituiscano centri di formazione cinofila per la polizia locale direttamente o tramite convenzioni tra Regioni, in modo da garantire un’adeguata professionalità e ridurre i costi di trasferta.
Attrezzatura ed equipaggiamento
Un’unità cinofila deve potersi spostare sul territorio, perciò è necessario un mezzo adeguato per permettere al cane d’essere presente ed efficiente dove richiesto: ricordiamoci che, praticamente in tutta Italia, un cane lasciato in un'auto nel mese di luglio rischia concretamente di morire per un colpo di calore, con un grave danno emotivo per il conduttore, d’immagine ed economico per l'Amministrazione, quindi la macchina dovrà avere un minimo d’allestimento, anche perché le circostanze del servizio a volte costringono a lasciare il cane in auto per qualche ora.
Non è pensabile che il conduttore svolga servizio con la divisa ordinaria in lana, a meno di sopportare i costi del lavaggio quasi quotidiano dei capi. È pertanto necessario prevedere una divisa di tipo cosiddetto operativo.
Adempimenti amministrativi
È necessario, nel rispetto della Legge 65/86, provvedere a modificare il Regolamento del Corpo di P.M., prevedendo l’organizzazione del nucleo cinofili e le sue modalità d’impiego.
Formazione continua
Se vogliamo che l'unità cinofila sia una risorsa per l'Amministrazione, è necessario che questa sia addestrata, quindi bisogna impegnare tempo, idealmente una volta la settimana, e risorse, in termini di persone che aiutino il conduttore nell'addestramento: è necessario un figurante che faccia la parte del malfattore o della persona da salvare. Se il Corpo ha più di una unità cinofila, i conduttori possono collaborare, dandosi reciproca assistenza, altrimenti è necessario prevedere il ricorso a risorse esterne, inviando il conduttore presso il centro di formazione o trovando un figurante esterno. Può anche essere una scelta valida quella di formare del personale non cinofilo per svolgere il ruolo di figurante e assistente conduttore.
Conclusione - Cani: ne vale la pena?
Dopo questa mia elencazione di compiti ed adempimenti, qualcuno può essere arrivato alla conclusione che i costi superano i benefici, ma secondo me non è così, perché è vero che l'impegno è elevato rispetto alla media dell'impegno d’alcune polizie locali nella formazione, ma i benefici sono elevatissimi, in termini d’efficienza della presenza sul territorio e d’immagine dell'Amministrazione.
ã Ufficio Cinofili SULPM 2006